giovedi 19 giugno 2003  comunicato cobas-flmu-snater     

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E’ in arrivo la prima quota d’elemosina:

CGIL-CISL-UIL hanno concluso, quasi a due anni di distanza dalla naturale scadenza, la trattativa sui punti del contratto aziendale, relativi ai tickets , alle trasferte ed al premio di risultato. Il tutto si è chiuso con un regalo all’azienda – vanno in cavalleria gli anni 2002 e 2003 – ed un elemosina per lavoratrici e lavoratori: pochi centesimi sui tickets ed una miseria sui vari regimi di trasferta; gli aumenti non coprono nemmeno l’inflazione ufficiale- ISTAT- che c’è stata dal 2000 ad oggi. Il premio di risultato rimane stazionario, negli anni, e la formula, comunque, continua a non essere controllabile dai diretti/e interessati/e.

Inoltre, i firmatari dell’accordo, a conferma di quanto siano distanti dalle esigenze di chi lavora in azienda, hanno sottoscritto una serie di valutazioni positive sulle politiche aziendali, sin qui messe in atto, e dato un preventivo assenso all’ulteriore frammentazione dell’assetto aziendale ed alla ulteriore flessibilità delle prestazioni lavorative.

Se, invece, si vuole un contratto, bisogna muoversi.

Non è necessario essere grandi strateghi per prevedere, infatti, che se permarrà l’attuale indifferenza dei diretti/e interessati/e e si lascerà che la trattativa sia in esclusivo appannaggio degli addetti ai lavori, anche l’esito finale del rinnovo della parte economica del CCNL delle telecomunicazioni sarà scontato: un’elemosina, che non coprirà nemmeno l’inflazione reale; ulteriori concessioni sul piano della flessibilità e dell’esternalizzazioni.

Per questo proponiamo:

·        2 ORE di SCIOPERO (fine turno) di Telecom e TIM su tutto il territorio nazionale per il 27 giugno, per dire NO, nel modo più chiaro e netto a disposizione di chi lavora, all’azienda ed a chi dice di rappresentare gli interessi dei lavoratori;

·        successive azioni nei settori – 187-12-191-119 – nei mesi di Luglio e Agosto;

·        di lottare per un aumento salariale che sia pari, perlomeno ai 130 euro, concessi ai militari;

·        di ottenere che ogni eventuale accordo contrattuale sia sottoposto ad un referendum tra lavoratrici e lavoratori del settore.

A quest’ultimo proposito, vogliamo ribadire che la democrazia nei posti di lavoro rappresenta un bene universale: va salvaguardata da tutti/e e  non può essere appannaggio solo di certe “storiche”categorie. Va difesa non solo chiedendo che sia applicata tra i metalmeccanici: la democrazia si rafforza, quanto più viene estesa in tutte le categorie. Per questo noi crediamo che il modo migliore per dare il proprio sostegno ai metalmeccanici della FIOM sia quello di lottare attivamente per farla praticare in tutte le categorie, a partire dalla nostra.

18 Giugno 2003