| mercoledi 03 ottobre 2007 comunicato segreteria nazionale |
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S. N. A. TE. R. Segreteria Generale Prot. CO/53 |
Welfare: previdenza, mercato del lavoro e competitività
- la posizione dello SNATER -
Su queste tematiche il Governo e le Parti Sociali hanno in data 23 luglio 2007 firmato un Protocollo, poi sottoposto all’approvazione del Consiglio dei Ministri.
I lavoratori, già spettatori di molti dibattiti tra politici della maggioranza e dell’opposizione, nonché di svariati opinionleader delle varie emittenti televisive, saranno chiamati ad esprimere il loro consenso/dissenso nel prossimo REFERENDUM (!) dell’8, 9 e 10 ottobre prossimo .
La vicenda non può che lasciare perplessi per l’impostazione data, cioè:
1. i lavoratori vengono chiamati, come notai, quando tutto si è concluso, e non per la costruzione di un testo di proposte e richieste da presentare al Governo;
2. qualora dal Referendum uscisse un parere negativo il Governo e le Parti Sociali si risiederebbero al “tavolo” per nuove soluzioni? ed il Parlamento che dovrebbe legiferare in materia accetterà di sentirsi esautorato?
Senza dimenticare che ogni qualvolta i lavoratori sono stati chiamati ad esprimersi con responsabilità nel Referendum hanno sempre finito per rimetterci (vedi referendum del 1985 sul punto unico di contingenza che, a detta di CISL e UIL, avrebbe dovuto tutelare i salari dall’inflazione; tanto li hanno tutelati che ricordiamo: da giugno 2006 a luglio2007 i salari hanno perso il 5,88% del potere di acquisto).
Veramente un bel pasticcio all’italiana !
Si aggiunge, inoltre, il NO della FIOM e della “Rete 28 aprile” in seno alla CGIL, confederazione firmataria dell’accordo, esternato in modo palese e chiaro. Questo evento non accadeva da 60 anni!
Ma i lavoratori su cosa saranno chiamati ad esprimersi?
Riteniamo indispensabile informarli sui contenuti delle riforme (!!) previste dal Protocollo.
Previdenza
in questo capitolo sono stati trattati e definiti:
incremento delle pensioni basse (sociali, invalidità civile totale, ecc.) - dal 1° gennaio 2008 almeno a €580,00 per gli over 70 anni ed il passaggio alla copertura al 100% dell’inflazione, anziché al 90%, per le pensioni comprese fino a circa € 3.000,00 lordi;
lavori usuranti – la definizione di questi lavoratori sarà adottata da un’apposita Commissione che entro settembre ’07 li avrebbe dovuti individuare tra quelli previsti dal decreto Salvi del 1999, tra i notturnisti (almeno 80 notti l’anno) e quelli addetti alla cd. linea catena. Questi lavoratori avranno un beneficio di tre anni anagrafici per l’accesso alla pensione;
razionalizzazione degli enti previdenziali – entro il 31 dicembre ’07 il Governo varerà un progetto industriale che dovrà contenere la spesa di questi enti di 3,5 Mld di euro entro il prossimo decennio tramite interventi di sinergia delle spese di gestione;
finestre pensionistiche – la Commissione per i lavori usuranti ha anche il compito di ridefinire le “finestre” di uscita per la pensione previste in due: attualmente sono quattro;
coefficienti di trasformazione – entro il 31 dicembre ’08 un’apposita Commissione ridefinirà, con cadenza triennale, i coefficienti che adeguano le pensioni contributive naturalmente al ribasso!
misure previdenziali per i giovani – sono previsti interveti tesi a coprire figurativamente i “buchi” dovuti alla precarietà dell’occupazione, a riunire i vari contributi pensionistici, a rendere il riscatto della laurea più semplice e meno oneroso ed ad aumentare gradualmente il prelievo contributivo a carico dei parasubordinati (oltre ad essere precari);
applicazione di un contributo di solidarietà per gli iscritti e i pensionati dei Fondi speciali – ovvero per quanto concerne i lavoratori attivi ed i pensionati del Fondo dei Telefonici la solita Commissione definirà un ulteriore prelievo, non a carattere permanente, per coprire il deficit di bilancio;
ammortizzatori sociali – dovranno essere varate, essenzialmente, delle norme intese ad estendere le tutele a coloro che ne sono attualmente privi, ad unificare la CIG ordinaria e straordinaria, ad istituire un “Piano Nazionale per l’Invecchiamento Attivo” a supporto dei lavoratori ultracinquantenni, a riunire in un unico strumento l’indennità di mobilità e di disoccupazione.
Mercato del lavoro
Questa parte avrebbe, e diciamo avrebbe, dovuto modificare la cosiddetta legge Biagi, Legge 30 e Dlgs n.276/03, per i danni sociali e normativi sul lavoro che sta producendo.
Infatti l’eccesso di flessibilità/precarietà, l’abolizione delle norme sui subappalti (basti vedere i decessi sul lavoro per comprendere in che modo viene applicata dai datori di lavoro) ed avere ulteriormente esteso la possibilità di esternalizzare, consentendo di creare ad hoc rami d’azienda non dovendo essere più preesistenti, stanno disarticolando la nostra società.
Le iniziative riguardano principalmente una revisione degli incentivi all’occupazione per i quali il Governo dichiara di volersi impegnare orientandoli nei confronti delle donne, dei giovani e degli ultra-cinquantenni, quindi non più “a pioggia” ed intende, inoltre ridefinire la disciplina del contratto d’inserimento.
Il Governo e le Parti Sociali valuteranno modifiche ( quali ?), da apportare ai contratti di Apprendistato, a Termine, a Part Time, del Lavoro occasionale di tipo accessorio (piccoli lavori di tipo occasionale), del Lavoro a Progetto (co.co.pro.), dell’inserimento al lavoro dei disabili e di abrogare il contratto A Chiamata (lavori quando mi servi).
Inoltre per il comparto dell’Agricoltura si prevede una riforma dell’indennità di disoccupazione, prevedendo anche un contributo a carico dei lavoratori e di tenere sotto particolare attenzione il problema degli Appalti dell’Edilizia e della Cooperazione.
Competitività
Su questo capitolo il Governo ha dichiarato la volontà di procedere a sgravi fiscali sul costo del lavoro della Produttività di Secondo Livello (PdR) introducendone anche la pensionabilità delle relative somme erogate e restituendo ai lavoratori i contributi previdenziali a loro carico, mentre intende abolire la contribuzione aggiuntiva sugli straordinari (costeranno di meno alle aziende e quindi ne faranno maggior uso).
In ultimo quale “ciliegina sulla torta” abbiamo voluto trattare il capitolo dell’abolizione dello scalone, che è stato un forte elemento del programma e di propaganda elettorale dell’attuale governo.
Ebbene cosa è rimasto dell’abolizione? in pratica nulla: si è passati dallo scalone agli scalini. Sinora dei due parametri, contributi ed età anagrafica, solo il secondo era variabile mentre ora si è previsto di renderlo anche il primo. Infatti i contributi oscillano, legati all’età, tra 35 e 36 anni.
Riportiamo la tabella della riforma dello scalone per una maggior comprensione.
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Data |
Età anagrafica |
Contributi |
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1.1.2008 |
58 |
35 |
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1.7.2009 |
59 |
36 |
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60 |
35 |
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1.1.2011 |
60 |
36 |
|
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61 |
35 |
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1.1.2013 |
61 |
36 |
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62 |
35 |
Pertanto a guadagnarci rispetto alla Legge Maroni sono soltanto coloro che intendono andare in pensione entro giugno del 2009, poi i contenuti sono uguali allo scalone (legge Maroni) o addirittura peggiori.
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Quindi quale suggerimento lo SNATER può offrire ai lavoratori iscritti e simpatizzanti?
La Segreteria Generale nell’ultima riunione ha affrontato i temi e le soluzioni prospettate nell’accordo del 23 luglio 2007 tra il Governo e le c.d. Parti Sociali.
Ha preso amaramente atto che nessun problema riguardante il precariato ha trovato una qualche positiva soluzione. A parte il superamento del lavoro “a chiamata”, alla quale forma peraltro nessuna azienda ricorreva, le negatività previste dalle c.d. leggi Treu e Biagi sono rimaste intatte disegnando un futuro di lavoratori precari e ricattati. Anzi con la defiscalizzazione delle ore di straordinario ne si incentiva l’uso per ricoprire esigenze di produzione, limitando quindi le assunzioni. Inoltre la previsione di sottoscrivere transazioni presso l’Ispettorato del Lavoro dopo un certo numero di contratti precari può avere il solo obiettivo di favorire le Aziende nel caso di vertenze legali intentate contro di esse.
Mentre le parti negative dell’accordo partono da subito, le briciole positive verranno (quando??) definite successivamente.
Poi sulla tanto sbandierata abolizione della legge Maroni sulle pensioni ed in particolare del famigerato scalone, la Segreteria Generale ha preso atto che anche in questo caso nulla in concreto è cambiato. A parte il leggero miglioramento per coloro che andranno in pensione entro il giugno 2009 (circa 100.000 lavoratori) tutto il resto è rimasto uguale se non, in diversi casi, peggiorato.
La Segreteria Generale giudica infine intollerabile che qualche segretario confederale (in particolare Epifani) lanci attraverso stampa compiacente moniti ai lavoratori qualora votassero contro l’accordo da lui sottoscritto (crisi di governo, ripristino dello scalone previsto dalla legge Maroni, …).
Lo SNATER invita, quindi, i propri iscritti e simpatizzanti a votare compatti un NO chiaro e netto avverso l’accordo al fine di riaprire un confronto sulle tematiche trattate.
LA SEGRETERIA GENERALE