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Roma, 9 aprile 2008 

TELEMACO E LA REVERSIBILITA’

Risulta ancora incomprensibile come il problema legato alla reversibilità, ovvero la pensione che alla morte del lavoratore pensionato spetta ai componenti del suo nucleo familiare, nel Fondo Telemaco (art.12 c.3 dello Statuto) non sia stato ancora risolto. 

Considerato che i Fondi pensione Integrativi sono stati costituiti nella previsione di essere, per il futuro, la seconda gamba della previdenza dei lavoratori, i quali accantonano parte del salario e parte, o tutto a partire dal luglio 2007, il TFR maturato. 

Riportiamo, a proposito, una dichiarazione eloquente del Presidente del fondo Telemaco: ”A fronte di questa situazione non brillante (ndr. riferimento all’andamento dei risultati dell’ultimo anno), non si può fare a meno quindi di interrogarsi se la scelta fatta da ciascuno di noi di aderire alle forme pensionistiche complementari possa valutarsi positivamente, in relazione agli obiettivi che ci si è posti: la creazione del secondo pilastro pensionistico, per avere poi alla cessazione dell’attività un tenore di vita allineato a quello che si aveva durante la vita lavorativa, e che ormai la pensione pubblica non sarà più in grado di garantirci come avveniva nel passato”. 

Non vogliamo ritornare sulle considerazioni che abbiamo abbondantemente espresso nel passato sulla costituzione dei Fondi pensione integrativi creati per controbilanciare la decisione di ridurre la previdenza pubblica,  scaricandone la quasi totalità dei costi sui lavoratori, ma solo sulla questione mai chiusa della reversibilità di Telemaco. 

Se il fondo deve essere visto come una pensione integrativa a quella pubblica, deve avere le stesse regole e quindi deve anche essere reversibile, considerato che il maggior finanziamento deriva dal TFR che in ogni caso verrebbe fruito dal lavoratore o, malauguratamente, alla sua morte dagli eredi e non incamerato in un fondo come, al contrario, accadrebbe al suo vitalizio nel caso di Telemaco.  

Cogliamo l’occasione dell’elezioni per il rinnovo delle cariche nel Fondo Telemaco per sollecitare i lavoratori soci a chiedere a gran voce ai futuri componenti del CDA di risolvere questo annoso e pesante problema. 

Se al contrario, nessuno se ne vorrà far carico, è bene che i lavoratori associati, sensibili a questo problema, sappiano che una soluzione esiste: 

uno o due anni prima della quiescenza, per non perdere nel frattempo la quota aziendale, pari 1,2%, i lavoratori associati possono trasferire la somma accantonata in Telemaco ad un altro fondo (art.12 c.1 dello Statuto) che contempli anche la reversibilità, in questo modo ………….. “passata la festa gabbato lo santo”. 

La Segreteria Nazionale 

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