| lunedi 24 gennaio 2005 comunicato segreteria nazionale |

Roma, 20 gennaio 2005.
CONOSCERE IL COMPORTO DI MALATTIA E' UN DIRITTO DEL LAVORATORE
L’introduzione nel CCNL delle fasce di comporto per l’istituto della malattia, cioè il periodo temporale in cui gli eventi morbosi si sommano determinando la percentuale dello stipendio e il mantenimento del posto di lavoro, è stata traumatica per i lavoratori.
In pratica, l'articolo 36 (commi 8 e 9) del CCNL prevede che, quando nell'arco di tre anni si superano i 180 gg. di malattia, la retribuzione passa al 50%, per poi dopo altri 185 gg. non percepire più la retribuzione stessa ed essere passibile, discrezionalmente, di licenziamento
Che l’istituto della malattia, conquista importantissima dei lavoratori, debba essere difesa anche dai “furbi” è fuori dubbio, ma il sistema utilizzato contrattualmente ha solo penalizzato i malati seri portatori di gravi patologie.
La Commissione Welfare, composta da Telecom e Triplice, introdotta con il CCNL, avrebbe dovuto tutelare questi casi, invece lo ha fatto male ed in ritardo, non risolvendo assolutamente il problema innescato, insomma ha curato le gravi patologie con i palliativi.
L’istituto del comporto oltre ad obbligare i soggetti di gravi e croniche patologie a recarsi al lavoro anche quando stanno male, per impattare il meno possibile con il cumulo degli eventi morbosi, pena il rischio di un futuro licenziamento, ha causato un altro problema, cioè la difficoltà di tenere il conto delle malattie, a cui si aggiungono gli infortuni non accettati dall’INAIL, per potere conoscere correttamente la propria situazione.
Inoltre tale meccanismo è decisamente perverso, dal momento che uscirne è praticamente impossibile per gli ammalati cronici a meno che nei tre anni successivi non facciano più neanche una giornata di malattia.
L'azienda spesso si è dimostrata reticente e/o indisponibile a fornire chiarimenti in merito nei confronti di quei colleghi che chiedevano visibilità su questo dato della malattia. ma questo non deve assolutamente accadere, poiché il datore di lavoro ha l'obbligo di fornire ai propri dipendenti tutte le informazioni necessarie ed inerenti il loro specifico rapporto di lavoro ai sensi della Legge 196/2003.
Pertanto, ai colleghi che intendono fare chiarezza su questo aspetto, i delegati SNATER daranno tutta l'assistenza necessaria mettendo a disposizione un modello cartaceo predisposto ai sensi di legge.
La Segreteria Nazionale
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