| lunedi 11 aprile 2005 comunicato nazionale |
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CENTRI
TERRITORIALI DI SORVEGLIANZA
ENNESIMA ESTERNALIZZAZIONE
COBAS, FLMU CUB, SNATER denunciano l’ennesima estromissione di lavoratori da Telecom, in spregio delle norme vigenti sui licenziamenti collettivi, attraverso lo strumento delle false cessioni di ramo d’azienda.
Questa volta tocca ai lavoratori dei centri territoriali di sorveglianza (105 lavoratori spalmati su otto regioni addetti al controllo degli ingressi nei siti sociali ed alla abilitazione del personale autorizzato), che verranno “ceduti” ad una società costituita ad hoc e continueranno a fare lo stesso lavoro di prima attraverso il solito appalto, ovviamente finché dura, perché nel frattempo Telecom sta rinnovando il proprio sistema di sicurezza con nuovi apparati ed una centralizzazione della loro prossima gestione che però, guarda caso, resterà all’interno dell’azienda.
Va inoltre denunciato il comportamento assolutamente in malafede di Telecom che ha provveduto a rimpinguare di personale il reparto, dopo anni di sotto organico, mentre già stava predisponendo la sua esternalizzazione, guardandosi bene dall’informare i lavoratori contattati per il trasferimento ed anzi rassicurando i più dubbiosi sul fatto che nessuna esternalizzazione fosse in vista, sia attraverso i propri responsabili RU, sia attraverso sindacalisti compiacenti o, per lo meno, di una stucchevole superficialità.
SNATER, CUB E COBAS sfidano Telecom a dimostrare il contrario. Non le sarebbe assolutamente difficile. Se la cessione in oggetto riguarda una articolazione autonoma, verso una società terza, forte di una propria sana autonomia imprenditoriale, capace di esprimersi sul territorio nazionale, non le costerà assolutamente nulla garantire il reintegro dei lavoratori in caso di eventuali improbabili difficoltà finanziarie, o chiusura delle sedi nelle realtà territoriali dove attualmente operano i CTS aziendali.
Se non è vero che ha recentemente rimpinguato gli organici dei CTS allo scopo di liberarsi di quanti più dipendenti possibile, allora offra ai neo trasferiti la possibilità di rientrare nei propri reparti di provenienza, altrimenti silenzio! Tutto il resto sono chiacchere.
COBAS, FLMU e SNATER non possono esimersi dal deplorare, anche questa volta, il comportamento dei sindacati confederali, che:
1) con l’accordo del 12 novembre 04, lungi dal mettere paletti a protezione dei lavoratori, hanno avvallato la pratica delle esternalizzazioni selvagge;
2) volevano far credere ai lavoratori che il mantenimento del contratto Telecom sino alla scadenza fosse frutto della loro “armonizzazione” e non un obbligo di legge sancito nel codice civile;
3) anche dopo la disastrosa esperienza delle pregresse cessioni si sono limitati a stilare un laconico volantino, con il quale prendono atto di questa esternalizzazione senza una parola di condanna, di protesta, come se il loro compito fosse quello di fare i notai dell’azienda e non proteggere i lavoratori.
SNATER, CUB e COBAS, nel salutare il costituito coordinamento nazionale dei lavoratori dei CTS che si riunirà a Roma l’11 aprile p.v. per approntare una strategia comune di contrasto e difesa, assicurano il loro appoggio, mettendo a disposizione le proprie strutture, cercando ovunque vi sia uno spazio per amplificare la voce dei lavoratori (giornali, istituzioni, partiti politici) ed avvertono tutti i lavoratori del gruppo Telecom, casomai ve ne fosse ancora bisogno, che l’annunciata esternalizzazione del reparto CTS costituisce solo il piccolo anello di una lunga catena destinata a sgranarsi per molte volte ancora. Ognuno tragga le proprie conseguenze e non si senta estraneo al problema; ognuno rifletta su chi, nei fatti, si è sempre coerentemente dimostrato dalla parte del lavoratori.
Roma, 9 aprile 2005