mercoledi 30 gennaio 2008  comunicato  segreteria nazionale         

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Roma, 28 gennaio 2008 

E………………TRE !!!

E’ vero che il famoso adagio recita “non c’è due senza tre”, ma dopo i famigerati accordi sull’utilizzo del WFM per i tecnici e del CRM SIEBEL per i lavoratori addetti ai call center, si sperava che fosse solo un modo di dire e che le esigenze aziendali sul controllo dell’attività lavorativa fossero esaurite. 

Invece il 21 gennaio 2007 è stata firmata [... vedi] un’Ipotesi di Accordo sulla “video sorveglianza dei permutatori” tra Telecom Italia ed il Coordinamento delle RSU, assistite dalle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL, SLC, FISTEL e UILCOM. 

Quanto avvenuto riconferma la strategia aziendale in tema di Relazioni sindacali, ovvero, da qualche anno, a seguito della difficoltà aziendale di far “passare” senza conflittualità ed in modo soddisfacente, naturalmente per lei, modifiche di turnazioni e/o di assetti organizzativi con le RSU territoriali, elette direttamente dagli stessi lavoratori ai quali si riferiscono tali accordi, ha escogitato un meccanismo a carattere nazionale che scavalca e bypassa, di fatto, le trattative e le relative mediazioni-decisioni con le RSU territoriali. 

Ciò poiché le RSU territoriali sono indiscutibilmente “più sensibili” alle istanze ed alle lamentele dei lavoratori loro colleghi e, poi, qualcuno che firma senza porsi tanti problemi per qualche osservatorio bilaterale in più si trova sempre.  

Questo meccanismo è particolarmente odioso se riferito all’art.4 della legge 300/70, Statuto dei Diritti dei Lavoratori, con cui il legislatore ha chiaramente negato la possibilità del datore di lavoro di ricorrere a strumenti tecnologici per controllare esclusivamente l’attività lavorativa, ma, anche, a quegli apparati che, se istallati per esigenze organizzative, produttive e sicurezza del lavoro, sia anche possibile controllare  a distanza l’attività lavorativa. 

Lo stesso articolo consente che ciò avvenga solo dietro l’accordo con le RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali), attualmente sostituite dalle RSU, elette e  costituite a livello territoriale e NON nazionale, in difetto di accordo con l’Ispettorato del Lavoro sempre anch’esso territoriale. 

Nel merito dell’Accordo: si sono tirate in ballo situazioni di “vandalismo” e di sicurezza per i lavoratori addetti, esigenze scoperte strumentalmente solo ora da chi ha deciso di utilizzare senza controllo per la manutenzione dei permutatori ditte appaltate e subappaltate. Non basta avere telecamere esterne e porte di accesso comandate solo da badge individuale ??? La Polizia e la Magistratura dopo le tempestive denunce possono fare tutte le opportune indagini con tutti i mezzi, perfino con le intercettazioni ! 

Quindi che necessità vi era di un ulteriore mezzo invasivo di controllo,  se non controllare  l’attività lavorativa dei propri dipendenti ??? 

SNATER, da sempre contrario a questi “giochetti”, invita caldamente i lavoratori a votare un secco NO alle previste assemblee di ratifica. 

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