| lunedi 17 marzo 2003 comunicato cobas-flmu-snater |
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COBAS
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SNATER Tel 0636894852 Fax 0636892500 Cell. 339-6155375 |
Continua
l’odissea delle lavoratrici e lavoratori dei Customer Service, dopo
l’infausto accordo nazionale di gennaio tra azienda e Cgil-Cisl-Uil-Ugl-Cisal,
solo in poche regioni le RSU hanno potuto concludere accordi positivi sulla
nuova articolazione degli orari e la sempre peggiore organizzazione del lavoro.
L’azienda non si vuole render conto che la qualità del servizio non potrà
mai migliorare in presenza di un costante clima di intimidazione (terrore) e con
condizioni di lavoro vessatorie al limite dell’umiliazione. O meglio i vertici
aziendali, ben coscienti del pessimo clima realizzato in questi anni, vogliono
portare allo stremo i colleghi/e dei Customer per giustificare una scelta futura
in favore dei call center esterni dove il costo del lavoro è molto più basso.
Se
si vogliono migliorare le attuali condizioni di lavoro, nonché salvaguardare le
prospettive occupazionali, è necessario rilanciare le iniziative di lotta su
tutto il territorio nazionale per imporre la riapertura della vertenza nazionale
sui Customer service di Telecom Italia, a partire dalla cancellazione
dell’accordo di gennaio 2003
per
questo abbiamo promosso uno sciopero nazionale per il giorno 20 marzo 2003
CONTRO L’APPLICAZIONE
UNILATERALE DEI NUOVI ORARI
La
turnistica si può semplificare, deve essere garantita anche in questo settore
una piena flessibilità delle entrate, delle pause pranzo, delle uscite, dei
cambi turni. Il lavoro nei call center è usurante, vanno eliminate tutte le
forme di pressione e controllo individuale e deve essere prevista la possibilità
di uscita verso altri servizi e attività dopo un periodo prolungato di servizio
in questi settori.
PER IL RITORNO IN AMBITO
RETE DELL’ASSISTENZA GUASTI – 187.3
Con
la chiusura dei CDA “le teste d’uovo” del management aziendale hanno già
sacrificato la vita professionale di migliaia di colleghi che da un giorno
all’altro si sono visti modificare i propri profili professionali. Sbagliare
è umano perseverare è diabolico; la nuova struttura 187.3 deve essere
ricollocata in ambito rete per salvaguardare l’iter professionale dei colleghi
provenienti da assurance e per restituire ai colleghi ex CDA le attività, e
prospettive professionali, di cui sono stati privati in precedenza.
CONTRO LA CESSIONE DELLE
ATTIVITA’ - PER IL PASSAGGIO IMMEDIATO A TEMPO PIENO DEI PART-TIME - PER
FERMARE IL DILAGARE DELLA PRECARIETA’ NEL GRUPPO T.I. E GARANTIRE A TUTTI
UN’OCCUPAZIONE STABILE E DIGNITOSA
Il
continuo passaggio di attività ad aziende del gruppo (e non solo), dove la
precarietà è massima e la retribuzione è minima, non fa che addensare nubi
sul nostro futuro. Ci vogliono tutti flessibili, precari e sottopagati; e per
far questo sono disponibili a sacrificare la qualità del servizio alla
clientela (è importante solo la quantità) e le condizioni di vita di tutti
noi. Le attività esternalizzate devono rientrare in Telecom Italia; tutti i
part-time che da anni richiedono il diritto ad un reddito dignitoso devono
passare a tempo pieno; in Atesia deve essere abolito l’uso illegittimo delle
Co.Co.Co. e garantita l’applicazione del contratto nazionale di lavoro.
CONTRO IL CONTINUO
ACCENTRAMENTO DELLE SEDI DI LAVORO
PER IL RISPETTO DEI
TEMPI DI VITA E DI SPOSTAMENTO DEI LAVORATORI
Il
continuo accentramento delle sedi ha ulteriormente peggiorato il fenomeno del
pendolarismo creando enormi disagi per i lavoratori e le loro famiglie. E’
necessario aprire un tavolo con l’azienda per prevenire inutili esodi da una
sede di lavoro all’altra. E’ doveroso riaffermare con forza che una azienda
come Telecom Italia deve rafforzare, e non abbandonare, la propria presenza
almeno in ogni provincia, a partire dalle attività della nuova struttura AOT
che devono collocarsi, con sale remotizzate, in più sedi. Nelle città
metropolitane è inaccettabile il piano di accentramento in una unica sede (come
ad esempio quella super disagiata di via Oriolo Romano a Roma) di tutti i call
center: le RSU dei territori interessati possono e devono avviare un tavolo
sugli spazi per individuare ambienti di lavoro nei diversi punti cardinali,
utilizzabili COMUNEMENTE dalle diverse linee e aziende del gruppo, al fine di
coniugare efficacemente le esigenze di risparmio sugli immobili con i tempi dei
lavoratori e delle città.
LO SCIOPERO SARA’
ARTICOLATO IN TRE ORE INIZIO TURNO PER I TURNI ANTIMERIDIANI E TRE ORE FINE
TURNO PER QUELLI POMERIDIANI.
PER I TURNI PART TIME LO
SCIOPERO SARA PROPORZIONALE (50 % E 75 %)
Roma,
14 Marzo 2003
ESPERITE LE PROCEDURE AI SENSI DELLE LEGGI 146/1990 E 83/2000
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