| lunedi 09 maggio 2005 comunicato segreteria generale |
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S.
N. A. TE. R. |
CONTINUIAMO NELLE NOSTRE BATTAGLIE
RACCOLTA DI FIRME A SOSTEGNO DELLE DENUNCE FORMULATE AL COMMISSARIO DELL’OCCUPAZIONE EUROPEO SULLA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DEI LAVORATORI IN MATERIA DI PROTEZIONE DAI LICENZIAMENTI.
Le cessioni di rami d’Azienda sono operazioni finanziarie che lasciano nelle mani degli imprenditori capitali rivalutati, ma allo stesso tempo tali strategie imprenditoriali espongono i lavoratori al rischio concreto di non essere più tutelati in materia di protezione dai licenziamenti, con apertura di procedure di mobilità e cassa integrazione.
Quanto sta accadendo all’interno del colosso Telecom, la cui cronistoria si recupera facilmente dal sito www.esternalizzati.it, fa rabbrividire: dietro i lavoratori ci sono intere famiglie che vivono veri e propri drammi, con problemi non solo di natura professionale ed economica, ma altrettanto gravi sul piano umano e psicologico.
Lavoratori che per 25 anni hanno fatto il loro dovere che si ritrovano improvvisamente cancellati, senza più diritti acquisiti, trattati come merce, come numeri a cui non si danno spiegazioni.. e che perdono il sonno, la tranquillità ed il futuro.
Tutto questo potrebbe accadere anche in RAI, anzi l’articolo 2112 del C.C. lo prevede già, e chi si ostina a non considerarlo fa un grossissimo errore..
L’esempio più evidente è RAIWAY, società costituita il 29 luglio '99: ha iniziato l'attività il primo marzo del 2000 e nasce dal processo di trasformazione in società delle divisioni Rai avviato nel maggio del '99 e autorizzato dal Ministero delle Comunicazioni l'11 novembre dello stesso anno.
Le attuali continue voci su una imminente cessione, nonché l’accordo tra RAI e DMT inerente l’attribuzione, a quest’ultima società, dell’installazione e gestione del digitale terrestre, accentuano la preoccupazione di una riconversione forzata per i lavoratori, della mobilità e del prepensionamento.
Così come si accentuano le preoccupazioni di tutti i lavoratori di RAI per i contenuti della legge Gasparri sulla privatizzazione e ulteriori cessioni di rami d’Azienda previsti a partire da gennaio 2006.
Qualcosa però si muove per sventare questo pericolo, e noi non possiamo che sposare e valorizzare tutte le iniziative che impedirebbero la sciagura.
Una veramente significativa è quella dell’eurodeputato Antonio Di Pietro del 21/12/2004: egli ha esposto al Parlamento Europeo di Bruxelles i casi di utilizzazione della “cessione di ramo d’Azienda” per cercare in realtà di liberarsi di personale in esubero superando le restrizioni a tutela dei lavoratori, ed ha messo sotto accusa anche gli interventi sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori rilanciati dal Ministro del Lavoro, proprio perché ritiene che creerebbero il presupposto di un uso anomalo della cessione del ramo d’Azienda.
Due precise denunce, una generica sui “trasferimenti di ramo d’Azienda non dotati di autonomia funzionale ed organizzativa” ed una relativa ad una strategia che avrebbe individuato nell’ambito del gruppo Telecom Italia.
Il Commissario Europeo il 23/02/2005 ha raccolto le denunce e gli ha comunicato ufficialmente di voler chiedere spiegazioni al Governo italiano: se i fatti esposti venissero infatti confermati “la Commissione non esiterebbe ad aprire un procedimento per infrazione”.
Seppure questa resta una iniziativa di carattere legale - formale che rischia di protrarsi nel tempo prima di addivenire ad una soluzione, ciò non toglie nulla alla bontà politica della cosa che deve necessariamente trovare nella sua strada la mobilitazione dei lavoratori.
Ciò che proponiamo, per ora, E’ UNA RACCOLTA DI FIRME A SOSTEGNO DELL’INIZIATIVA MOSSA VERSO LA COMMISSIONE EUROPEA, sapendo bene che non possiamo fermarci a questo.
Invitiamo i lavoratori a firmare per sostenere le denunce formulate al Commissario dell’Occupazione Europeo sulla violazione dei diritti dei lavoratori in materia di protezione dai licenziamenti.
A breve i rappresentanti sindacali
SNATER passeranno tra i lavoratori con il testo dell’iniziativa da firmare.
IL SEGRETARIO GENERALE
Antonio Lovato