| venerdi 14 settembre 2007 comunicato segreteria nazionale |
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ACCERTAMENTI DI IDONEITA’ PER I TECNICI
L’azienda ha dato avvio unilateralmente al "progetto" accertamenti di idoneità per i tecnici CSU. Viste le preoccupazioni dei lavoratori e dei loro rappresentanti, per quanto stava accadendo, si è vista costretta, dato le numerose sollecitazioni degli RSU territoriali, ad illustrare le modalità con cui sta procedendo nei confronti del personale tecnico, principalmente con più di 50 anni di età (ma non solo), all’accertamento dell’idoneità per le cosiddette salite in quota (scale e pali). Nelle spiegazioni aziendali si evinceva, che il progetto, deciso dopo comunicazione agli organi competenti nazionali sulla sicurezza del lavoro e in base all’art. 5 comma 3 della L.300 (Statuto dei Lavoratori) "…il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico" non aveva nulla di unilaterale, e perseguiva l’obiettivo di salvaguardare soprattutto i colleghi che, provenienti da vari reparti e a causa delle continue ristrutturazioni, venivano assegnati alle lavorazioni del CSU. Messa così, l’iniziativa appare come una forma di attenzione e di tutela dei tecnici più anziani, rispetto ad un’attività che potrebbe risultare pericolosa. Infatti, in caso di riscontrata inidoneità alla salita in quota, e quindi di idoneità parziale alla mansione, il Medico Competente ha l’obbligo di comunicare all’azienda che il lavoratore è "idoneo con prescrizione". In questo caso la prescrizione dispone di non adibire il lavoratore alla salite in quota che, non essendo un’attività prevalente, non pregiudica la mansione del lavoratore stesso.
Fin qui non ci sarebbe alcun elemento preoccupante, ma ci sono dei passaggi dubbi che SNATER non può sottovalutare:
• Perché si è scelto di "controllare" principalmente i colleghi con più di 50 anni e non tutti i lavoratori ?
• Perché il lavoratore non viene informato della visita con un sufficiente preavviso mediante uno scritto dove viene spiegato quale sia il "progetto", il suo fine, e gli esami ai quali dovrà sottoporsi? Invece nulla è dato a sapere al lavoratore e tutto si risolve in maniera frettolosa, con una comunicazione verbale all’ultimo minuto del proprio assistente. Questo atteggiamento poco chiaro è quantomeno discutibile.
• Perché, contestualmente alla visita, sono previsti accertamenti "invasivi" come un prelievo ematico e l’esame delle urine?
SNATER prende atto che, come avviene anche in fase preassunzionale, il datore di lavoro può avvalersi di prove "invasive" per accertare l’idoneità alla mansione, ma in questo caso pone comunque un problema di legittimità del prelievo. Il problema deriva, probabilmente, dall’esigenza di Telecom che ha richiesto alla struttura sanitaria di testare i lavoratori del CSU alla idoneità che fissa la salita in quota fino ad un’altezza di ben 21 metri,quando sappiamo che queste altezze vertiginose non vengono utilizzate in Telecom (al massimo per le lavorazioni di impiantistica i lavoratori hanno sempre usato la scala a pioli all’Italiana che raggiunge l’altezza di 10 metri e 33 cm). Evidentemente il protocollo medico deciso dalla struttura sanitaria per queste nuove esigenze, prevede una serie di esami clinici compreso l’esame ematochimico.
L’iniziativa può dar corso a spiacevoli conseguenze che vanno oltre alla semplice inidoneità alla salita in quota. Sappiamo benissimo quante e quali "notizie" può darci il prelievo ematico e un controllo delle urine. Basta un esempio: al lavoratore che la sera prima ha ecceduto in bevande alcoliche, può essere riscontrato comunque un tasso alcolico sopra i livelli consentiti anche il giorno dopo. In questo caso il medico della struttura, per una questione di privacy trattiene il referto, ma trasmette all’azienda un semplice responso di inidoneità a certe attività, fra le quali la guida dell’automezzo, con tutte le relative conseguenze. Senza contare poi il problema di tutela nei confronti dei lavoratori che risultassero essere diabetici.
E’ a questo punto lecito ritenere che tale iniziativa, presentata come necessaria per salvaguardare la salute dei lavoratori, possa invece rappresentare, più credibilmente, l’opportunità di "scremare" il personale, soprattutto quello con più anzianità e quindi meno appetibile sul mercato delle cessioni o per il prossimo nuovo gestore della rete indicato dall’AGCOM, o magari, più semplicemente, potrebbe rivelarsi uno strumento per indurre i colleghi più anziani al pensionamento anticipato o alla mobilità.
Su queste perplessità SNATER invita i lavoratori interessati a contattare preventivamente i rappresentanti sindacali.
Roma, 13 settembre 2007
SEGRETERIA NAZIONALE
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