| mercoledi 19 maggio 2004 notizie regionali |
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SETTORE TELECOMUNICAZIONI |
Lacrime di
coccodrillo…….
Quando
cgilcisluil SOTTOSCRISSERO la cessione di ramo di azienda per la motorizzazione,
fummo facili profeti prevedere
grosse difficoltà per i colleghi che confluivano nella “nuova azienda”.
In
tutti i nostri comunicati segnalavamo ai lavoratori che con queste operazioni
l’azienda cercava solo di
liberarsi, a costo zero, di un buon numero di dipendenti.
Vi
ricordate cosa scrivevano e cosa dicevano nelle assemblee cgilcisluil ?
-
Che la Savarent Fleet Service era una ottima azienda il cui core-business
era proprio la gestione degli automezzi
!!!
-
Che i colleghi trasferiti in questa “spettacolare azienda” non
dovevano temere niente, perché grazie all’accordo d’armonizzazione
mantenevano tutto quello che avevano in Telecom.
-
Che non era possibile inserire una clausola di salvaguardia per far
rientrare in Telecom i colleghi di
Savarent qualora questa avesse difficoltà economiche; tanto che problema
c’era ? La Savarent Fleet Service
era una ottima azienda !!!
Sono
passati appena 24 mesi e Targa Fleet Management (adesso si chiama così
l’azienda) HA CONVOCATO a ROMA cgilcisluil e ha DICHIARATO
lo STATO DI CRISI comunicando che da subito intende licenziare 56
lavoratori in esubero!
Non
ci crederete, ma cgilcisluil nel loro comunicato del 12 maggio 2004 si
meravigliano dell’accaduto (sicuro!) e affermano testualmente : “ A
distanza di soli due anni, quella che doveva essere una cessione di ramo
d’azienda verso un primario gruppo industriale, mostra già tutti i suoi
limiti…….”
Avete
letto bene la frase? Primario gruppo industriale (sicuro!).
Le stesse persone che hanno sottoscritto il verbale per la cessione dei colleghi della motorizzazione alla Savarent Fleet Service, e che dichiaravano ai quattro venti che l’operazione era giusta e non conteneva pericoli occupazionali, oggi si mostrano stupiti dell’ atteggiamento di questa azienda.
Ma
come mai lo Snater che era presente
alla discussione, nello stesso giorno, aveva
rifiutato di firmare la cessione temendo proprio per i posti di lavoro? Ma
come mai lo Snater venuto a conoscenza del
capitale sociale dell’ azienda che doveva assorbire alcune centinaia di
colleghi, si era subito preoccupato circa l’ affidabilità?
O
siamo lungimiranti noi dello Snater oppure qualcuno……..
Questa
vicenda deve essere di monito per i colleghi a non farsi trarre in inganno dai
“sindacalisti” di cgilcisluil !! Costoro la fanno estremamente semplice
quando debbono firmare…. salvo poi “piangere” quando i fatti si dimostrano
il contrario di quello che loro in precedenza avevano sostenuto.
La
strada per tutelare il proprio
posto di lavoro e la propria dignità di lavoratore è quella di togliere
immediatamente consenso a cgilcisluil e darsi da fare affinché vengano recuperati al più presto i diritti perduti, con
priorità alla certezza del posto di lavoro e a un salario dignitoso.
p.s. Proprio per quanto riguarda la lotta per i diritti dei lavoratori, tre dirigenti Snater della regione Marche verranno chiamati nei prossimi giorni dal Tribunale di Ancona a testimoniare nella causa intentata dai colleghi ex motorizzazione contro la loro cessione (speriamo bene!).