| mercoledi 13 settembre 2006 comunicato stampa nazionale |

Roma, 12 settembre 2006
COMUNICATO STAMPA
I nuovi assetti del gruppo Telecom Italia assunti con le decisioni del C.d.A. dell’11 settembre stravolgono totalmente il piano industriale 2005 – 2007, smentendone gli indirizzi più significativi, come l’integrazione Tim – Telecom Italia, presentata come operazione indispensabile “per cogliere le efficienze derivanti dalla progressiva unificazione delle infrastrutture e dei servizi dei Customer Care” o per formulare “un’offerta al cliente unica, innovativa e competitiva”. Tale processo si è concretizzato solo nel febbraio del corrente anno, con l’esperimento sindacale delle procedure previste dalla legge 428/90 in caso di fusione per incorporazione di società.
In sostanza, quello che fino a ieri era considerato da Telecom indispensabile per il rilancio, oggi è repentinamente ritenuto superato, fino al punto di stravolgere tutto, con l’annunciato “spacchettamento” della telefonia mobile e della rete. Si tratta di un’operazione che, al di là delle tranquillizzazioni di rito, fa supporre imminenti vendite dei pezzi più pregiati della società.
Per queste ragioni SNATER ha richiesto un incontro urgente alla controparte.
Esperienza ci insegna che in queste occasioni sono sempre i lavoratori a subire le conseguenze negative, anche quando altri racimolano utili e dividendi.
Nella storia più recente di Telecom Italia lo Stato ha permesso troppo: una privatizzazione frettolosa, un’OPA con annesso indebitamento, il mancato utilizzo della “golden share”.
E’ ora che le Istituzioni
del Paese prendano una posizione chiara e decisa, per dare certezze ai
lavoratori e salvaguardare un’azienda nata e cresciuta con il contributo di
tutti gli italiani.
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La Segreteria Nazionale S.N.A.TE.R. | |
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( Fulvio Macchi ) |
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