| giovedi 06 febbraio 2003 notizie regionali |
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COBAS del Lavoro Privato AderenteCONFEDERAZIONE DEI COMITATI DI BASE |
LICENZIAMENTI TELECOM ITALIA S.P.A.
La Telecom Italia S.p.A. ha avviato le procedure per il licenziamento collettivo “camuffato da cessione di ramo d’azienda” di 338 lavoratori del settore logistica, 46 nel Nord-Est, 39 nel Veneto, che dovrebbero passare alla TNT, azienda, che proprio in questi giorni mette in cassa integrazione 665 dei suoi dipendenti precedentemente esternalizzati dalla FIAT!
La cessione dei lavoratori in Veneto assume
connotati di estrema gravità poiché l’azienda acquirente ha già annunciato
la chiusura del magazzino regionale di Mestre. Una operazione che oltre a
mettere a serio rischio molti posti di lavoro, conferma l’intenzione di
Telecom di abbandonare il nostro territorio.
Le OO.SS. Autonome e i lavoratori respingono
questo progetto di mera riduzione del personale che, sommato alle “mobilità”
già avvenute, avrà quale conseguenza un ulteriore peggioramento dei servizi
offerti alla clientela, già deficitari per la carenza di personale.
NO
Alle modalità con le quali sono state decise la riorganizzazione della logistica che sono tali da compromettere, per aspetti sostanziali e formali la qualità del servizio erogata dalla Telecom.
NO
Ad una riduzione dell’occupazione attraverso processi di mobilità, cessioni di ramo d’azienda e di vendite che rischiano di condannare Telecom a quel nanismo imprenditoriale che è invece uno dei lati deboli del nostro sistema economico e che costituisce, un ostacolo allo sviluppo della ricerca e della innovazione tecnologica nonostante la vetrina del Future Centre.
NO
A questa terziarizzazione che costituisce di fatto
un licenziamento per una parte dei lavoratori della Logistica Telecom
CHIEDONO
alla
cittadinanza e alle istituzioni di
sostenere questa lotta in difesa del livello occupazionale, dei diritti dei
lavoratori, della qualità del servizio, contro
le discriminazioni e lo sperpero del patrimonio Telecom, frutto anche dei
contribuenti.
Venezia, 03 febbraio 2003