martedi 26 settembre 2006  comunicato stampa nazionale         

3 ottobre 2006
Sciopero Nazionale del Gruppo Telecom

Manifestazione Nazionale A ROMA

Ore 10.30 da p.zza della Repubblica

La decisioni assunte dal Cda di Telecom Italia l’11 settembre u.s. e il successivo “cambio di guardia” avvenuto ai vertici, con le dimissioni di Tronchetti Provera e il subentro di Guido Rossi, aprono scenari inquietanti sul futuro della più grande azienda delle telecomunicazioni, sulle prospettive occupazionali dei suoi dipendenti e di quelli dell’intero indotto.

Non è solo la svolta a 180 gradi contenuto nel riassetto proposto da Tronchetti Provera a sconcertare (appena un anno fa l’integrazione fisso- mobile, ora lo scorporo, in vista della successiva vendita, della TIM e della Rete di telefonia fissa, con l’obbiettivo di trasformare quel che rimarrà di Telecom Italia in una improbabile “media company”), piuttosto è la totale inaffidabilità dimostrata da questo vertice nei 5 anni trascorsi alla guida del gruppo.

Dal 2001 l’attuale management a guida Pirelli ha presentato almeno tre altri diversi piani industriali, sempre regolarmente disattesi. Solo cortine fumogene per distogliere l’attenzione sull’unico vero piano, quello finanziario, con il quale Tronchetti, attraverso la progressiva alienazione dell’intero patrimonio aziendale, intendeva ripagare l’enorme quantità di debiti accumulati in capo a Telecom e nelle diverse altre società a seguito della scalata.

Un piano già in parte realizzato con la vendita dell’intero patrimonio immobiliare dell’ex aziende pubbliche delle comunicazioni (buona parte del quale finito nel portafoglio di Pirelli Re), con la cessione di intere aziende e di tanti presunti rami aziendali senza però produrre, incomprensibilmente, nessun effetto positivo sui livelli del debito. Il piano di riassetto dell’11 settembre appare, quindi, come estremo tentativo di soffocare le “voci”, sempre più forti, che accreditano anche per Telecom Italia una precipitazione degli eventi simile al CRAC di Parmalat.

Anche nel nuovo riassetto non si intravede nessun vero piano industriale: la riorganizzazione è propedeutica esclusivamente alla successiva vendita a pezzi di Telecom Italia per fare cassa; ciò determinerà NECESSARIAMENTE ANCHE IL TAGLIO DI MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO. La fine di un percorso iniziato con l’infausta scelta di privatizzare le TLC, per la quale pezzi importanti dell’attuale maggioranza hanno pesanti responsabilità.

IL VERTICE DI TELECOM NON HA PIU’ NULLA DA DIRE!

LE TELECOMUNICAZIONI SONO UN BENE COMUNE DI TUTTO IL PAESE
CHE VA RIPUBBLICIZZATO.

QUANTO STA AVVENENDO OGGI E’ IL FALLIMENTO COMPLETO DELLE POLITICHE DI
PRIVATIZZAZIONI E PER QUESTO CHIEDIAMO CHE SUL “CASO TELECOM” L’ATTUALE
GOVERNO INTERVENGA PRIMA CHE TALE “PATRIMONIO” VENGA DEFINITIVAMENTE
DISPERSO SOTTO L’ATTACCO DEGLI SPECULATORI FINANZIARI.

Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Telecom, nonché delle aziende già esternalizzate (MP facility, Telepost, HP DCS, Accenture, TNT Logistic, TILS, Tecnosis, …), a scioperare uniti il 3 ottobre 2006 per l’intero turno lavorativo e a partecipare alla manifestazione nazionale a Roma che partirà alle ore 10.30 da P.zza della Repubblica per arrivare sotto le sedi del Governo.

PER IMPEDIRE CHE TELECOM ITALIA VENGA FATTA A PEZZI
PER SALVAGUARDARE L’OCCUPAZIONE
PER IMPORRE CHE I LAVORATORI GIA’ CEDUTI
VENGANO AL PIU’ PRESTO RIASSORBITI IN TELECOM

Cobas del Lavoro Privato/
Confederazione Cobas

Flmuniti/CUB SNATER
     
(fax 0677206060) (fax 0676983007) (fax 0637514885)
(tlc@cobas.it ) (flmuniti@tin.it ) (snaterti@tin.it )