giovedi 25 novembre 2004  comunicato  segreteria nazionale  Home       

 

Roma, 18 novembre 2004.

  ASSILT – CRALT E’ ARRIVATA LA FINE 

            L’accordo, firmato tra Telecom Italia S.p.A. e SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCom-UIL in data 12 novembre u.s. , ha sancito, in sintonia con gli accordi 28 marzo 2000 e 27 maggio 2002, di realizzare in funzione dell’ “economicità dei costi di gestione”,

la ripartizione (separazione) delle attività e delle competenze di carattere politico-decisionale, di verifica e controllo da quelle di servizio, che saranno affidate ad una società costituita da Telecom Italia”

 Questo cosa significa? Molto prosaicamente, chi decide e comanda (poltrone dei noti sindacalisti) non viene toccato e rimane in Telecom Italia con gli stessi numeri di oggi, mentre le parti operative dell’ASSILT e CRALT verranno esternalizzate con la conseguente realizzazione di una nuova Società per l’erogazione dei servizi. 

            Pertanto assisteremo, nel breve e medio periodo, a pesanti conseguenze per i lavoratori iscritti alle associazioni e per coloro che per esse lavorano.           

            Basta possedere solo qualche rudimento di finanza e conoscere la più recente storia economica del nostro Paese, in particolare del Gruppo Telecom Italia,  per poter intuire cosa accadrà nel prossimo futuro.           

            Tenteremo di fare una ipotesi, anche se scontata per Snater, pur sapendo che qualcuno dirà che è la solita fantapolitica o vaneggiamento da ubriachi dei soliti “bastian contrari”. 

¨ Telecom Italia costituirà una nuova società S.p.A., o peggio una Srl, ciò comporterà anche l’esigenza di contrarre profitto dai servizi erogati. Infatti le società di persone e di capitale hanno l’obbligo di legge, per giustificare la loro stessa esistenza, di portare profitto. [art.2247 C.C.: Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili.] Mentre oggi, essendo associazioni interne all’azienda e senza fini di lucro, il pareggio di bilancio è un obiettivo più che soddisfacente. 

¨ Una volta che la società sarà fatta, si presenterà l’esigenza, oramai collaudata, di operare, in nome della “qualità ed efficienza”, inevitabili riduzioni nei costi della logistica e del personale. I lavoratori impiegati diventeranno un costo vivo nell’economia della nuova Società con le conseguenze che oggi così bene conosciamo. Sedi, infrastrutture, materiali di consumo, modulistica, ecc. costeranno sempre troppo. 

¨ Le sedi costeranno troppo, si ottimizzeranno le spese con un loro futuro accentramento a scapito delle sedi periferiche. Si avranno, alla fine, solamente poche sedi con enormi moli di lavoro e la conseguente lievitazione dei tempi dei rimborsi ed oggettivi problemi di comunicazione/oinformazione. 

¨ Le campagne preventive avranno costi troppo elevati, e quindi è facile ipotizzare che o non si faranno più o verranno presentate a pagamento. Inevitabilmente si verificherà l’esigenza di richiedere ai lavoratori un sensibile aumento nell’entità dei contributi per compensare i costi con una diminuzione dei rimborsi e dei servizi erogati. 

¨ La nuova Società, essendo sul mercato, darà la possibilità di accesso all’assicurazione a lavoratori di altre realtà, anche esterne al mondo Telecom Italia, sapendo che si dovrà adeguare alle altre società sul mercato che offrono servizi analoghi con problemi di concorrenza. 

¨ Si accentuerà la perdita delle peculiarità proprie delle associazioni attuali con la condivisione di logiche di mercato aliene al servizio mutualistico per cui sono nate ed alla fine si avrà quanto si è verificato con la MEIE, con la quale (Aurora Assicurazioni) abbiamo solo una convenzione !!!! 

            SNATER ha sempre svolto il ruolo di informare i lavoratori, di denunciare situazioni e problematiche che li riguardano, di aprire vertenze con l’azienda, interne ed esterne (Magistratura, ASL, DPL, ecc.) a differenza di chi ritiene di FIRMARE tutto il possibile senza informarne i lavoratori, impedendo loro, di fatto, di essere i protagonisti delle scelte di quanto comunque li coinvolge. 

            I lavoratori ed i pensionati di Telecom Italia, tutti adulti, vaccinati e maggiorenni, e quindi in grado di capire perfettamente, debbono sapere che questo è solo l’INIZIO e non la FINE delle conseguenze delle firme apposte nel Verbale di Accordo del 12 novembre 2004 con la conclusione di trovarsi non più soci dell’ASSILT e/o del CRALT, ma semplici CLIENTI. 

                                                                          La Segreteria Nazionale 

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