giovedi 23 gennaio 2003  comunicato cobas-flmu-snater    

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Roma, 22 gennaio 2003

  

Con lo “specchietto delle allodole” di qualche aggiustamento sui turni, viene dato il via libera alla cessione di attività di Customer Service

Le segreterie nazionali di Cgil-Cisl-Uil, unitamente al “LORO” Coordinamento nazionale delle RSU, hanno sottoscritto il 16 gennaio ’03 il verbale di esame congiunto in merito alla riorganizzazione Customer Operation (187/191), Service Assurance, Telefonia Pubblica, Vendita Business.

Dopo la parodia della rottura delle trattative e della proclamazione del finto sciopero previsto per il 24 gennaio, i sindacati confederali danno il loro convinto sostegno ai progetti di riorganizzazione con i quali Telecom Italia sta progressivamente cedendo le attività all’esterno e spezzettando tutta l’azienda.

Il gioco delle parti è ben collaudato: Telecom Italia presenta un piano di riorganizzazione nel quale aggrava più di quanto serve l’articolazione degli orari, delle pause, dei presidi e, dopo una “estenuante trattativa”, le segreterie nazionali confederali limano le richieste aziendali e danno la loro benedizione a tutto quello che il piano sottende.

Da tutto ciò le grandi assenti sono state le RSU neo elette, ridotte a “corte dei miracoli” delle segreterie nazionali. Le segreterie decidono se le RSU si devono presentare o pure no alle convocazioni territoriali promosse dall’Azienda, ovvero se, quando e su quali temi si devono riunire, privandole di qualsiasi ruolo ed autonomia. 

E’ ormai evidente che le organizzazioni confederali, insieme a Telecom, realizzando un innaturale connubio, vogliono   esautorare  gli organismi di rappresentanza  unitaria liberamente eletti ritenendoli "non idonei", in sede di contratto aziendale,  di  effettuare valutazioni, promuovere vertenze ed assumere, con i lavoratori,  le relative decisioni sugli ormai pressanti  problemi che assillano la categoria. 

La prova  che Slc, Fistel, Uilcom non intendono far funzionare le RSU, è dimostrata dal fatto che  i rappresentanti unitari, a mesi dalle elezioni,  si sono riuniti, con eccezione di alcune regioni,  esclusivamente  per nominare i   lori componenti degli Esecutivi regionali  e del Coordinamento Nazionale (65 su 70) decisi con accordi politici tra loro stessi, con l'avallo di Telecom,  che hanno, volutamente, ignorato  la volontà espressa dai lavoratori nelle elezioni (sistema di rappresentanza proporzionale ai voti espressi). 

Per quanto ci riguarda non possiamo che ribadire il nostro deciso dissenso alla riorganizzazione presentata da Telecom Italia di Customer Operation ( 187/191 ), Assurance.

Le OO.SS. confederali si dicono soddisfatte delle garanzie date da Telecom Italia in merito al futuro occupazionale ed alle assicurazioni sulla permanenza delle attività in questione nel perimetro delle aziende del gruppo.

In realtà Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil in cambio di un sistema relazionale basato su  un congruo numero di poltrone  sindacali nei vari osservatori nazionali, nelle commissioni paritetiche  e di una scarsa informativa successiva agli eventi, hanno accettato da tempo di flessibilizzare  al massimo la prestazione lavorativa  per di più  concordando di retribuirla con un  infimo salario.

In merito è sufficiente  riferirsi al  così detto “ modello Atesia “ , società del Gruppo che ha in organico 6.000 collaboratori, coordinati e continuativi-CO.CO.CO. e circa 200 lavoratori a tempo indeterminato. 

Il confronto tra i Call Centers interni (187 e 191), e quelli esterni (Atesia, Saritel e Teleconctat), società del Gruppo, porrà, in prospettiva, in competizione i corrispettivi costi del  lavoro  con la scontata conclusione che l’unico modello industriale  possibile sarà quello  precario di Atesia

Del resto le  OO.SS.  in questione sono le  stesse che hanno concordato e sottoscritto  l’Accordo 28 marzo 2000 e quello del  27 maggio 2002, accordi  che hanno avallato i piani finanziari-industriali con i quali, tra l’altro,  Telecom  ha avviato  i processi di   esternalizzazione di rami di azienda (è prossima quella della logistica), di cessione di intere aziende (non ultima la Tess) e/o di attività, nonché la  riduzione della forza occupazionale che ha portato in due anni  alla perdita di 16.000 posti di lavoro .

Slc, Fistel, Uilcom, inoltre, sono i primi responsabili del forte costo sociale ed economico,  che  il contratto, peraltro contestato nei contenuti  economici e normativi anche ultimamente dalle stesse FIOM-FIM-UILM (caso Omnitel),  ha già imposto ai lavoratori  del Settore. 

CGIL-CISL-UIL consigliano oggi di ridere, come faceva Totò, mentre il padrone continua a dar ceffoni, domani cacceranno lacrime di coccodrillo, come fanno oggi per la cessione di Tess ad Accenture, per le promesse non mantenute. 

Quale futuro per i lavoratori Telecom ? 

FLMUniti-CUB, COBAS e SNATER, che da molto tempo hanno paventato e denunciato  quanto sta attualmente avvenendo  ed hanno immediatamente iniziato a contrastare il disegno aziendale, intendono proseguire la lotta per ribadire la necessità di  riportare i lavoratori al centro delle vertenze. 

Pertanto contro le cessioni, la precarietà del lavoro, gli orari disagiati, per il recupero salariale delle voci previste dal metà contratto, proseguiranno le vertenze già intraprese  e promuoveranno nei prossimi giorni nuove ed opportune iniziative di lotta, dopo le consultazione degli organismi territoriali.

 COBAS                                FLMUniti-CUB                                           SNATER