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Roma, 29 aprile 2008
TURNI per i livelli direttivi?
NO GRAZIE!
Negli ultimi incontri con l’azienda ci troviamo sempre più spesso di fronte a delle riorganizzazioni che prevedono turnazioni per i cosiddetti livelli cosiddetti “direttivi”. Il perdurare di queste richieste e le forti pressioni esercitate dall’azienda sui singoli lavoratori ci portano a denunciare una situazione che, avendo tutti i contorni di un’angheria che stravolge un equilibrio precedentemente instaurato, sta facendo montare il malumore in tutta la categoria.
Il CCNL e la normativa vigente, come già riportato in altri comunicati, definiscono per i ruoli “direttivi” l’autonomia decisionale nelle modalità con cui erogare la prestazione lavorativa giornaliera, svincolandoli da un orario prefissato.
Questa peculiarità esclude l’inserimento in una turnazione di un 6° o 7° livello.
Ricordiamo che la definizione di “livello direttivo” è stata inserita nel CCNL del 2000 per non riconoscere più le prestazioni di straordinario dei 6° livelli, portando a casa un bel risparmio.
E’ evidente che è fin troppo comodo e pretestuoso utilizzare questa peculiarità solo a proprio favore (non pagare gli straordinari e le indennità) e non ritenerla più valida quando si tratta di riconoscere un diritto ad un lavoratore (autonomia nella gestione della prestazione).
L’azienda dovrebbe interrogarsi sul rapporto di fiducia che dice di avere con questi lavoratori visto che decide che questi debbano essere sottoposti ad orari rigidi.
La mancanza di coerenza e chiarezza è tipica nell’atteggiamento ricorrente di questa azienda verso queste figure professionali con cui gioca scorrettamente facendo leva sul senso del dovere per poi rifilar loro delle belle “fregature” come quella della “timbratura unica”.
Anche qui l’azienda da una parte riconosce l’autonomia gestionale dei livelli direttivi, asserendo di richiedere solo una timbratura per attestare la presenza (magari attestata anche da una apposita lettera autografa dal responsabile delle RU), dall’altra parte intima al personale di portineria, pena provvedimenti disciplinari, di richiedere a tutto il personale senza distinzione la timbratura anche in uscita.
L’azienda così non solo registra questa seconda timbratura ma tenta anche di utilizzarla come arma di pressione nei confronti di chi, magari anche solo sporadicamente, esce dall’ufficio in piena autonomia prima dell’orario base, non considerando che la legge vigente consente il conteggio dell’orario come media nell’arco di sei mesi (vedi recenti sentenze).
In sintesi l’azienda deve smetterla con questa politica gestionale ambigua e opportunista che considera da un lato questo personale come risorsa professionalmente pregiata e dall’altro lo spreme per ottenere l’ennesimo risparmio, cessando di esercitare pesanti pressioni personali sui quei lavoratori che non accettano di veder calpestati i loro diritti.
SNATER, comunque, non si esimerà dal rivolgersi alle autorità competenti per il ripristino dei diritti dei lavoratori e, come sempre, si mette a disposizione di quei lavoratori che, vedendo lesi i loro diritti, vogliano intraprendere iniziative a loro tutela.
La Segreteria Nazionale SNATER T.I. Sparkle
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SEGRETERIA NAZIONALE SPARKLE –
SETTORE TELECOMUNICAZIONI
snatersparkle@virgilio.it
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