| mercoledi 28 febbraio 2007 comunicato segreteria nazionale |
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ADERENTE CISAL
APPALTI: 18000 LAVORATORI A RISCHIO
L’incontro tenutosi fra DG Telecom e delegazione nazionale SNATER il giorno 26/2/2007 sul contratto d’impresa (appalti), era sicuramente di carattere informativo ed altrettanto sicuramente l’azienda aveva l’obiettivo di “tranquillizzare” la controparte sindacale, allarmata sia per il nuovo modello organizzativo, varato lo scorso 22 gennaio, che ha collocato il settore operativo del mondo CSA (CSU, 191.2, FOM, Mass Market) fuori dalle divisioni operative, sia per il contestuale affidamento di buona parte delle rispettive attività in appalto.
Il nuovo cosiddetto “contratto d’impresa” prevede l’assegnazione dell’attività prevalente di “assurance” a 8 ditte, mentre l’attività di “delivery” dovrebbe essere mantenuta dal personale sociale. Il contratto con le otto imprese non sarà più regolato con la logica del pagamento “a pezzo”, cioè del lavoro effettivo, ma per canone, in sostanza con un lavoro forfettario pianificabile nell’anno dalle rispettive imprese.
L’azienda ha cercato di fugare i dubbi e le perplessità della delegazione SNATER, sostenendo che non vi è alcuna “convivenza” fra il nuovo modello organizzativo aziendale ed il contratto con le imprese sugli appalti e che, in questa prima fase applicativa, è possibile riscontrare qualche situazione di “ferma” del personale sociale, specialmente in quelle aree dove è minore l’attività di delivery e quindi di sviluppo impianti, o nei CSU con organici sopra i “parametri standard”. Tentando di sdrammatizzare, l’Azienda ha dichiarato con il sorriso sulle labbra che alcuni servizi che erano propri della Telecom, tipo la manutenzione degli impianti, oggi vanno in mani “sicure”. Prendendo atto che in questa prima fase le attività non sono ripartite equamente, la Telecom si è impegnata a rivedere l’operatività con le imprese per ogni singolo CSA, in funzione della manodopera sociale (MOS).
SNATER ha pure sollevato perplessità su questo progetto per la cessione alle imprese dell’attività gestionale interna, sistema WFM compreso, innescando di fatto un oggettivo problema di privacy e di rapporto diretto da parte di terzi con la clientela .
Nonostante l’impegno aziendale di incontri territoriali con le RSU su questo argomento, SNATER non può condividere un processo che, di fatto, isola un settore operativo strategico che, piaccia o non piaccia, è l’ultimo baluardo di un servizio pubblico essenziale per il paese.
E’ inoltre importante non sottovalutare il fatto che i nuovi appalti sono divenuti operativi con il primo di gennaio di quest’anno, quindi prima dei nuovi assetti aziendali varati con il C.d.A. del 22/1/2007. Infine, poiché la stessa Telecom ha dichiarato che l’attuale “contratto d’impresa” è frutto di due anni di studi, risulta ancora più preoccupante che un simile progetto, ufficialmente concepito per ottimizzare il lavoro, vada a creare situazioni di inattività negli stessi reparti aziendali.
Per quanto riguarda le attività dei portanti fisici in rame, SNATER ha dichiarato la sua totale contrarietà al progetto che, prevedendo l’esternalizzazione di queste attività alle imprese, sopprimerebbe la professionalità, acquisita con anni di esperienza, di 850 giuntisti, con ulteriori e sgradite mobilità professionali e magari anche territoriali. A questo punto l’azienda, ha ammesso la difficoltà ad attuare questo processo, poiché le imprese non sarebbero sufficientemente attrezzate per queste attività, specialmente per la localizzazione del guasto, ed ha dichiarato candidamente che non sa quale sarà il futuro di queste lavorazioni e dei giuntisti.
SNATER ha posto pure il problema delle ricadute professionali e di come impatterà questo processo sulle future attribuzioni dei prossimi quinti livelli, fermo restando che SNATER ha fin dall’inizio criticato il relativo accordo sindacale del luglio 2006, che non garantisce trasparenza (graduatorie e punteggi), ma avalla una forte discrezionalità dell’azienda.
Al termine dell’incontro, lo SNATER ha manifestato la propria insoddisfazione per i contenuti emersi, che mettono fortemente a rischio il futuro di 18000 lavoratori, esponendoli a massicci esuberi o nella migliore delle ipotesi ad una forte dequalificazione professionale. SNATER completerà il percorso nei territori con le proprie RSU e strutture regionali per verificare fino in fondo le effettive possibilità di revisione del progetto.
Sfidiamo le organizzazioni sindacali confederali ad esprimere con chiarezza le proprie intenzioni nel merito della vicenda, invitandole a schierarsi a fianco dei lavoratori per battere almeno questo preoccupante disegno aziendale.
Per queste ragioni SNATER è disponibile a concordare iniziative di contestazione unitarie sia a livello nazionale che regionale.
LA SEGRETERIA GENERALE
LA SEGRETERIA NAZIONALE
Roma, 27 febbraio 2007
SEGRETERIA
NAZIONALE – SETTORE TELECOMUNICAZIONI
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