martedi 04 aprile 2006  comunicato  segreteria nazionale         

 

Roma, 3 aprile 2006                        

LETTERA APERTA

Intendiamo rivolgerci non solo a tutti i lavoratori delle telecomunicazioni, ma soprattutto a quei delegati sindacali confederali che, in questa fase delicata per la categoria, hanno correttamente inteso esprimere il loro dissenso sugli scarsi contenuti dell’ipotesi contrattuale e sulle dubbie modalità della consultazione, culminate con la comunicazione del 26/01/2006 della Commissione Nazionale unitaria che ha formalizzato i risultati definitivi delle assemblee consultative per il rinnovo del CCNL del settore tlc .

Nelle critiche espresse sui contenuti rivendicativi dell’ipotesi contrattuale abbiamo riscontrato diversi punti in comune:

·       Applicazione della legge Biagi ed estensione della precarietà dei contratti di ingresso nelle aziende di tlc

·       Ulteriore estensione della flessibilità dell’orario di lavoro

·       Svilimento del ruolo sindacale sui territori ed in particolare delle RSU

·       Scarsa tutela del potere d’acquisto del salario

·       recupero insufficiente della normativa rispetto alle perdite del CCNL del 2000

Anche sul metodo vi sono stati sostanziali punti in comune, a cominciare dalla richiesta, rimasta purtroppo inascoltata, di sottoporre l’ipotesi contrattuale al referendum dei lavoratori, così anche sulle perplessità in merito alla riserva sciolta il 26 gennaio, frutto di una consultazione dall’esito dubbio, in quanto mai suffragato dalla pubblicizzazione dei dati disaggregati delle assemblee. Su questo argomento ci preme evidenziare che, già con le battute iniziali della trattativa, venne inoltrata alle tre segreterie nazionali una  richiesta di referendum sottoscritta da più di duemila lavoratori del gruppo Telecom, inoltre, lo scorso 7 febbraio come SNATER abbiamo mandato a SLC FISTEL UILCOM una formale richiesta di rendere pubblici i dati analitici e disaggregati delle consultazioni, ma senza avere alcuna risposta.

Inoltre, a distanza di anni abbiamo avuto conferma da autorevoli ammissioni (comunicato stampa di Miceli e volantino della SLC Puglia) che il “catastrofico” contratto del 2000 venne sottoscritto senza  l‘approvazione dei lavoratori.

Il dato che a nostro avviso emerge, è quello di una categoria maltrattata e poco rispettata, dove si decide evitando o fingendo il coinvolgimento dei lavoratori, dove gli RSU sono dei soggetti controllabili messi in condizione di non nuocere, dove non esiste più né dibattito né informazione sulle tematiche più rilevanti della politica del lavoro, dove, si utilizzano le assemblee per sponsorizzare le frequenti e catastrofiche esigenze organizzative aziendali, ma non per sensibilizzare la gente sulle criticità di una finanziaria, o sull’importanza del referendum sull’articolo 18, o per illustrare i contenuti di un accordo sul piano industriale (Telecom) sottoscritto il giorno dopo lo sciopero per il rinnovo contrattuale.

Parecchi di noi provengono da esperienze sindacali confederali ed a suo tempo, dopo esserci trovati in situazioni di disagio ed imbarazzo con i lavoratori e dopo aver cercato inutilmente di cambiare il sindacato dall’interno, abbiamo preso un’altra strada.

Questa lettera aperta non vuole certamente avere la pretesa di forzare nessuno verso scelte analoghe, nella convinzione che ognuno ha una maturità politica tale da poter fare le proprie scelte autonomamente e senza condizionamenti esterni. Siamo comunque convinti che le affinità ed i punti in comune riscontrati in alcuni delegati nella fase contrattuale, non sono stati dettati da opportunismi o da necessità congressuali, ma da un reale senso di giustizia e di democrazia.

Per tutte  queste ragioni lo SNATER si rende disponibile, da subito, ad un  dialogo costruttivo, finalizzato a costruire delle iniziative trasversali e comunque utili alla categoria. 

SEGRETERIA NAZIONALE – SETTORE TELECOMUNICAZIONI         snaterti@tin.it
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