| venerdi 10 gennaio 2003 notizie regionali |
Venezia,
08 gennaio 2003
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INIZIA
L’ANNO 2003 E
LA TESS…. SE NE VA
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Il 2002 è finito anche per i lavoratori di Telecom
Italia D.W. con una “mostruosa” lista di problemi mai risolti, e con la
prospettiva di vedersi incrementare tale lista anche per l’anno che è appena
iniziato. Non vogliamo tediare i colleghi con il solito “sermone” sui
colpevoli ma tentare di risvegliare il loro costante “torpore”.
A tal proposito prendiamo a spunto la situazione della TESS che, dal primo
giorno del 2003, non fa più parte del gruppo Telecom perché è stata
“venduta” alla multinazionale Americana Accenture (gruppo Anderson).
Sicuramente vi ricorderete quanto lo SNATER si sia sempre opposto alla politica
delle esternalizzazioni, con cessioni di parti di azienda, considerandole
sbagliate perché anticamera di licenziamento.
Quante volte ci siamo sentiti dire dai sindacati Confederali che “tanto non si
può fare niente” “purtroppo c’è la legge che permette all’azienda di
farlo…”. A tutto questo lo SNATER ha sempre risposto che l’attuale legge
fornisce dei vincoli alle cessioni e che SI PUO’ FARE QUALCHE COSA.
La prima è non firmare accordi come quello del marzo 2000, con il quale
SLC FISTel UILCOM hanno dato via libera alle cessioni; poi si doveva seguire
l’esempio dell’azienda ENEL dove non solo i sindacati non hanno sottoscritto
nessun accordo in merito ma hanno organizzato mobilitazioni dei lavoratori.
In quella sede i sindacati di
categoria hanno capito quale pericolo avrebbero corso i lavoratori accettando di
firmare. In Telecom il sindacato confederale, ci piacerebbe dire perché meno
intelligente ma invece perchè colluso, quel “maledetto” 28 marzo, firmando,
ha provocato guasti irreparabili. Ricordiamo la cessione della Motorizzazione,
la prevista ma non ancora attuata esternalizzazione della logistica, e a ruota
la cessione di reparti e “aziende” create dalla Telecom stessa. Ed eccoci
alla TESS. Con quell’accordo tra l’altro si accettò l’uscita del vecchio
“ufficio personale”.
Vi ricordate come furono rassicurati quei lavoratori? In tutta Italia
SLC-FISTEL-UILCOM, garantivano: “magari tutti i lavoratori fossero potuti
andare in TESS”. Sarebbe stata il “futuro”, dove il core-business doveva
essere proprio la gestione del personale…che spettacolo!!! che fortunati
questi colleghi!!! Aveva voglia lo SNATER ad urlare che in quella “manovra”
c’erano dei pericoli, che non esistevano garanzie per quei lavoratori che
erano stati convinti di andare in meglio in un’azienda pur sempre del gruppo
Telecom.
Ora, per loro, la grande sorpresa. Volendo essere “cattivi” potremmo dire
cosa c’è di male? Non preoccupatevi sarete il core-business anche in questa
nuova azienda!!! Aspettavano proprio voi per fare le paghe…
Quando qualche cosa non vi sarà chiara, basterà fare un saltino in America e
tutto si sistemerà… Come dite, avete paura che riducano il personale? Niente
paura, prima o poi ci sarà la massima occupazione!! Comunque per maggiori
informazioni e garanzie continuate a rivolgervi a SLC-FISTEL-UILCOM. Ma noi non
siamo cattivi, siamo solamente amareggiati dal fatto che pochi ci ascoltano e
intanto le storie si replicano.
La preoccupazione che per il 187 e per tutti i call center possano verificarsi
analoghe situazioni, non sono remote, magari verso Atesia o Telecontact dove
abbiamo “regalato” 1.800.000 tra i nostri migliori clienti e intanto i
“nostri amici” seguendo il solito copione cominciano a dire che il core-
business, per queste aziende, sono proprio i call center ma che non c’è
motivo per preoccuparsi perché in ogni caso sia Atesia che Telecontact sono con
capitale sociale a maggioranza Telecom.
Non ci sembra blasfemo pensare che la storia del core business e del capitale
Telecom assomigli molto alla storia dell’ufficio del personale e della TESS…
Mah, sarà forse una semplice coincidenza? Intanto è iniziato un nuovo anno e
noi, come al solito, “grideremo” il nostro dissenso a questa concezione di
sindacato “omologato”, contrastando con ogni mezzo e possibilità ogni
sopruso, ma, senza la partecipazione dei lavoratori la cosa sarà impossibile. Vi
chiediamo solo di preoccuparvi dei vostri interessi. Tanti auguri a tutti, noi
compresi, perché ne abbiamo veramente bisogno.
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