martedi 20 marzo 2007  comunicato  segreteria nazionale         

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ADERENTE CISAL
Roma, 19 marzo 2007

 

AAA TELECOM VENDESI

 

Queste ultime giornate hanno visto un eccesso di dichiarazioni e Archivio Comunicati sui futuri assetti proprietari Telecom.

Le organizzazioni sindacali confederali si dichiarano favorevoli ad una partecipazione bancaria nel capitale Telecom pur di salvaguardarne l’italianità: peccato che a suo tempo il loro silenzio è stato determinante per la vendita di Omnitel a Vodafone o per il passaggio di Wind a quella stessa proprietà egiziana che oggi sta esternalizzando i lavoratori. Per non parlare, inoltre, del silenzio sull’Opa della Suisscom su Fastweb. Del resto non stupisce più di tanto la fiducia del sindacato verso quel sistema bancario con il quale oggi cogestisce i fondi pensione. 

C’è poi la dichiarazione non interventista del Ministro delle Comunicazioni Gentiloni che, pur dicendosi non indifferente al destino di Telecom (ma non era un’azienda strategica?) di fatto manifesta la sua totale indifferenza dichiarando che comunque bisogna lasciare lavorare il mercato e che il governo non intende pilotare soluzioni per Telecom.

Ci sono poi le dichiarazioni del Ministro delle Attività Produttive Bersani, che da un lato confida che le banche italiane possano subentrare a Tronchetti e dall’altro rimbrotta gli imprenditori italiani per non essere all’altezza della sfida economica: peccato che proprio Bersani, il quale ricopriva lo stesso dicastero durante il governo D’Alema, è stato uno dei più fervidi sostenitori dell’OPA di Colaninno, che ha coperto di debiti Telecom, ma reso felici le banche italiane e  l’Unipol di Consorte, oggi sotto inchiesta.

SNATER non può che condividere l’intervento del  Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, che nel suo blog ha attaccato il management di Pirelli e ha commentato che l'eventuale uscita del gruppo da Telecom “.…è l'ultima puntata di una privatizzazione iniziata male, indebitando l'azienda, e finita peggio. Telecom è strategica per lo sviluppo del Paese e certo non si può permettere alla Pirelli un'asta al buio, al miglior offerente, chiunque esso sia, senza che siano fatte le doverose valutazioni sull'occupazione e sulle strategie che questa scelta può comportare”.   Di Pietro ha poi sottolineato che “…negli ultimi anni abbiamo assistito a un'azienda che ha distribuito la quasi totalità dei dividendi ai suoi azionisti, mantenendo e aumentando il proprio debito e procrastinando così investimenti necessari. Una condotta a mio avviso irresponsabile. La Telecom – ha concluso il Ministro -  è un esempio di come le privatizzazioni senza regole e senza vincoli conducano solo a un peggioramento del servizio e impoveriscano il sistema Paese. Spero che questa esperienza serva da insegnamento per il futuro”.

In questo contesto, piuttosto che per la difesa della presunta italianità delle aziende (e comunque contro le reticenze imposte dalla globalizzazione), SNATER auspicherebbe per una battaglia atta a garantire il controllo da parte dello Stato del servizio pubblico delle telecomunicazioni  a salvaguardia dei diritti dei cittadini-utenti, mettendo in campo tutto il possibile per difendere l’occupazione in Telecom.

 

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