sabato  29 giugno  2002  comunicato segr.  generale          il file del documento in word    

S. N. A. TE. R.

                    Segreteria Generale
Sito: www.snater.it
e-mail: snater @mbox.micanet.it

 

Prot. CO/52
Roma, 26 giugno 2002

 

COMUNICATO  SU  ARTICOLO  18

La Segreteria Generale dello SNATER ha affrontato le tematiche poste dalla CGIL alla base degli scioperi regionali per la difesa dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori per decidere poi la posizione da assumere nel merito.

Ricordiamo a tutti che nel precedente sciopero generale di 24 ore proclamato da CGIL-CISL-UIL per il medesimo motivo, lo SNATER aveva in modo deciso e convinto partecipato massicciamente allo sciopero.

Da quel giorno ad oggi sono successi molti fatti che impongono al Sindacato una doverosa riflessione pur permanendo la netta opposizione dello SNATER a qualsiasi modifica dell’art.18.

In primo luogo il Sindacato ritiene sbagliato passare da un riuscitissimo sciopero generale su un argomento importantissimo a scioperi regionali e quindi parziali.  Ad avviso dello SNATER era necessario mettere in campo anche altre iniziative che oltre ai lavoratori dipendenti coinvolgessero tutti i cittadini italiani.

A questo fine lo SNATER dichiara di condividere pienamente l’iniziativa referendaria promossa dal Comitato Promotore che si propone di estendere il diritto garantito dall’art.18 anche ai lavoratori occupati in aziende con un numero di dipendenti inferiore ai 16, ai lavoratori precari, ai collaboratori continuati e coordinati, ai … .

E’ questa un’iniziativa coerente con l’impegno non solo di tutelare la dignità di coloro che oggi sono garantiti dall’art.18, ma di estendere a tutto il mondo del lavoro analoga dignità e garanzia.

Entreremo a far parte come Sindacato ai Promotori del Referendum ed invitiamo fin da ora tutti i lavoratori a sottoscriverlo per permetterne lo svolgimento.

Non ci è piaciuta su questo problema la netta posizione contraria al referendum di una organizzazione come la CGIL, che così tradisce lo spirito altamente solidaristico di ogni lotta sindacale ed in particolare di quelle a difesa della dignità.

Forse teme che la CONCERTAZIONE venga svilita da iniziative legislative (Parlamento), a tale proposito ricordiamo a tutti quanto accadde per le 35 ore, che a detta della CGIL dovevano essere recepite dalla contrattualistica e non di legge; difatti cadde un governo, e le 35 ore non sono mai state recepite nei contratti !!!

Non siamo affatto sorpresi dalla posizione assunta da CISL e UIL, al contrario siamo molto sorpresi per il comportamento bifronte della CGIL.  Da una parte lotta dura per la difesa del diritto all’occupazione e quindi alla dignità: principi difesi a spada tratta in televisione, sui giornali, nelle assemblee da Cofferati in modo talmente totalizzante e virulento da tagliare ogni tipo di trattativa.

Dall’altra parte invece i suoi funzionari sindacali non pongono alcun ostacolo (anzi sono sempre pronti a firmare ogni accordo proposto dal padrone) al licenziamento di migliaia e migliaia di lavoratori mediante il ricorso alle mobilità più o meno lunghe, alla cassa integrazione, al lavoro ripartito, ai trasferimenti selvaggi: tutto ciò camuffato poco dignitosamente come richiesta dei lavoratori.

Anche in questi giorni in Telecom abbiamo assistito inorriditi ad episodi del genere.

Si difende, apparentemente, la non licenziabilità e poi si regalano ai padroni prima le flessibilità più totali in ingresso ed ora le flessibilità massime in uscita.

Che tipo di coerenza può riscontrarsi in questi ondivaghi comportamenti la lasciamo alla valutazione ai lavoratori.

A noi dello SNATER nasce il sospetto che non si voglia cambiare l’art.18 non già per la tutela della dignità,ma soltanto per tutelare il potere di trattativa di un Sindacato-istituzione sempre pronto poi a piegarsi ai voleri padronali, firmando ogni accordo che distrugge occupazione.

Quello poi che ne ricava il Sindacato-istituzione è sotto gli occhi di tutti i lavoratori.

Lo SNATER però continua a denunciare la gravità della richiesta del Governo e della Confindustria decisa ad abbattere questa tutela che, come osservato, è spesso compromessa e rinunciata.

La Segreteria Generale pertanto decide di lasciare ai propri iscritti il massimo della libertà per aderire, o meno, agli scioperi regionali della CGIL e rinnova il pressante invito a sottoscrivere il referendum sopradetto.

                                                                                     LA SEGRETERIA GENERALE SNATER