| lunedi 04 febbraio 2008 comunicato segreteria nazionale |
sindacato sciopero callcenter call center telecom telecomunicazioni tlc contratto rsu

Roma, 29 gennaio 2008
1254 e 119
Ormai da molto tempo la situazione di incertezza del futuro pervade i lavoratori di Telecom Italia, infatti ad ogni cambio di proprietà, cosa molto frequente ed imbarazzante, lo scenario di “cosa accadrà” si ingarbuglia ed addirittura le scelte strategiche aziendali possono ribaltare il tutto.
In questo scenario si trovano, in primis, i circa 18.000 lavoratori della Rete con lo spettro dell’esternalizzazione, fatto che se avvenisse non potrebbe non avere forti riflessi sul restante personale addetto alla parte commerciale.
Inoltre i Lavoratori e le loro associazioni sindacali sono in attesa del previsto Piano Industriale che dovrebbe vedere la luce il 7 di marzo p.v. e fornire a tutti, per quanto possibile, un orizzonte un po’ più definito.
SNATER in questo marasma ha incontrato l’azienda su due servizi specifici, ritenuti molto critici, il “1254” e quello mobile “119” con i numeri verdi collegati, proprio nella consapevolezza dei problemi anche strutturali e nella speranza che negli indirizzi del prossimo P.I. vi siano le risposte per la soluzione delle criticità insite in questi servizi.
La scelta della Politica di liberalizzare il servizio “12” facendolo diventare da Servizio Universale (tariffa) a Servizio Commerciale (prezzo) nella convinzione che ciò avrebbe determinato per il cittadino un vantaggio sia economico che di qualità del servizio ricevuto è stata, a nostro avviso, decisamente fallimentare.
Scelta osteggiata dallo SNATER, che denunciò all’Authority, di fronte all’inerzia di Telecom, le campagne pubblicitarie delle concorrenti emergenti, basti ricordare i due biondissimi gemellini, la scimmietta, ecc., per poi inviare, inutilmente, anche alla Commissione parlamentare un progetto di salvaguardia del servizio pubblico.
Più volte abbiamo dichiarato la necessità per lo Stato di gestire e controllare il Servizio Universale, infatti è impensabile che un cittadino debba pagare “a tempo” un’informazione concernente numeri di assistenza pubblica come polizia, carabinieri, ospedali, ministeri e via dicendo;molto semplicemente lo avrebbe potuto “appaltare” alla Telecom.
Ora a distanza di due anni dalla liberalizzazione (e da che ? visto che il cittadino pagava un’informazione circa 50 centesimi, mentre ora circa un euro e mezzo) il volume di traffico si è ridotto ad un quinto, le aziende erogatrici del servizio si sono ridotte praticamente a tre con scenari futuri incerti.
Il Servizio “12” divenuto nel frattempo “1254” e “892412” ha subìto una rivoluzione organizzativa a seguito dell’introduzione dei “moduli”, che a nostro parere hanno solo complicato pesantemente la vita lavorativa degli addetti (es. cambi turno) con una gestione personalistica dei capiturno e con la rivisitazione degli orari di lavoro, riducendo o allungando l’arco orario. Qualora l’azienda insistesse sull’organizzazione a moduli SNATER ha suggerito che venga effettuata la rotazione periodica dei supervisors e la possibilità di poter effettuate cambi di modulo su base volontaria ed alla pari, favorendo ad esempio eventuali problemi logistici (chi abita vicino) ed altri a carattere sociale.
Inoltre i lavoratori notturnisti sono stati inseriti nel telelavoro, l’organico nelle sale con quello in telelavoro si è quasi equilibrato, il totale degli addetti sono circa 900.
Il dato preoccupante è la quantità di traffico, in particolare quella del fisso, che si è ridotta notevolmente dando la stura a preoccupanti scenari di possibili chiusure e/o esternalizzazioni.
L’azienda, preso atto di quanto esposto, ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di cedere il servizio, ma di volerlo rivalutare con nuovi prodotti e con una diversa gestione, lavorando su campagne pubblicitarie orientate a target precisi e sull’organizzazione del lavoro.
Per quanto concerne l’organico l’intenzione è quella di procedere ad una graduale riduzione degli addetti delle sale, chiudendo le meno significative.
Per quanto concerne il sistema a moduli la motivazione aziendale è che si è trattato principalmente di costituire una organizzazione più funzionale nel rapporto gerarchico e come effetto un contenimento di costi, mentre per gli orari sono previsti margini di miglioramento.
Viceversa per il servizio “119” ed i numeri verdi collegati l’analisi è del tutto ribaltata, infatti dalla fusione per incorporazione di TIM in Telecom il tutto, ad eccezione anche qui della solita organizzazione a moduli, è rimasto invariato anche se accentuato nelle problematiche causa l’acquisizione dei metodi massificati di Telecom.
A tutt’oggi l’organico è sbilanciato rispetto alla curva di traffico che non riesce ad essere soddisfatto completamente, quindi ancora un servizio in sviluppo sia tecnologico che commerciale.
La questione centrale denunciata è soprattutto la gestione, i problemi sono numerosi e si deciso di focalizzarsi su quelli più pressanti.
La condizione di restrittività nella quale lavorano i colleghi del 119 nel dover dare risposte ai problemi dei clienti e vendere in 300 secondi e svolgere il rimanente lavoro fuori linea in 40 secondi.
Questi tempi non sono indicativi, come asserisce l’azienda, ma medi cioè se con un cliente hai utilizzato più tempo con i successivi devi recuperare il tutto viene controllato attraverso il sistema operativo utilizzato dagli operatori: CCRM sistema che non è mai stato oggetto di accordo con il sindacato.
Tale sistema permette, inoltre, il controllo di tutti i tempi lavorativi attraverso dei codici (blocchi) e se il lavoratore non adempie anche per la sola dimenticanza viene prontamente ripreso dall’assistente di sala .
E’ chiaro che non è concessa nessuna autonomia, ma si chiede a questi lavoratori in queste condizioni di essere sempre più dei venditori.
Altra problematica concerne i sempre più frequenti cosiddetti errori in busta paga che derivano anche dalla impossibilità di poter adempiere a quella che è una direttiva aziendale, e cioè inserire i propri giustificativi in un sistema informatico chiamato SSHR, in quanto non è previsto un tempo ad esso dedicato.
Si è anche segnalata l’esigenza che alcuni lavoratori hanno di poter trasformare il proprio rapporto di lavoro da full-time a part-time, richiesta che non trova accoglimento neanche in presenza di riorganizzazione con conseguenti passaggi che l’azienda fa da part-time a full-time, quindi senza recare stravolgimenti organizzativi.
Il non accoglimento in questo quadro appare quanto meno inspiegabile.
Infine si è parlato anche di quello che sta accadendo a Bologna, ossia il trasferimento di circa 600 lavoratori in una nuova sede sprovvista di mensa.
Si è ribadito che la maggior parte di questi lavoratori ha solo 30 minuti di pausa pranzo per cui diventa impossibile il solo ipotizzare di uscire dalle sede per consumare il pasto, senza considerare che la nuova sede è al centro di Bologna per cui con il valore del nostro ticket si riesce a comprare solo 1 panino, ciò significa che un congruo numero di lavoratori è nell’impossibilità di consumare un pasto caldo con i conseguenti danni alla salute che tutti possiamo immaginare.
La mancanza della mensa è da ricondursi solo alla solita politica di contenimento dei costi attuata a discapito di chi lavora.
L’azienda, prendendo atto delle lamentele, ha voluto precisare che, secondo lei, non si tratta di un fenomeno generalizzato e quindi ha espresso la disponibilità a cercare di sanare le situazioni specifiche.
Infine, pur prendendo atto che, Telecom, in quanto ex monopolista, è “bersagliata” costantemente dai Garanti (Comunicazioni, Concorrenza e Privacy) più degli altri concorrenti ed a prescindere dagli assetti che scaturiranno dal piano industriale di marzo, SNATER confida che i nuovi vertici aziendali vorranno finalmente procedere ad un processo di “umanizzazione” del lavoro, che ponga realmente al centro le persone, intese come lavoratori e clienti, da troppo tempo vittime di regole frenetiche e poco trasparenti.
La Segreteria Nazionale
SEGRETERIA
NAZIONALE – SETTORE TELECOMUNICAZIONI snaterti@tin.it
Via Dardanelli, 13 – 00195 ROMA Tel. 06.3720095, 06.3720096 Cell. 346.7057833 – Fax
06.37514885
www.snatertlc.it