| lunedi 19 gennaio 2004 comunicato stampa unitario nazionale |
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COMUNICATO STAMPA
Il gruppo Telecom
Italia? Sta
progressivamente evaporando!!! E con esso posti di lavoro, reddito, diritti di
lavoratori e lavoratrici!!!
In pochi anni gli
addetti nel gruppo sono diminuiti di oltre 45.000 unità, passando dai circa
125.000 al momento della fusione delle ex aziende pubbliche Sip, Italcable,
Iritel e Telespazio a 80.046 (organico operante in Italia al 30.09.2003). La
presenza delle direzioni territoriali è passata dalle 101 filiali (con le quali Telecom assicurava una capillare
presenza e assistenza in tutte le province italiane con estremi benefici anche
per l’indotto) a 4 direzioni di
zona (Nord-Est , Nord-Ovest, Centro, Sud). Sono stati messi oltre 13.000
lavoratori in mobilità, con un costo
per le casse dell’INPS di circa 787
MILIARDI di lire. L’intero, o quasi, patrimonio immobiliare è stato
ceduto. Diversi pezzi di azienda sono stati esternalizzati (Amministrazione,
Immobili, autoparco, logistica, help desk informatico, ecc.) senza alcuna
clausola di salvaguardia per i lavoratori ceduti. Con il contratto del 2000 il
salario per i nuovi assunti è stato ridotto di circa il 25%.
Nel frattempo Telecom Italia ha fatto uso estremo di tutti i
tipi di lavoro precario: ha agito in proprio per anni con ATESIA sfruttando
oltre 6000 lavoratrici e lavoratori imponendo loro le CO.CO.CO.; ha agito
attraverso intermediari sfruttando migliaia di giovani e meno giovani attraverso
il lavoro interinale e/o gli appalti di attività a cooperative o piccole
aziende per le quali parlare di diritti e/o reddito dignitoso è una bestemmia;
ha creato ad hoc Telecontact Center e altre aziende, verso le quali sta
dirottando buona parte delle attività dei call centers (187, 191, 119, etc),
per proseguire nella sua politica di sfruttamento della forza lavoro precaria (a
tal proposito è bene chiarire che solo qualche sindacalista confederale in mala
fede, e qualche giornalista un po’ distratto, può pensare che dopo da anni di
co.co.co il passaggio al contratto di formazione lavoro part-time può essere
interpretato, da chi vive di lavoro, come fuoriuscita dalla precarietà).
Non solo, i vertici aziendali, non contenti, hanno messo in
essere tutte le tecniche possibili per rendere la vita difficile alla cosiddetta
forza lavoro “garantita”, imponendo turni e ritmi di lavoro massacranti nei
call center e nei centri di lavoro e il “mobbing di massa” al restante
personale, al fine di incentivare le dimissioni “spontanee”.
Il risultato?! Una azienda in disfacimento con una enorme
quantità di debiti (34.253 milioni di Euro al 30.09.03) che sta offrendo ai
propri “clienti” il livello di servizio più inefficiente degli ultimi 10
anni.
Il futuro?! Carta straccia degli impegni presi a riguardo il
core business nei fumosi piani industriali presentati per fruire degli
ammortizzatori sociali, a partire dalla prossima chiusura della nuova I.T.
Telecom, stella abortita dell’informatica made in Italy. Nuove cessioni di
attività e/o rami di azienda, a partire da quella in corso per i colleghi di
Facility Management . Ulteriore aggravio delle condizioni di lavoro, a partire
dall’imposizione unilaterale dal 19/1/04 di turni di lavoro, umanamente non
sostenibili, ai colleghi del 119.
CONTRO
I PIANI DI RIORGANIZZAZIONE DE GRUPPO TELECOM
·
PER
IL BLOCCO IMMEDIATO DI TUTTE LE CESSIONI DI “RAMI DI AZIENDA” IN CORSO
·
PER
ORARI VIVIBILI E MIGLIORI CONDIZIONI DI LAVORO
IN TUTTI I CALL CENTERS
·
PER
SANARE VERAMENTE TUTTE LE CONDIZIONI DI PRECARIETA’ PRESENTI IN TELECOM
(PASSAGGIO A TEMPO PIENO PER I COLLEGHI PART-TIME, PASSAGGIO A CONTRATTO
INDETERMINATO DI TUTTI I LAVORATORI CHE HANNO OPERATO AD ATESIA O CON IL LAVORO
INTERINALE)
·
PER
GARANTIRE ANCHE A TUTTI I LAVORATORI IN APPALTO PARI CONDIZIONI
|
VENERDI’
30 GENNAIO |
Roma, 16 gennaio 2004
| COBAS del Lavoro Privato | V.le Manzoni, 55 | 00185 Roma |
| FLMUniti/CUB | Via dell’Aeroporto, 129 | 00175 Roma |
| SNATER | Via di Macchia Palocco, 223 | 00125 Roma |