| lunedi 19 novembre 2001 comunicato segreteria nazionale |

Roma,
19 novembre 2001.
Questo è un proverbio popolare quanto mai
azzeccato nella attuale situazione del sindacato confederale ed in particolare
di CGIL
Ricordiamo a tutti i colleghi Telecom che i lavoratori
metalmeccanici di FIOM-CGIL
hanno raccolto 300 mila firme ed hanno manifestato il 16 novembre a Roma per
imporre il rispetto delle le regole a suo tempo pattuite per il
recupero dell’inflazione reale (accordo del ’93) ed
ottenere il REFERENDUM sul contratto dei metalmeccanici separatamente
sottoscritto dalle “sole” FIM-CISL e UILM-UIL
con le rappresentanze datoriali.
Per quanto possa far sorridere che FIOM si appigli a 18.000 di aumento salariale
ed al tristemente famoso accordo interconfederale del 1993, per tentare di
rifarsi una reputazione,
ai
lavoratori metalmeccanici va tutta la nostra solidarietà!
Con l’occasione ci sia permesso ricordare ai colleghi di
SLC-CGIL che i lavoratori Telecom, dopo
aver raccolto migliaia di firme, avevano a gran voce richiesto inutilmente alla
Triplice (con la consegna di 12 mila firme), la promozione del referendum per verificare la positività o meno delle innovazioni salariali e normative contenute nel contratto
di settore (Telefonici), costruito senza alcuna bozza di piattaforma avallata
dai lavoratori e firmato senza alcun confronto con la base.
I lavoratori forse saranno opportunisti ed avranno anche la memoria
corta, ma non tanto quanto quei rappresentanti sindacali
che, improvvisamente, assurgono
a “strenui difensori dei diritti dei lavoratori “.
Chissà che ne pensa il Segretario Nazionale SLC Fammoni al quale consigliamo, unitamente ai suoi pari, di comprarsi, non un
ombrello ma un… tendone da
circo, nella certezza che solo così potranno evitare gli appiccicosi e
disgustosi effetti delle “ricadute” aeree!
Ai lavoratori del Gruppo Telecom rivolgiamo un invito a non dimenticare
il passato poiché il loro presente ed il loro futuro è il frutto di
quell’albero.
La Segreteria Nazionale