giovedi 11settembre 2003  comunicato  segreteria nazionale      

IL FUTURO INCERTO DELL'ASSILT 

SNATER ha il dovere di informare i lavoratori su tutta una serie di fattori che rischiano di peggiorare il servizio reso dall'ASSILT, se non addirittura di stravolgerne la stessa natura associativa, fino ad oggi ancora fondata su principi di solidarietà ed integrazione.

Infatti, non sono sicuramente incoraggianti le imminenti decisioni che la "Commissione Welfare" (composta da aziende e OO.SS. Confederali) è prossima ad adottare, con la riduzione dei costi a carico Azienda e la conseguente chiusura di varie sedi regionali ASSILT.

In tal modo l'attività dell'associazione verrebbe accentrata, presumibilmente in un numero di sedi equivalente a quello delle attuali sedi territoriali di Telecom, con evidenti problemi occupazionali per il personale interessato.

A questo proposito è ampiamente dimostrabile che le sedi regionali ASSILT di media e piccola entità stanno offrendo agli associati un servizio qualitativamente ineccepibile, specialmente per quanto riguarda i tempi dei rimborsi: è pertanto logico ritenere che la loro chiusura ed il loro accentramento sulle sedi maggiori, comporterà un collassamento di queste ultime ed un servizio qualitativamente inferiore (sia per i rimborsi che per le informazioni).

Non deve essere nemmeno sottovalutato il fatto che mai come in questo periodo si è assistito ad un processo di "regionalizzazione"  del Sistema Sanitario Nazionale: è pertanto oggi più che mai necessario mantenere la struttura attuale ASSILT con i relativi presidi regionali, che conoscono il territorio, le rispettive Aziende Sanitarie Locali,  il tariffario pubblico regionale, nonché gli Istituti Sanitari privati (convenzionati e non) operanti nelle  Regioni. Ad oggi, il monitoraggio di queste realtà locali, consente alle singole sedi regionali di intervenire, ove possibile, con specifiche disposizioni tariffarie.

Altro fattore preoccupante è il disavanzo riscontrato a fine 2002, di oltre 2 milioni di euro, causato (sono dichiarazioni dei revisori dei conti) dalla decisione assunta lo scorso anno dalla Commissione Welfare, che, con la riduzione dei contributi associativi, ha stravolto il bilancio patrimoniale riducendo le entrate dell'Associazione. Nonostante ciò il Consiglio di Amministrazione, tranquillizzato dal fondo di riserva di 6  milioni di euro accumulato negli esercizi passati, ignora che, seguendo questo trend negativo per ancora un paio d'anni, l'associazione finirebbe in bancarotta. Viene spontanea una domanda: A QUALE GIOCO STANNO GIOCANDO?   

E' chiaro che alle aziende del gruppo non basta la riduzione dei contributi a loro carico ottenuta lo scorso anno, pertanto chiederanno a SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL di avallare in sede di Commissione Welfare un ulteriore abbattimento dei costi, da concretizzarsi anche con la chiusura di alcune sedi regionali ASSILT.

Lo SNATER critica profondamente questa probabile ristrutturazione organizzativa dell'ASSILT, che  porterebbe al peggioramento del servizio e delle prestazioni offerte ai lavoratori, oltre ad un danno agli addetti dell'associazione. Inoltre , questa situazione, assommata alla condizione finanziaria ed a velate dichiarazioni aziendali, lascia intravedere uno scenario di totale trasformazione di questo Istituto da associazione di integrazione sanitaria, attenta ai bisogni dei lavoratori e dei pensionati, in una anonima assicurazione.

Non è pensabile che una Commissione, composta da una decina di persone, possa assumere decisioni così delicate e determinanti sulla testa di circa 222.000 associati fra lavoratori, pensionati e familiari: a fronte di tutto ciò è opportuno che le OO.SS. più attente e sensibili ed i lavoratori, giungano in tempi brevi ad una mobilitazione costruttiva a salvaguardia dell'ASSILT, che da sempre rappresenta l'istituto più importante ed apprezzato fra gli "organismi collaterali".     

                                                                        La Segreteria Nazionale S.N.A.TE.R. 

Roma,  5 settembre 2003     

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