lunedi 29 novembre  2007  comunicato  segreteria generale         

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S. N. A. TE. R.

                      Segreteria Generale

 

   
Prot. CO/58
Roma, 26 novembre 2007
   
    -    Al Comitato Direttivo Nazionale

-        Ai lavoratori tutti

Loro Sedi

                                                            Intercettazioni Telefoniche:

confermati i più neri sospetti e la necessità di cambiare 

La RAI ed il servizio pubblico radiotelevisivo sono ancora al centro di un grosso scandalo che contribuisce a deteriorare il ruolo e l’immagine dell’Azienda incaricata dallo Stato di gestire un servizio pubblico importante per la crescita della democrazia e della libertà nel nostro Paese. 

Potrebbe al limite non interessarci, almeno a noi lavoratori iscritti allo SNATER, il rimpallarsi di accuse di favorire questo o quello schieramento partitico (che pure emerge con chiarezza dalle intercettazioni e che rilanciano con forza il problema del conflitto di interessi) perché non ci si meraviglia più di tanto della bagarre accesasi sulla parte politica delle intercettazioni. 

La Segreteria Generale del Sindacato invece esprime fortissima preoccupazione per la situazione generale dei vertici della RAI per la permanenza nelle cariche dei cinque consiglieri d’amministrazione rinviati a giudizio per abuso di ufficio aggravato fatto che parrebbe dimostrare una connivenza strutturata di dirigenti del servizio pubblico con quelli del concorrente privato (a vantaggio del padrone di quest’ultimo e non solo) con i quali parrebbe concordare programmi, palinsesti, censure perfino su fatti delicatissimi e per i quali il servizio pubblico avrebbe dovuto, e non lo ha fatto, offrire ai cittadini ed agli abbonati un servizio migliore, libero e completo. 

Ci domandiamo: cosa ci si aspetta da un Consiglio di Amministrazione rinviato a giudizio per abuso di ufficio aggravato? Che prenda qualche provvedimento? Pia illusione. Cosa ci si aspetta da un Presidente che nonostante le sollecitazioni scritte del Sindacato non ha ritenuto di costituirsi parte civile a nome della RAI per recuperare almeno le somme delle multe irrogate dall’Autority (15 milioni di euro) e dalla Corte dei Conti (35 milioni di euro) per la vicenda della nomina di Meocci? Cosa ci si aspetta da un Ministro del Tesoro, unico proprietario della RAI, che dopo un anno e più di attesa, sostituisce Petroni con Fabiani esponendo quest’ultimo, degnissima persona, ad una figura barbina vedendosi reintegrato dal TAR colui che in teoria ha sostituito? 

Cosa ci si può aspettare da Organizzazioni Sindacali e Professionali che qualche mese fa, dopo un quantomeno compiacente ordine di servizio, abbandonano il campo unitario per offrire collaborazione ed aiuto ad un Consiglio di Amministrazione di cui sopra ed autore delle nomine intercettate? 

Lo SNATER ritiene che debbano essere attuate le seguenti iniziative se si vuole davvero evitare che il servizio pubblico precipiti nel baratro: 

1)     immediata sospensione dagli incarichi di tutti i dirigenti della RAI intercettati per contiguità con il concorrente privato. Ciò in attesa dei risultati dell’inchiesta opportunamente disposta dal direttore generale Cappon ed alla quale, secondo noi, dovrebbe affiancarsi un’altra indagine condotta da persone esterne alla RAI; 

2)     immediato azzeramento dell’attuale CdA e conferimento all’attuale D.G. o ad altra persona di un incarico di guida e gestione della RAI per il tempo necessario al Parlamento per modificare i criteri di nomina degli amministratori dell’azienda; 

3)     rapidissima soluzione della problematica di Endemol mirante alla rescissione del contratto in essere e che se mantenuto aggraverebbe la situazione di dipendenza del servizio pubblico al concorrente privato che estenderebbe il suo prepotere anche al settore dell’intrattenimento. 

In conclusione confermiamo che lo SNATER non potrà mai tacere su questa grave situazione che se non sanata potrebbe provocare lo sfascio del servizio pubblico. 

    Il Presidente
Giovanni Ghidini
     

Il Segretario Generale
Antonio Lovato

     

La Segreteria Generale
Adriana Pittino
Gianni Miggiano
Piero Scaldaferri
Roberto Conti
Bruno Brandoni