venerdi 11 novembre 2005  comunicato  segreteria nazionale         

 

STRANO MA VERO

Con vari comunicati le OO.SS. Confederali avevano dichiarato che l’andamento delle trattative contrattuali era in una fase così critica da richiedere una forte “spallata” per tentare di sbloccare la trattativa stessa, e il giorno VENERDI’ 4 NOVEMBRE c’è stato lo sciopero generale della categoria proclamato dalle stesse CGIL CISL UIL, che hanno chiamato i lavoratori ad uno “straordinario impegno e mobilitazione“.

Nella stessa giornata si apprendeva da un comunicato stampa della “massiccia adesione” e si invitavano le controparti imprenditoriali  (ASSTEL-Confindustria) a “riflettere seriamente, a modificare la loro impostazione, a dare risposte finalmente positive e costruttive”.

Dobbiamo ritenere che nel week end ci siano stati dei contatti tra le suddette OO.SS. e le aziende, tali da consentire al LUNEDI’ SUCCESSIVO la firma di un accordo sul nuovo piano industriale 2005-2007 del gruppo Telecom.  [... vedi]

Quindi, dallo sciopero “duro” del venerdì si è  passati al lunedì successivo ad un accordo di grande rilevanza (riorganizzazione dell’intero gruppo, trend occupazionale con il consenso all’utilizzo della mobilità delle legge 223/91). La sequenza di questi due fatti ha ingenerato una vicenda decisamente “strana”, che ci induce a due diverse riflessioni che non vanno nascoste ai lavoratori:

1.     CGIL CISL UIL hanno ragione ed hanno saputo interpretare al meglio questa trattativa, per portare a casa gli obiettivi prefissati (reale recupero del potere d’acquisto del salario, una forte strutturazione del contratto in relazione ai processi di esternalizzazione, precarizzazione, flessibilità e riconversione del lavoro, definizione delle professionalità e rivisitazione degli aspetti normativi quali orari, malattia, turni, part time)

2.     si tratta della solita “sceneggiata” del gioco fra le parti in cui agli occhi dei lavoratori bisogna mostrare i muscoli, ma alla controparte si offre disponibilità (ma a favore di chi?)

Nei prossimi giorni  sapremo con certezza, da quanto verrà deciso e firmato, se si delinea una svolta sindacale favorevole per la categoria o siamo di fronte alla solita minestra.

Sicuramente è poco trasparente e discutibile, nel bel mezzo di una vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro, sottoscrivere cambiali in bianco con accordi di questa portata.   

Questo accordo riscuoterà forse il plauso dei circa 3500 lavoratori che, molto probabilmente raggiungeranno il loro obiettivo, cioè l’accompagnamento alla pensione con la mobilità volontaria delle legge 223/91, ma lascia nell’insicurezza i restanti lavoratori del gruppo, esposti alle “mobilità professionali” (verso i call center?), alle “mobilità fra le aziende del gruppo Telecom” ed alle esternalizzazioni.

Roma, 9 novembre 2005 

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