lunedi  19  novembre  2001    comunicato segreteria nazionale        

 

Roma, 19 novembre 2001

RETE - II FASE

Si è tenuto in data 14 novembre 2001 un incontro fra Direzione Generale Rete ed una delegazione nazionale SNATER, nel corso del quale l’azienda ha illustrato quella che sarà la 2^ fase della ristrutturazione della Rete. La futura organizzazione, che seguirà quella che ad oggi è ancora in via di ultimazione (v. costituzione WFM IPC e IDI all’interno dei  CSC), sarà avviata con il prossimo mese di gennaio e dovrebbe andare a regime verso la fine della primavera 2002. Il progetto prevederà l’accentramento delle attività tecniche, fino ad oggi di competenza COP, CLR, CPF e ex CLPS, in 148 Centri di Lavoro Unici (CLU) previsti sul territorio nazionale che, stando agli obiettivi aziendali, dovrebbero avere la finalità di snellire l’assistenza tecnica e ridurre i costi. La Telecom ha assicurato che l’operazione non comporterà mobilità territoriali coatte e che, alla luce delle varie professionalità e tecniche che confluiranno nei costituendi CLU, sarà necessario un incisivo intervento formativo per ampliare le conoscenze.  L’azienda si è riservata ulteriori approfondimenti sul progetto, anche con appositi incontri territoriali con il sindacato.

SNATER, si  riserva di esprimere giudizi più approfonditi sul progetto, specialmente dopo ulteriori precisazioni che l’azienda fornirà in seguito, nel frattempo, pur condividendo che la prossima operazione potrebbe rappresentare un freno ai costi, vista la conseguente riduzione delle responsabilità a solo 148 centri di lavoro, auspica che l’accentramento dell’assistenza tecnica nei Centri di Lavoro Unici, non comporti il confluire di tutte le professionalità all’interno di nuove figure ricomposte, rivelatesi già ampiamente fallimentari negli anni passati.

SNATER ha fatto presente alla Telecom Direzione Rete che, le recenti operazioni di mobilità che hanno coinvolto il personale ITG dei COP con trasferimenti sui nuovi IDI, potevano essere ben più contenute, considerando che i futuri CLU, essendo centri ben più consistenti di quelli attuali, necessiteranno di una presenza gestionale interna superiore a quella residuale lasciata ad oggi all’interno dei COP.

 PROGETTO “PANDA”

Sempre nello stesso incontro la Direzione Rete ha annunciato l’intenzione di estendere, a partire da gennaio, l’applicazione del pregetto panda (presa in carico del lavoratore dell’automezzo sociale), ferma restando la normativa fino ad oggi adottata in sede sperimentale nei confronti di 600 lavoratori esterni e benché la sperimentazione stessa – a detta aziendale – non abbia comportato ritorni sostanziali alla società.

Pertanto, restando invariata la normativa con tutte le sue criticità (inizio e fine attività presso il cliente anche se a 30 Km o più di distanza dall’abitazione del lavoratore, poca chiarezza sulle responsabilità del lavoratore rispetto all’automezzo ed alle attrezzature prese in carico, dubbi sul riconoscimento di eventuali infortuni in itinere), ferma restando l’”appetibilità” del progetto per alcuni lavoratori, va fatto presente che, pur nella peggiore delle ipotesi, il progetto panda potrebbe rivelarsi una caramella avvelenata.

SNATER invita nel frattempo i lavoratori ad attendere regole certe prima di aderire al “progetto panda”.


                                                                                                Segreteria Nazionale SNATER