sabato 16 novembre 2002  comunicato  segreteria nazionale          

TELECOM sulle orme della FIAT ?

 In questi giorni assistiamo, attraverso i media, alla tragedia che si consuma sulla pelle dei metalmeccanici Fiat. I problemi possono in apparenza anche sembrare lontanissimi. Lontani come settore, comparto produttivo, contratto, vita sociale, ma c’è un qualcosa, anzi molto più di un qualcosa che  ci fa dire: “ma anche da noi…”

Ricordiamo che la Fiat è sempre stata uno dei laboratori privilegiati del padronato italiano.

Telecom (SIP prima ) e Fiat sono aziende storiche dei servizi e della produzione industriale, quindi originariamente lontanissime, ma ora  accomunate nelle  scelte e strategie del nuovo iper-liberismo: 

·        Mentre Fiat esternalizzava parti di azienda come Power Train, Part Services, Fiat Gesco, Telecom espelleva la Motorizzazione ed in questi giorni  riprova con la  Logistica.

·        Mentre Fiat creava un enorme indotto di piccole aziende, che rischiano la chiusura totale senza nemmeno i minimi ammortizzatori sociali, Telecom spreme da anni le imprese di appalto.

·        Mentre Fiat creava delle gabbie normative e professionali tra nord-sud e tra vari stabilimenti, imponendo per lo stesso lavoro orari e salari diversi, Telecom  si inventava le "famigliole professionali"  in Rete e in Retail, dove tutti cercano di fare un po’ di tutto e nessuno sa far bene niente.

·        Mentre Fiat in questi anni, invece di investire per far fronte alla crisi, espelleva migliaia di lavoratori mettendoli a carico dello Stato, Telecom operava allo stesso modo (mobilità), trascurando ogni prospettiva futura  e preferendo vivacchiare alla giornata.

·        Mentre Fiat nei soli  stabilimenti di Melfi comminava 1543 provvedimenti disciplinari in cinque mesi (1950 nel 2001), Telecom  non risulta da meno  in tutta Italia.

·        Mentre Fiat si ostinava a sfruttare i suoi dipendenti facendoli produrre per vendere modelli che non riscontravano l' apprezzamento della clientela, Telecom in ugual misura mortificava i suoi tecnici ed impiegati facendo mancare loro gli strumenti necessari per poter svolgere il lavoro . 

NON FINISCE QUI !

Poiché parliamo dei metalmeccanici è opportuno sapere che i lavoratori del gruppo Vodafone-Omnitel dal 1° gennaio 2003 passeranno al CCNL del settore telecomunicazioni in vigore in Telecom.

Non è un caso che le RSU di Omnitel (fim-fiom-uilm) cerchino di opporsi in tutti i modi a questo passaggio, giudicando il contratto Tlc una vera disgrazia, come da loro ampliamente gridato nei loro comunicati di ottobre:

·        “Passare dal metalmeccanico alle telecomunicazioni farà acquisire 3 normative positive contro 16 negative!”

·        “In gioco non c’e’ solo il passaggio a questo o quel contratto: c’e’ invece la nostra futura condizione lavorativa, i nostri tempi di vita, la valorizzazione della nostra professionalità e dignità di persone”

·        “Invitiamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori, nei prossimi giorni, a non rimanere in silenzio tutte le volte che qualcuno cercherà di spiegare i vantaggi di rinegoziare da zero, magari con i sindacati confederali e dei telefonici che nulla hanno vissuto della storia del lavoro di questi 8 anni, contratti ed istituti disdettati. Rispondete no grazie!

Il contratto telecomunicazioni ha minori garanzie e le ultime ristrutturazioni di Rete e di Retail ci avvicinano  pericolosamente, come in Fiat, al punto di non ritorno. 

L’OBIETTIVO FINALE DEI PADRONI E’ DIABOLICAMENTE SEMPLICE ! 

FIAT e TELECOM mirano a diventare delle holding finanziarie  proprietarie di marchi, di logo merceologici, possibilmente con un minimo di dipendenti fissi e  tanti lavoratori atipici, precari, in formazione lavoro. Tutti sottopagati  e magari anche " a  chiamata " !  Massimo profitto con minimo esborso!  Nel destino degli operai Fiat è preannunciato quello che i padroni vogliono fare contro  tutti i lavoratori italiani indipendentemente dal settore di appartenenza. Per questo oggi più che mai siamo vicini ai lavoratori Fiat in lotta! Si potrà fermare tutto questo soltanto innescando un vasto fronte sindacale di lotta che unisca tutti i lavoratori di ogni settore contro i licenziamenti, le ristrutturazioni mascherate , le  flessibilizzazioni  dei rapporti di lavoro.

 

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