venerdi 23 gennaio 2004  comunicato  unitario nazionale         

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Contro esternalizzazioni e precarietà
30 gennaio 2004
sciopero nazionale intera giornata

per tutti i lavoratori e lavoratrici del gruppo Telecom Italia
 

E’ necessario fare un minimo di analisi retroattiva per poter inquadrare il momento storico aziendale nel quale ci stiamo dibattendo.

Il linea generale il tutto è iniziato con il famigerato accordo interconfederale del luglio 1993 sul contenimento del costo del lavoro che ha consentito, in generale, di:

In sintesi sono stati sacrificati moltissimi diritti dei lavoratori nel nome delle compatibilità all’Accordo e della relativa concertazione.

In casa nostra le cose sono andate anche peggio:

la privatizzazione di Telecom “regalata” ai soliti noti (26.000 mld di ex lire) per consentire alla politica di farsi bella con i soldi della collettività;

la finta ricomposizione delle aziende in un’unica Telecom per poi, per cassa, ricreare altre nuove società;

il sostegno agli scalatori, “capitani coraggiosi”, che hanno affogato l’azienda in un oceano di debiti (circa 60.000 Mld di ex lire),….. con tanti auguri ai colleghi della Piaggio;

l’ulteriore sostegno alla cordata degli industriali che per proteggersi da future OPAS hanno ristretto la catena di controllo indebitando ulteriormente il Gruppo.

Insomma per gestirsi gli affari propri hanno costantemente venduto pezzi dell’azienda, comprato aziende sballate, e RIDOTTO in tutte le maniere il costo del lavoro.

Basti ricordare che i dipendenti all’atto della fusione sommavano a circa 125.000, mentre oggi tutto il Gruppo vanta circa 80.000 ad ottobre 2003 con un taglio all’occupazione di circa 45.000 lavoratori in soli 8 anni.

Allo scopo nel marzo 2000, davanti al ministro del lavoro, fu CONCERTATO con la Triplice un accordo con il quale Telecom decise d’espellere pezzi dell’azienda (Amministrazione, Immobili, autoparco, logistica, ecc.), senza alcuna clausola di salvaguardia per i lavoratori ceduti nel caso di future difficoltà occupazionali. Sono state esternalizzati interi settori, per essere successivamente venduti sul mercato (vedi TESS), fino ad arrivare a cessioni di piccoli gruppi di lavoratori, come i 12 dell’”insurance administration”…., ceduti a srl – società a responsabilità limitata - che offrono scarse, o nessuna garanzia; eventi, questi, che precipitano tutti i lavoratori del gruppo Telecom in uno scenario futuro  di completa precarietà come previsto dalla legge 30 - “Riforma Biagi”.

Sempre a seguito dell’accordo del 2000, i vari “scalatori” della Telecom hanno potuto ridurre i debiti contratti nella scalata, mandando in mobilità 13.231 dipendenti e scaricando, di conseguenza, sulle casse dell’INPS più di 340 milioni di euro - circa 700 Mld  di lire.

Gli strumenti degli accordi del 28 marzo 2000 e 27 maggio 2002 hanno prodotto pesanti ripercussioni su: 

e

Nel dicembre 2003 in occasione della cessione di parte dei lavoratori FM del Gruppo (TIM e ITT) ad EMSA la Triplice ha indetto uno sciopero – sacrosanto – ma limitato ai soli interessati, con la conseguenza di: mortificare la solidarietà tra lavoratori e rendere lo sciopero, senza alcuna visibilità, e quindi non incisivo.

In questo panorama pessimistico i lavoratori, con lotte, manifestazioni ed azioni legali, sono comunque stati capaci di mettere a segno importanti vittorie; ricordiamo la riduzione della CIGS da due anni a sei mesi, il mancato utilizzo da parte aziendale del contratto di solidarietà e del lavoro ripartito, la riapertura del contratto di armonizzazione del 2000, ecc.. 

Non ultimo il rientro dei lavoratori ceduti ex art.47 della L.428/90 del settore immobiliare. Mentre la vicenda del trasporto sta dimostrando che lottando, anche duramente, alla fine paga.

Oggi la risposta sindacale, presente nel gruppo TELECOM, è duplice:

    quella dei sindacati firmatari di tutti gli accordi, sempre subordinati ai progetti aziendali anche quando imbastiscono spezzoni di lotte, per recuperare consenso  e tamponare il malcontento di lavoratrici e lavoratori;

    quella della “Lista cambia con…”  che lavora alla costruzione di un progetto alternativo, basato sulla centralità dei diritti, dei bisogni di lavoratrici e lavoratori, sul rispetto della democrazia di base nelle formazione delle piattaforme  e nell’approvazione degli accordi.

Per tutto ciò, le forze sindacali della lista “ Cambia con … “ ritengono indispensabile costruire un percorso di mobilitazione e di lotta dell’intero Gruppo Telecom che inizi con lo SCIOPERO e le MANIFESTAZIONI REGIONALI, per l’intero turno di lavoro nella giornata del 30 GENNAIO.

A ROMA, DALLE ORE 9,30 MANIFESTAZIONE DAVANTI IL PARLAMENTO (via di Colonna Antonina)

CAMBIARE SI PUO’, dipende da noi stessi.

Sono state esperite le procedure di raffredamento e conciliazione previste dalla legge 146/90 e successive e dalla regolamentazione provvisoria del 25 luglio 2002, presso il ministero del lavoro per Telecom Italia spa, Telecom Italia Sparkle spa, Telecom Itala Media spa, IT Telecom spa in data 1/12/2003, per l’azienda TIM il 21/11/2003 da Snater/Cobas e il 2 dicembre da FLMuniti/CUB.

Roma, 19 gennaio 2004