| venerdi 03 dicembre 2004 comunicato segreteria nazionale |

NON C'E' SOLO TELEMACO
In questi giorni la TESS (certamente non di sua iniziativa), sta comunicando capillarmente a tutti i lavoratori interessati a costituirsi una pensione integrativa, la possibilità di autorizzare una maggior trattenuta delle competenze a proprio carico in favore del fondo Telemaco. Tale indicazione, fornita cosi semplicisticamente, è a nostro avviso parziale e potrebbe addirittura risultare dannosa per i lavoratori, sebbene molti di essi dovranno sottostare all'ormai noto ricatto avallato dalla riforma pensionistica: o crearsi una pensione integrativa, o percepire in futuro una pensioncina del tutto insufficiente a garantirsi una vita decorosa.
Va detto che autorizzare un simile aumento delle trattenute in favore di Telemaco è inopportuno per le seguenti ragioni:
· La stessa riforma prevede l'istituzione di fondi complementari a cura INPS e/o Regioni,
a gestione sicuramente più solida ed affidabile
· Telemaco è e resterà un fondo chiuso e a rischio (il Fondo Comit dei bancari è in bancarotta da un mese)
· L'attuale gestione di Telemaco è ampiamente criticabile: poca chiarezza sugli investimenti, gli organismi direttivi vengono rinnovati più di un anno dopo la loro scadenza e lo Statuto stesso del fondo non viene rispettato
· Per chi è già iscritto a Telemaco, la contribuzione a carico azienda resta inalterata
· La rendita di Telemaco non è reversibile in caso di decesso del titolare.
Per queste ragioni invitiamo i lavoratori a riflettere ed a farsi gli opportuni conteggi (avvalendosi dei rendiconti forniti da Telemaco), prima di autorizzare incautamente trattenute ulteriori dalle quali è sempre difficile recedere, ad attendere i decreti attuativi della riforma e quindi il concretizzarsi di possibilità alternative e più affidabili.
Il silenzio delle Organizzazioni Sindacali confederali su tale argomento non ci meraviglia più di tanto, visto che cogestiscono con l'azienda il fondo Telemaco ed hanno pertanto tutto il loro interesse (che forse, ancora una volta, non coincide con quello dei lavoratori) a procacciare ed a dirottare ulteriori adesioni sullo stesso Telemaco.
Cogliamo l'occasione per ricordare a tutti che, dalla data di pubblicazione dei decreti attuativi, scatteranno i 6 mesi di tempo per non cadere nella trappola del silenzio assenso: chi vorrà salvaguardare il proprio TFR dovrà formulare esplicita comunicazione e sarà nostra cura informare tempestivamente i colleghi. Chissà se in quella occasione la Tess sarà altrettanto solerte e puntuale nell'informare i lavoratori?
Roma, 1 dicembre 2004
SEGRETERIA NAZIONALE – SETTORE
TELECOMUNICAZIONI
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