| lunedi 22 novembre 2004 comunicato segreteria nazionale |

Roma, 19 novembre 2004.
IL CLIMA AZIENDALE
Telecom Italia S.p.A. con gli Accordi del 28
marzo 2000 e 27 maggio 2002, stipulati con SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCom-UIL,
ha iniziato a “sbriciolarsi” , tramite cessioni di rami d’azienda,
in numerose società, alcune controllate, altre partecipate ed infine molte
esternalizzate.
Il comune denominatore di tutte le operazioni è quello di
produrre il massimo dei risparmi ed
aumentare gli utili solo per la proprietà, con la conseguenza di ridurre al
massimo l’occupazione interna ed abbattere il relativo costo del lavoro (cfr.vedere
gli ultimi contratti).
I lavoratori esternalizzati, inizialmente preoccupati per il
loro posto di lavoro, dopo la messa in mobilità ex L.223/91 di colleghi di Tess,
Targa e TNT Logistics hanno
avuto conferma delle loro preoccupazioni.
Nelle aziende appena “nate” il clima interno è
fondamentale per superare preoccupazioni, incertezze nel futuro e creare il
giusto clima di serenità e collaborazione.
A Roma nella società TELEPOST,
costituita il 1°marzo scorso, con 120.00,00 euro di cui solo 30.000,00
interamente versati, il tentativo era stato fatto, grazie ai lavoratori, tra i quali moltissimi soggetti della
L.104/90, ed al loro Responsabile, il quale, talvolta anche in contrasto con la
Dirigenza, cercava di legare i lavoratori in un gruppo coeso nel tentativo di
svolgere il lavoro nel modo migliore.
Allo scopo bisogna tenere presente che con
l’esternalizzazione Telepost ha perso tutta la struttura logistica di supporto
Telecom, e non l’ha sostituita con
una propria, creando addirittura grosse difficoltà nell’acquisizione di
cancelleria, nella situazione,ormai critica, dell’ambiente di lavoro, nella
gestione delle comunicazione e della piccola cassa ecc.
La Dirigenza, di sicuro né illuminata, né lungimirante,
riteneva ed ha ritenuto questo clima”romano”
non in sintonia con la loro visione di azienda “machista” e con l’unica idea di “colpire uno per educarne molti”
ha proceduto a licenziare il capo scomodo,
pensando in questo modo di “mettere a
posto” i lavoratori considerati “poco”
collaborativi della sede di Roma 2.
Alla luce di quanto avvenuto, a sostegno e solidarietà al
collega INGIUSTAMENTE licenziato e
per dimostrare la loro assoluta contrarietà alla cessione ed alla attuale
situazione i lavoratori ed il sindacato Snater indicono per MARTEDI’
23 novembre 2004
SCIOPERO
di un’ora a fine turno di tutti i lavoratori di TELEPOST
SEGRETERIA
NAZIONALE – SETTORE TELECOMUNICAZIONI
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