| giovedi 27 marzo 2003 comunicato segreteria nazionale |

Roma, 26 marzo 2003.
SCIOPERO
IL 31 MARZO O IL 2 APRILE ???
Ormai
da molto tempo assistiamo all’emergente filosofia industriale del neoliberismo
economico che privilegia l’eliminazione di tutti i vincoli giurico-sociali
all’insegna di una globalizzazione dei soli profitti.
In
questo clima si è inserita la privatizzazione della Telecom con un enorme
debito e con tutti i suoi risvolti che ben conosciamo.
Il
movimento sindacale si è , quindi, spaccato in due ben definite linee:
Il
28 marzo 2000, davanti all’allora ministro del Lavoro On. Salvi, Telecom
Italia e Triplice hanno firmato l’accordo sul Piano Industriale 2000-2002,
ratificato con l’Accordo 27 maggio 2002, per effetto del quale si avviava la
riorganizzione del Gruppo, i processi di riduzione dei costi operativi e
miglioramento delle perfomances.
Nell’accordo
sottoscritto Telecom Italia, più interessata agli azionisti che al lavoro,
concordò, tra l’altro, esternalizzazioni e cessioni di rami d’azienda
ritenuti no-core ( Grandi
Immobili a IMSER, Tin.it a SEAT , autoparco a Savarent Fleet Services S.r.l.,
amministrazione del personale a TESS, stampa bollette a PRINTEL, B.U. Venture
Capital and Innovation a TI Lab, sviluppo dei sistemi informatici a Telesoft,
B.U. Wholesale International a TMI, Real Estate Telecom a Pirelli Real Estate,
logistica a TNT, User Support di TIIT a HP,ecc. ecc.).
Concordò, inoltre, per 13.500 lavoratori Dimissioni incentivate, Mobilità, Cassa Integrazione, Mobilità territoriali, interregionali e interaziendali, Contratti di solidarietà, incremento della Flessibilità della prestazione e 6.200 nuove assunzioni ( sic! ).
Tutti,
poi, ricordano la vicenda dei trasferimenti interregionali coatti a seguito
dell’accordo dell’agosto 1995, reiterati più morbidamente con quello del
1996, per poi essere successivamente definitivamente abbandonati.
Il
tutto condito con lo strumento del CCNL che
ancora oggi è contrastato dalle Federazioni dei Metalmeccanici nel caso
Omnitel e che ha di fatto estromesso dalla gestione del lavoro il sindacato,
comprese RSU, basti vedere l’art.26 sull’orario di lavoro.
Insomma
“questo è il meglio di quello che possiamo fare in questa situazione”
, “dovete capire” queste sono le frasi più ricorrenti della Triplice quando
viene criticata.
CUB-COBAS
e Snater con la loro azione di contrasto hanno reso più alto il costo
gestionale dell’azienda, limitando i danni ai lavoratori (vedi
trasferimenti coatti, Cassa integrazione e armonizzazione contrattuale
Telecom).
Ecco
perché ci sono due distinti scioperi: il 31 marzo ed il 2 aprile.
Il
primo è stato indetto solo in quanto Telecom ha esternalizzato pezzi NON
CONCORDATI con SLC-FISTel-UILCOM, il secondo, invece, indetto da
CUB-COBAS-SNATER perché contrari al continuo depauperamento dell’occupazione
e delle attività derivanti da esternalizzazioni di comodo che ingrassano,
forse, solo gli azionisti, ma distruggono l’azienda. Infatti
Telecom è ormai un’azienda BICEFALA, una
economico-finanziaria (Tronchetti) dominante, l’altra industriale, che
subisce; quindi, se la prima ha bisogno di liquidi vende pezzi della seconda
senza farsene scrupolo, amplificando la sensazione di precarietà del posto di
lavoro. Pertanto
i lavoratori dovranno valutare bene quale linea sostenere decidendo, quindi,
a quale sciopero aderire.
SEGRETERIA
NAZIONALE – SETTORE TELECOMUNICAZIONI
snaterti@tin.it
Via di Macchia Palocco, 223 – 00125 ROMA Tel. 06/36894852 – Fax 06/36892500 www.snatertlc.it