| venerdi 06 giugno 2003 comunicato segreteria nazionale |
S. N. A. TE. R.
Segreteria
Generale
Prot. CO/61
Roma, 4 giugno 2003
REFERENDUM PER L’ESTENSIONE DELL’ART. 18
PARTECIPIAMO COMPATTI AL VOTO E VOTIAMO SI
I
cittadini italiani saranno chiamati, il 15 giugno p.v., a votare per il
referendum sull’estensione alle Aziende con meno di 16 dipendenti dei
contenuti dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Cosa dice l’art. 18:
“… il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento
… od annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato
motivo, …. ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel posto
di lavoro …”.
Questo è semplicemente il quesito che propone il referendum: estendere il
diritto di reintegra nel posto di lavoro per le Aziende con meno di 16
dipendenti.
E’ un quesito che affronta un tema molto importante specialmente in una
stagione nella quale la precarietà del posto di lavoro diventa
predominante. E’ una scelta di
civiltà, di tutela della dignità, di sicurezza nel futuro in particolare dei
giovani che si affacciano nel mondo del lavoro.
Lo SNATER non ha mai avuto dubbi in quale campo schierarsi: quello cioè
dell’estensione e la tutela delle garanzie per tutti i lavoratori ed in
particolare per quelli meno garantiti.
Qualcuno potrebbe chiedersi: l’esclusione dalle tutele previste
dall’art. 18 per i lavoratori di aziende al di sotto dei 16 dipendenti è in
vigore dal 1970. Perché solo ora il Referendum?
Perché dal 1993, con l’inizio della c.d. politica della concertazione,
è iniziato lo smantellamento dello stato sociale, delle garanzie e dei diritti
in capo ai lavoratori. Politica che ha toccato il culmine con la firma del patto
per l’Italia dove è previsto l’inizio dello smantellamento dell’art. 18.
Da qui la reazione della parte più sana del mondo del lavoro e la proposizione
del referendum che, per i contenuti della legge che regola l’istituto, può
essere solo abrogativo.
Lo SNATER ha anche partecipato alla costituzione dei Comitati per il SI portando il suo contributo alla campagna in atto per informare i lavoratori ed i cittadini sui reali contenuti del referendum.
L’informazione radiotelevisiva è, nella vicenda, assolutamente carente: sia quella pubblica come in quella privata, Mediaste in testa. Fatto molto comprensibile per i noti conflitti di interesse che investono il settore dominato dal cav. Berlusconi che nella sua qualità di Presidente del Consiglio ha invitato gli italiani a non votare.
Fatto grave e pericoloso perché un’alta carica istituzionale quale quella ricoperta da Berlusconi non può sollecitare i cittadini ad evadere da un dovere come è quello del voto. Inoltre l’astensione è un fatto del tutto controllabile da chi la predica annullando così la segretezza delle posizioni e del voto prevista da nostri Padri Costituzionali.
E’ dimostrato che contro l’estensione delle garanzie si è schierato tutto il padronato italiano, pubblico e privato, e quindi la scelta di campo di un Sindacato non può che essere opposta.
Ci meravigliano perciò le scelte operate dalla CISL e dalla UIL che invitano i lavoratori ad astenersi per non fare raggiungere il quorum del 50% + 1 e quindi fare fallire il referendum.
Da una parte è lampante l’appiattimento di queste confederazioni sulle posizioni della Confindustria e del Governo e dall’altra parte è preoccupante l’assenza nelle medesime di qualsiasi barlume di quella solidarietà che ha intriso per molti decenni l’operato di fondo di ogni Organizzazione Sindacale degna di fregiarsi di tale titolo.
Solidarietà verso i più svantaggiati, i meno garantiti, i precari a vita, i licenziati senza prospettive a 40 anni, i discriminati per sesso – religione – idee politiche.
Dove lo SNATER è presente noi tutti abbiamo toccato con mano la durezza della condizione del lavoro precario, della sua continua estensione, dei giovani che affrontano senza speranza un iter lavorativo fragile e sottoposto a ricatti. Stiamo lottando contro queste situazioni che porteranno il nostro Paese agli ultimi posti in Europa in termini di garanzie.
E’ francamente deludente poi vedere come le forze politiche che si definiscono progressiste e di sinistra (con l’eccezione di Rifondazione e dei Verdi) cerchino di far fallire il referendum strizzando l’occhiolino al padronato italiano.
A queste forze ricordiamo che proprio la loro politica sul precariato quando erano al governo (lavoro interinale, in affitto, co-co-co, ecc. ecc.) ha convinto moltissimi giovani e lavoratori ad abbandonarli.
Scelte chiare e coraggiose hanno sempre pagato: la confusione ed il ponzio-pilatismo sono state sempre la tomba di ogni movimento.
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LO
SNATER INVITA QUINDI TUTTI I LAVORATORI delle Aziende in cui è
presente ed i loro familiari, oltre che tutti i cittadini che avranno modo di
leggere queste righe, di recarsi a votare il 15 giugno e di votare SI
IL SEGRETARIO GENERALE
Antonio Lovato