mercoledi 09 ottobre 2002  comunicato  segreteria nazionale         

Roma, 7ottobre 2002.

 

I NEMICI DELLO SCIOPERO

 

Il boom degli scioperi è preoccupante…”, “bisognerebbe evitare possibili eccessi nell’uso dello sciopero ed introdurre anche in Italia il modello tedesco, che prevede la proclamazione dello sciopero solo se approvato da un referendum indetto fra i lavoratori..”. 

Non sono affermazioni della Confindustria o sparate del Ministro del Lavoro, ma  dichiarazioni di Adriano Musi, vicesegretario  UIL, rilasciate al Corriere della Sera il 28 settembre scorso !  Se simili dichiarazioni risultano scioccanti in quanto provenienti dal sindacato, altrettanto sconcertante risulta il fatto che questi personaggi si ricordino del referendum non per far avallare contratti ed accordi (Patto per l’Italia compreso), ma per limitare (o meglio azzerare) un diritto fondamentale, quello allo sciopero, sancito dall’art.40 della Costituzione, già abbondantemente  ridotto dalle ultime leggi (146/90 e 83/2000).

La CGIL, oggi di fatto emarginata dal tavolo della concertazione, in un passato recente non aveva assunto atteggiamenti diversi: dichiarazioni analoghe a quelle del vicesegretario UIL venivano rilasciate al "Sole 24 Ore" l' 11/5/2001 dal segretario della CGIL Trasporti Guido Abbadessa. Il tutto condito da una loro precedente proposta dello sciopero virtuale ( scioperando senza astenersi dal lavoro e decurtandosi lo stipendio) ! 

Decisamente tutto ciò non gioca a favore del già debole potere contrattuale dei lavoratori, con particolare riguardo alle categorie (telecomunicazioni comprese) assoggettate alla legislazione che prevede il “mantenimento del servizio pubblico essenziale” in caso di sciopero. Proprio su questo versante la situazione nel gruppo Telecom si è ulteriormente aggravata a seguito di una recente disposizione della Commissione di Garanzia. 

Ecco l’evolversi dei fatti in questi ultimi mesi:

- in data 6/6/02 la Commissione di Garanzia, ritenendo obsoleto il codice di autoregolamentazione sugli scioperi nelle telecomunicazioni, sia a seguito della legge 83/2000, che dell’evoluzione del settore, inviava a tutte le OO.SS., a Confindustria ed alle aziende interessate una proposta di Regolamento provvisorio (deliberazione 2/107), invitando nel contempo le parti a formulare eventuali rispettive "pronuncie" entro 15 giorni.

- SNATER, diversamente da altre Organizzazioni Sindacali, faceva pervenire in tempo utile alla Commissione la sua "pronuncia", che, tra l'altro, prevedeva una concreta riduzione dei presidi minimi in caso di sciopero, tenendo conto dell’attuale affidabilità degli impianti, della presenza di altri Operatori nel settore  e dei bacini di risposta virtuali dei Call Centers (12, 187, 191, 119,ecc.).

- Un mese dopo la Commissione di Garanzia ha emanato la Regolamentazione provvisoria che, tenendo conto poco o nulla delle proposte sindacali, limita ulteriormente l’esercizio del diritto di sciopero. Infatti è prevista un’ulteriore procedura di raffreddamento in ambito aziendale che ne rallenta la proclamazione, sono vietati gli scioperi in periodo natalizio e pasquale e limitati gli scioperi continuati. 

Per tali ragioni SNATER sta valutando la possibilità di ricorrere al T.A.R., affinché venga sospesa la Regolamentazione provvisoria emanata dalla Commissione.

 

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