| lunedi 21 giugno 2004 comunicato segreteria nazionale |

Roma, 14
giugno 2004.
L’azienda
intende porre in ferie obbligate tutto il personale non operativo per la
settimana di ferragosto ed il 28 giugno per la sola città di Roma.
Sembra brutto dover dire che l’avevamo previsto, non perché in
possesso di sfere di cristallo (comunicato del 24 dicembre 2003), in
occasione della precedente ed analoga iniziativa di dicembre.
Ora ci troviamo di nuovo di fronte all’arrogante atteggiamento
aziendale, infatti ancora una volta, dopo aver già dato disposizioni in
merito, informa che in occasione della prossima convocazione delle RSU e
delle OO.SS. firmatarie darà formale comunicazione dell’applicazione di ferie
obbligatorie.
Emerge da questa situazione che l’azienda si muove solo e quando le fa
comodo, senza curarsi minimamente dei problemi che causa ai lavoratori (“oggetti”
molesti, ma purtroppo necessari alla produzione), in quanto ogni vincolo è
di impaccio alle sue necessità.
Di qui il maldestro tentativo di darne informazione preventiva. Un
preavviso ridicolo dato che molti colleghi hanno già prenotato, od addirittura
fruito le proprie ferie, in ottemperanza ad un “piano ferie” che non prevede
periodi obbligatori. Come intenderà comportarsi l’azienda in questi casi?
Tenendo presente che i lavoratori in questione potranno fare istanza di
risarcimento dei danni subiti.
Altra considerazione è sull’applicazione ad un’azienda di servizi di
criteri tipici di un’azienda di produzione, abbiamo forse cambiato attività?
E se si intende ciò come mai ci si applica la normativa per le aziende
fornitrici di servizi (normativa per gli scioperi, ecc.)?
Inoltre questo comportamento divide i lavoratori in due fasce: gli operativi
a cui non si applica e non-operativi a cui invece si applica il periodo
obbligatorio di ferie.
La “mala gestione” nei confronti dei lavoratori è dovuta
principalmente alle eccessive aperture normative contrattuali concesse dai
firmatari, i quali non hanno voluto tutelare i diritti dei lavoratori pur
prevedendo la pervicace volontà aziendale di contrarre in tutti i modi il costo
del lavoro, ….utilizzando anche queste piccolezze.
In conclusione se veramente bisogna risparmiare sarebbe morale che ciò
avvenisse su tutti (proprietà, dirigenti e dipendenti) e non solo
perseguendo la filosofia del “cetriolo e l’ortolano”; inoltre la
tanto sbandierata attenzione aziendale al dipendente del progetto SONO
che fine ha fatto ??????
La Segreteria Nazionale
SEGRETERIA
NAZIONALE – SETTORE TELECOMUNICAZIONI
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