mercoledi  19  maggio 2002  comunicato segreteria  nazionale    il file del documento in word    

CLU, FINIRA’ mai  LA RIORGANIZZAZIONE ? 

L’Azienda ha recentemente illustrato alla delegazione nazionale Snater l’attuale stato della riorganizzazione delle AOR e dei CLU di RETE ed affermato che il progetto riorganizzativo  è stato quasi completato. 

Infatti per permettere di superare le deficienze del WFM vi sono state inserite le attività del COP e risolti i problemi delle SLA, nonché del dispacciamento manuale.

Inoltre l’inserimento in tale realtà dei jobtypes sarebbe in fase di ultimazione.

Telecom ha dichiarato di aver effettuato oltre 100.000 ore di formazione, spostati 450 lavoratori ( volontari al 50% ); “impiegatizzato” 350 operai;  proceduto a 120 promozioni ad assistenti ed a  60 demansionamenti. 

Per quanto concerne i nuovi orari di lavoro l’azienda ha espresso soddisfazione per la sigla dell’accordo di livello nazionale, per quelli   regionali ( 13 regioni ) e per la manifesta   “non ostilità”   delle rimanenti. 

Gli orari applicati risulterebbero mutuati da quelli originariamente osservati dal lavoratore nella realtà di provenienza. Unificano a 30’ l’intervallo; comportano incrementi delle coperture per il turno delle 20.00 e la riduzione dei 18.30. Il presidio del sabato è esteso alle ore 20.00. Le turnazioni saranno inoltre gestite a livello territoriale per poter meglio soddisfare   locali esigenze.  

In materia di applicazione dei nuovi orari SNATER ha fatto rilevare che la gestione locale se da una parte risolve gli obiettivi che l’azienda si è prefissata , dall’altra, permettendo ai responsabili territoriali di  “interpretare “  le esigenze della clientela, creerebbe piccoli Ras ed evidenti disparità gestionali  che potrebbero sfociare in  disagi sociali che si ripercuoterebbero negativamente sulla stessa attività lavorativa.  

Snater ha rilevato che il sistema CLU già oggi basato su un precario equilibrio potrebbe essere definitivamente messo in crisi dalla rinnovata Mobilità in uscita ( Accordo 27 maggio 2002 ); dal conseguente balletto di trasferimenti volontari o meno; dalle flessibilità e, “dulcis in fundo”, dagli appalti. 

Ha infine denunciato la persistenza di malfunzionamenti del WFM, che essendo utilizzato anche contra legem  ( art. 4, L. 300/70 )  e quindi non per gestire in modo ottimale  l’attività dei lavoratori, ma per controllarne i tempi di lavorazione ( quantità/qualità ),  favorisce     episodi di  mobbing e origina  minacce  sanzionatorie.  

In merito poi alla necessità di costituire la figura del tecnico unico, che dovrebbe, a detta aziendale, consentire tramite una reale formazione di ampliarne la professionalità, riscontriamo al contrario che l’impiego di questi lavoratori avviene nelle stesse mansioni o “ prevalentemente “ in  mansioni inferiori.   

Snater continua a vigilare, anche con i propri RSU, affinché le ricadute delle scelte aziendali non pesino artificiosamente sugli addetti.  

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