| lunedi 22 dicembre 2003 notizie regionali |
Venezia,
19 dicembre
2003 |
Progetto: |
Da circa 15 anni esistono esperimenti sui prodotti O.G.M.
(Organismi Geneticamente Modificati) che, più o meno inconsapevolmente, stiamo
già consumando. Di riflesso, osservando la nostra società, sembrerebbe che la
stessa tecnica dell’ingegneria genetica fosse applicata anche agli individui:
non certo con trapianti genetici perché ufficialmente illegali (chissà
clandestinamente!) ma attraverso la
manipolazione delle coscienze, plasmate ed appiattite da processi finalizzati al
profitto economico; assomiglieremo sempre più a quello che mangiamo e di
conseguenza a quello che il nostro organismo espelle!
Servendosi di assillanti propagande mediatiche,
l’economia occidentale condiziona le menti dei “suoi” consumatori a
vantaggio dei propri business.
Telecom certo non si sottrae nell’applicare strategie analoghe, e per
perseguire i propri fini sembra
quasi abbia “aziendalmente modificato” i propri dipendenti, introducendo
quei geni, ormai cancro sociale, che esaltano e rafforzano le peggiori debolezze
della specie umane: egoismo, individualismo ed arrivismo che oggi hanno colmato
il vuoto di moralità della nostra società civile.
Dividere ed imperare, è oggi favorito con l’introduzione in azienda di queste nuove “piante-umane” O.A.M. (Organismi Aziendalmente Modificati), che per la loro “struttura” creano il vuoto intorno a sé, assorbendo avidamente qualunque risorsa, esclusivamente per se stessi.
Le sementi sono frutto di vari
progetti “dell’ingegneria aziendale” ad esempio tramite l’impianto dei
c.d. Canvas, ed altri prodotti di
questi laboratori del “profitto”.
Difendersi da quest’attacco impone un’inversione di mentalità dei
dipendenti Telecom, cercando di diventare refrattari agli input aziendali che
disgregano. Non si conquista una migliore vivibilità
nei posti di lavoro, se si svende la propria dignità in cambio delle offerte di
miserie economiche.
Cedendo
a questi compromessi si creano contraddizioni interiori che rendono difficoltoso
fare rivendicazioni contro gli aumenti dei ritmi di lavoro, sulle carenze di
organico, sulle esasperanti pressioni, sui controlli individuali continui, etc.
Ci rivolgiamo a tutti i lavoratori, ma in particolare ai reparti 187 e 191,
dove la sperimentazione aziendale ha raggiunto ormai alti livelli
d’insopportabilità. Chiediamo ai lavoratori il coraggio e la coerenza
nell’affrontare questo futuro lavorativo che relega l’uomo a bestia da soma;
alla faccia del c.d. mondo civile nel quale siamo servi del nostro
“benessere”. Cerchiamo di riscoprire assieme le potenzialità perse d’un
passato nel quale il lavoratore conquistava la propria dignità fintanto che era
viva la solidarietà del gruppo.
Aiutiamo lo strumento ormai spuntato (volutamente) dello sciopero con
iniziative che vedono un coinvolgimento diretto e più partecipativo del
lavoratore nel richiedere quanto di diritto. Diamo pertanto seguito, in modo più
incisivo, al tentativo di denuncia apparso recentemente sul gazzettino (anche se
troppo morbido, a nostro dire), affinché non rimanga il solito sterile lamento
fine a se stesso, o peggio il lavacro delle coscienze, per poi rituffarci nelle
rincorse ai premi e ricerca di privilegi individuali, in concorrenza l’uno
contro l’altro.
Ai tanti progetti aziendali, apparentemente costruiti intorno al lavoratore, contrapponiamo il nostro progetto “ Non sONo un O.A.M.”, da arricchire continuamente con iniziative per migliorare quel 33% della nostra vita spesa in azienda.
Snater è con i lavoratori,
auspichiamo che i lavoratori siano con Snater .
www.snater.it http://xoomer.virgilio.it/arianna999/ snater.veneto@tiscali.it