| sabato 08 marzo 2003 notizie regionali |
VERTENZA 187, 187.3 e 191 di ROMA e LAZIO
L’ odissea dei
lavoratori di Telecom Italia S.p.A. sta continuando, anzi subisce ulteriori
accelerazioni, nell’ottica della dichiarata OTTIMIZZAZIONE,
RAZIONALIZZAZIONE e RIDUZIONE
dei costi, di cui quello del lavoro fa la parte del leone.
I Customer Care, prima i
191, ed ora i 187, stanno subendo la cura dimagrante dell’azienda, grazie a
quanto previsto dal vigente CCNL e
dall’Accordo nazionale del 16 gennaio
2003 sulla riorganizzazione di ”Service
Assurance in ambito Customer Care Residenziali e Rete, del presidio dei Clienti
Microbusiness, nonché dell’assetto del Customer Care Business, della funzione
di Servizi di Telefonia Pubblica e della Struttura della Direzione Commerciale
Clienti Business”.
In sostanza Telecom,
tentando di uniformare i “costi e
benefici” dei suoi Call Centers interni (187,
187.3, 191) a quelli esterni (Atesia,
Saritel e Tele Conctat), sta stressando il sistema con l’accentramento
delle sedi di lavoro, l’incremento della produttività a scapito della qualità
della vita lavorativa, limitando anche l’utilizzo degli istituti contrattuali
(permessi, ferie, ecc.), con
l’installazione, a fini statistici (sic !), di impianti che accentuano il
controllo a distanza dell’attività lavorativa, ed infine con orari di lavoro
sempre più pesanti.
Il giorno 4 marzo u.s.
si è tenuto il secondo incontro tra Telecom Italia e RSU di Roma e Lazio avente
per oggetto proprio la riorganizzazione del 187
e 187.3, dove l’azienda ha
sottoposto il definitivo orario di lavoro, dichiarando la propria indisponibilità
ad accettare proposte alternative anche se rispettose delle presunte curve di
traffico, che non ha voluto illustrare dettagliatamente; le RSU si devono fidare
di Telecom !!!
Le curve di traffico,
cioè il volume delle richieste della clientela e delle risposte fornite dai
lavoratori, sono essenziali per dimensionare i turni di lavoro, la cui
composizione è considerata, secondo l’azienda,
immodificabile a seguito dell’Accordo nazionale del 16.01.’03, e
quindi non discutibile. Gli orari di lavoro insieme alla gestione sono gli
elementi basilari per migliorare il clima di lavoro, ma i vertici aziendali non
ne vogliono discutere.
Inoltre, su temi quali
la tutela dei soggetti della 104/90 (trasferimenti) ed il passaggio dei Part
Time a Full Time l’azienda, rifiutando un accordo ed interpretando la
legge a suo uso e consumo, si è resa disponibile solo a gestire
discrezionalmente caso per caso.
Le RSU, come già
accaduto per la riorganizzazione del 191,
valutando insoddisfacente quanto proposto dalla società, non hanno considerato
concluso positivamente l’esame congiunto.
Le RSU della Lista “Cambia con Cobas Tlc, FLMUniti Cub, Snater”,
convinti che il vero problema sia la conservazione dei posti di
lavoro, continuamente minacciati dagli interventi aziendali (cessioni
di attività e di rami d’azienda) ed il continuo scadere della qualità di
vita nei posti di lavoro, ritengono indispensabile dare una forte risposta per
contrastare l’arroganza di Telecom.
Pertanto, ritenendo non più rinviabile la costruzione di una vertenza
nazionale per i lavoratori addetti ai Customer Care, le nostre Organizzazioni
sindacali stanno promuovendo una iniziativa di sciopero
a carattere nazionale per il giorno 20 marzo ’03, di cui informeranno
dettagliatamente i lavoratori con un successivo comunicato.
Roma, 5 marzo 2003.
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COBAS
del LAVORO PRIVATO Settore
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S.N.A.TE.R.
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