mercoledi  06  marzo 2002   comunicato segreteria nazionale   il file del documento in word    

 

Roma, 3 marzo 2002.

 PIANO INDUSTRIALE 2002-2004.

Telecom ha relazionato lo SNATER sul Piano industriale 2002-2004 precedentemente illustrato dal Presidente Tronchetti Provera  alla comunità finanziaria ( 14 febbraio 2002 ). 

Il Piano rispetta le previsioni già contenute nelle Linee strategiche elaborate dalla Proprietà nel settembre dello scorso anno; evidenzia i risultati economico-finanziari  conseguiti nei primi cinque mesi della gestione Provera;  espone gli obiettivi industriali per mantenere l’attuale primato societario nel campo delle telecomunicazioni nazionali, nonché le previsioni di sviluppo nel  periodo  2002-2004. 

Dal punto di vista finanziario la Proprietà ha immediatamente mirato a contenere riflessi della non fisiologica situazione debitoria  che preoccupa gli analisti  “ ( circa 22 mld.euro sostanzialmente originati dalla gestione Colaninno & C.) ricontrattando parte delle scadenze a breve; cartolarizzando 2,5 mld. con emissioni di obbligazioni a 5 -10 anni; riservandosi di rinegoziare nel 2005 i diritti finanziari ceduti a prezzo prefissato  ( put option ) ad una banca d’ affari americana.

Queste prime operazioni di mero controllo degli effetti debitori dimostrano che la finanza internazionale considera la nuova Proprietà capace di gestire un gruppo sostanzialmente sano ed indebitato  in misura inferiore ad altre telecoms  (es. DT  75mld/euro a fine 2001 ).  Prevista la riduzione del debito per circa 6 mld. entro il 2004.

Positive per Pirelli  ma marginali per Telecom le recentissime decisioni del TAR Lazio, di escludere il consolidamento nella stessa  Pirelli di Olimpia - Olivetti  ( debiti per circa  17 mld.euro ).

In merito sarebbe ora che il Governo mettesse mano al superamento dei bizantinismi societari ( meglio conosciuti come  “ scatole cinesi “  ) che creano  danni ai risparmiatori ed al fisco con note e collaudate  operazioni di cessioni societarie alla      “ lussemburghese    ( es. Pirelli & C. Luxemburg – Bell S.A. ) .

Negative in ogni caso, nonostante le ottimistiche affermazioni propinateci sul tavolo relazionale, le perplessità del mercato borsistico che ha  minimamente apprezzato il Piano industriale e le sottolineate promesse di un’ immutata politica di distribuzione dei dividendi ( £ 605 nel 2001 ). Gli investitori dimostrano, infatti, di non aver superato la perdita di fiducia per la mancata  opa e  valutano  rischioso  investire  in telecoms indebitate e,  più in generale,  in dots. com  soggette al naufragio ancor prima di  mollare gli ormeggi. 

Da quando Pirelli ha preso il controllo del Gruppo Telecom ( luglio 2001)  il titolo  Olivetti   ha perso circa il 50%  del valore di borsa,  Pirelli il 45%, Telecom Italia il 23% e TIM, gallina dalle uova d’oro, il 15%.  Conseguentemente riteniamo lecito chiedere alla Proprietà cosa intenda  per  creazione di valore “ valutato che nel periodo luglio - dicembre 2001  il MIB 30  ha perso “ solo ”  il 19% .

Ciononostante SNATER, come già precedentemente affermato, stima l’attuale valore di mercato del Gruppo del tutto scollegato dalla capacità di generare profitti,  distribuire dividendi e creare valore. 

Il Piano rispecchia con qualche aggiustamento di indirizzo gli obiettivi strategici comunicati che,  in parte già realizzati ,  possono essere così riassunti:

·        completato il rinnovo del vertice societario ( logica di Gruppo ) si è passati da un’ organizzazione per “ unita’ di business “ ( gestione relativamente autonoma )  a quella per “ famiglie professionali omogenee “ ( gestione accentrata ) con l’ obiettivo di controllare strettamente i costi  ( dimezzata, tra l’altro,  la famigerata delega dei   500 mld.lire  così amata e utilizzata da Colaninno & C.)  e di soddisfare completamente le esigenze tecnico commerciali della clientela ( 20 mil. Residenziale, 850.000 Business e 2000 Executive ) alla quale si intende offrire   ( chiavi in mano ) una vasta gamma di servizi innovativi continuamente aggiornati nei contenuti tecnologici e sostenuti dal miglioramento dell’ efficienza  tecnico-commerciale interna ( già “ razionalizzati “ 10 Centri regionali su 18 ed…  evidenziati i disagi sui dipendenti );

·        confermata la selettività degli investimenti  industriali ( ridotti a 15 mld. ) finalmente mirati alla crescita ed ai ricavi. Saranno potenziate ed innovate le reti mobile ( 7mld.)  e  fissa ( 7mld. ). Quest’ ultima torna ad essere strategica.   Le percentuali di investimento    evidenziano il precedente abbandono del rame e la diversa impostazione  industriale  dell’ attuale Proprietà;

·        riaffermato il principio  di mantenere il livello di supremazia  sul mercato nazionale delle telecomunicazioni e di conquistare quello dei servizi innovativi  per i quali sono previsti investimenti per 1mld. ( it e ip ) ed un positivo trend di crescita dei consumi ( larga banda, internet,  web services, etc. ).   Rimarcato l’intento di conseguire la posizione di eccellenza tra le società europee di telecomunicazioni grazie anche agli incontrovertibili risultati di penetrazione ed economici di TIM;

·        gli investimenti internazionali mirano a cogliere le opportunità di business emergenti, a consolidare le posizioni di TIM sul mercato sudamericano  (UMTS in Brasile), a sviluppare il GSM  in Perù, Bolivia, Cile, Venezuela ed in Europa ( Turchia e Grecia);

·        per l’innovazione tecnologica risultano stanziati 700 mil. Sottolineato: il ruolo industriale ( non venture capital  ma ricerca e sviluppo tecnico-applicativo sulla rete e mezzi trasmissivi tradizionali) di Telecom Italia Labs che agira’ sinergicamente con Pirelli Labs ( fibra ottica );

·        affermata: l’ indisponibilità a cedere FINSIEL e  il ruolo interno al Gruppo  di Telesoft.   Non ancora specificato quello di TMI.

La definizione delle attività strategiche ( core business) e l’ alienazione delle attività collaterali ( no-core ) permettono di razionalizzare il Gruppo, di far cassa e recuperare capitali da destinare agli investimenti ed alla riduzione del debito:

·        disinvestite  le attività del consorzio satellitare ( IRIDIUM, COMSTAR cedute  per 516 mil.  alla Lehman Brothers ); di Telespazio  S.p.A.  ( uscita definitiva o cessione di parte della quota di controllo ?   In merito Snater ha espresso perplessità sulla cessione di un servizio strategico per il Gruppo ed il Paese );  le partecipazioni minoritarie in AUNA    (Spagna,  produzione di componentistica per la telefonia mobile ex Stet Nethereland ) e  Bouygues  Decaux  Telecom ( Francia, telefonia mobile ); di Telemaco Immobiliare   ( partecipata al 40%, doppione di IMMSI S.p.A., etc. ) e quelle in Lottomatica ( già controllata al 77,92%).  Imminente la chiusura di buona parte delle 700  “ pizzerie ”       ( aziende della galassia Telecom , con opachi finalità e costi. Il problema  fu sollevato da SNATER nelle competenti sedi societarie ). Ceduta Stream… Antitrust permettendo.

Queste, al momento, le principali iniziative che hanno permesso, da settembre, di realizzare cessioni per 3,5 mld. e  complessive plusvalenze per circa 1.5 mld.  

Il Piano evidenzia infine i risultati provvisori dell’ esercizio 2001 tutti in forte miglioramento  che, aggiornati al 3 marzo,  sono così riassunti: Ricavi +13,2%;  Margine operativo lordo-Ebitda +12,3%; Risultato operativo-Ebit + 4,7%. Consistente flusso di cassa-Cash flow +120% che denota un’ ottimale gestione della tesoreria e la capacita’ di fronteggiare situazioni a breve.   

Poiché non è dato l’ammontare delle spese, non vorremmo e ci riserviamo di verificarlo non appena disponibile il bilancio consolidato che la positività del MOL     ( Ricavi - Spese - Costo del lavoro ) fosse prevalentemente determinata dagli effetti della rinunciataria politica retributiva e occupazionale sponsorizzata dal sindacalismo confederale ( solo oggi in fase di elezioni RSU  in opportunistico politico risveglio ) e non dal necessario ed efficace  controllo sugli acquisti e dalla sostanziale riduzione dei costi operativi              ( Relazione sull’andamento della Gestione 1° semestre dell’ esercizio 2000,  pagg. 70 - 71-72 ).

Considerati tali dati e le aspettative attese nel triennio  che contemplano la previsione di una forte generazione di cassa, un incremento medio annuo dei ricavi del 4,5% e la  decisa riduzione del debito,   riteniamo del  tutto  inopportuna la  metafora sul “ grasso residuo da smaltire in palestra “ che tradisce  l’ inveterata arroganza padronale  di far utili tagliando   costo del lavoro e occupazione  ( cfr. Florence -  Financial Community Meeting   pag. 38, 39 ) .

Sarebbe sin troppo banale ricordare a qualche dirigente che Telecom opera in sostanziale duopolio se non addirittura in monopolio naturale  ( 80 famiglie italiane  su 100 risultavano abbonate a TI, quante  si  sono rivolte al “mercato” ? Quante le linee “staccate “ a TI dalla concorrenza a fronte di 11mil. di  linee collegabili alle 800 centrali gia’ aperte al mercato dell’  “ultimo miglio”  ?   Quale la percentuale Telecom di utilizzo della rete ottica ?   Quali quelle della concorrenza ? Quanti i providers decotti ?  Per non parlare poi del  tonfo di BLU nel mobile ! ) .

Con queste premesse non disgiunte dall’ attuale fase socio-politica,  invitiamo TELECOM  a considerare come reale e non programmatica l’  enunciazione sulla “ condivisione metodologica del consenso  ed a rifuggire dal chiedere nuova  CIGS o l’applicazione dei  contratti di solidarietà   contemplati nel  famigerato  Accordo 28 marzo 2000 sottoscritto dai soliti compiacenti  CGIL-CISL-UIL.

Ci auguriamo, semmai, che il Management  sarà capace di intervenire sul personale non quantitativamente,  ma qualitativamente  con riqualificazioni,  opportunità di crescita  e  di inserimento.

Solo così  potrà  ricreare  il senso di  appartenenza aziendale  ed eviterà  di procurarsi   nuovi guai di  immagine,  politici  e  relazionali.

SNATER, preso atto dell’ impostazione e dei contenuti industriali del Piano e delle avviate iniziative di rientro del debito, si riserva di verificarne con attenzione l’ impatto sul personale,  al contrario di altre Organizzazioni sindacali che per  aver fatto del liberismo il loro cavallo di battaglia sono indirettamente presenti nel capitale e nel CdA di Telecom      ( Montepaschi,  alla faccia del conflitto di interessi  tra capitale e lavoro ) e continuano a lodare, come in passato,  i Piani industriali  e … finanziari   con espressioni  di                    compiuta     piaggeria  ( cfr. lancio ADNK 14 febbraio 2002  ore 19.09.  Dichiarazioni del  solito  Fammoni e del new-entry Nerozzi rispettivamente segretario generale e confederale CGIL ).  

                                                                                  La Segreteria Nazionale