mercoledi 22 ottobre 2003  comunicato  segreteria nazionale  

Roma, 17 ottobre 2003. 

LA MANOVRA DEL GOVERNO SULLE PENSIONI

In risposta alla modifica proposta dal governo sull’assetto del sistema pensionistico le OO.SS. hanno deciso d’indire azioni di sciopero:

Lo SNATER invita le lavoratrici ed i lavoratori a partecipare allo sciopero sulle pensioni. 

A coloro (fra essi il presidente del consiglio) che tentano di aizzare una guerra fra generazioni vogliamo solo ricordare che proseguendo di riforma in riforma i lavoratori più giovani potrebbero percepire la pensione con 40 anni di versamenti ad oltre 70 anni di età considerando che oggi un giovane trova un lavoro non precario e con contributi non prima dei 30 anni di età.

Altro che garantire la pensione ai giovani, se la dovranno costruire da soli tramite i Fondi  !!!! 

Ricordiamo ancora che ai giovani e a coloro che avevano meno di 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995 a seguito della L.335, riforma Dini, si applica il metodo contributivo; l’importo della pensione sarà falcidiato in modo spaventoso, infatti è stato calcolato da economisti che con 40 anni di lavoro la pensione sarà inferiore al 50% dell’ultima retribuzione. 

Le negatività proposte dal Governo contengono anche l’anticipo del metodo contributivo per coloro che, essendo  per la loro anzianità titolari del sistema retributivo,  volessero andare comunque in pensione di anzianità a partire dal 2008, con il conseguente decurtamento dell’importo pensionistico. Dal 1/1/2008 i requisiti per andare in pensione saranno o l’età, 65 anni gli uomini, 60 anni le donne, o almeno 40 anni di contributi. 

Mentre si condannano i lavoratori dipendenti a morire in servizio, contemporaneamente  si conferma lo scandaloso sistema che riguarda parlamentari, consiglieri regionali e provinciali che godono di vere e proprie pensioni dorate dopo appena 10 anni, e cioè due legislature. 

L’accordo sul sistema pensionistico prevede che eventuali correzioni sarebbero dovute avvenire solo a seguito di scostamenti economici al piano concordato; la verifica del 2002 evidenziava che tutti i conti, come previsto, erano in linea, mentre la prossima verifica dovrà avvenire nel 2005. 

Quanto sta avvenendo dimostra che chi governa può cambiare gli accordi unilateralmente quando lo ritiene più opportuno, quindi nessuno deve avere più certezze. Pertanto i confederali faranno bene a non illudersi e a non illudere i lavoratori con accordi su materie sociali stipulati con governi ritenuti amici ! 

Inoltre è ora di finirla di considerare solo le uscite dell’INPS (pensioni) e non le entrate (contributi); sarà il sempre più flessibile e precario mercato del lavoro italiano (in particolare il lavoro in nero ed i circa 2.350.000 lavoratori CO.CO.CO) senza contributi pensionistici che porterà comunque l’INPS al collasso. 

Bisogna fermare questa mostruosa spirale !!!!!! 

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