| mercoledi 25 luglio 2007 comunicato segreteria nazionale |
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TORNANO IN TELECOM I CTS
Il 23/7/2007, presso l’Unione Industriali di Roma, si è formalmente aperta la procedura di cessione di Tecnosis a Telecom Italia, che vedrà il reinserimento in azienda dell’attività di security dei CTS (Centri Territoriali di Sorveglianza). Ai 104 lavoratori delle nove sedi interessate, l’azienda proporrà in via transattiva una somma lorda di 3000 euro per la mancata corresponsione del PdR dal 2005 ad oggi; tale proposta sarà maggiorata di ulteriori 2000 euro per i lavoratori che avevano intrapreso la via giudiziale.
Le aziende presenti nell’illustrare tale operazione hanno parlato di variazione del disegno industriale Elsag – Finmeccanica, di "problemi" dell’attività di security benché non core business, delle crescenti controversie legali.
Il ritorno dei CTS in Telecom era un obiettivo dello SNATER e dei lavoratori, obiettivo che oggi viene raggiunto.
Correttamente SNATER non pretende di assumersi i meriti di questo risultato positivo, determinato sicuramente da una serie di eventi fra loro collegati, non ultime le note
vicende sulle intercettazioni vissute sotto la precedente gestione, che determinarono un pesante danno d’immagine, hanno probabilmente indotto Telecom a riprendersi tutte le attività di security. Anche i crescenti ricorsi legali, spesso patrocinati dallo SNATER, stavano diventando un problema. Nel corso del dibattimento che ha portato alla prima sentenza positiva di Trieste erano già emersi elementi tutt’altro che trascurabili, come il raggiungimento nel 2005 di intese di cessione prima dell’avvio delle procedure, in violazione all’art. 47 della legge 428/90, o l’impegno preventivo fra le due aziende, cautelativamente previsto nel contratto di cessione, di rivedere le condizioni in caso di provvedimenti giudiziali avversi. Inoltre era ormai evidente che i beni ed i servizi ceduti nel 2005 non prevedevano alcuna autonomia funzionale ed organizzativa per Tecnosis, che oltre a Telecom non ha acquisito altri fornitori.Una cosa sola è certa:
nessun merito può andare a SLC FISTEL UILCOM, che sottoscrivendo gli accordi del 28/3/2000, 27/5/2002 e 12/11/2004 sul contenimento del costo del lavoro in Telecom Italia, hanno inequivocabilmentee condiviso processi devastanti per la categoria, assumendosi la piena responsabilità delle pesanti esternalizzazioni di questi anni. Bene hanno fatto i colleghi del CTS nel 2005 che, revocando compattamente il mandato a queste organizzazioni sindacali, hanno impedito la sottoscrizione di accordi di armonizzazione, che avrebbero potuto compromettere il raggiungimento dell’obiettivo odierno. Conseguentemente e forse strumentalmente, SLC FISTEL UILCOM non hanno al momento sottoscritto la procedura di legge, ma poco importa, perché i CTS torneranno in Telecom anche senza la loro firma.SNATER auspica che processi analoghi possano essere ripresi dall’azienda, non solo per necessità contingenti, ma anche all’interno di una nuova strategia d’investimenti e di recupero di risorse, professionalità e conoscenze, che riassorbendo i servizi ceduti, riaffiderebbe più funzionalità e dinamismo a questa azienda.
Roma, 24 luglio 2007
SEGRETERIA NAZIONALE
– SETTORE TELECOMUNICAZIONI snaterti@tin.it
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