lunedi 20 settembre 2004  notizie regionali            

I CANVASS DELLA DISCORDIA

Le “gare” ed i canvass aziendali non hanno mai riscosso il consenso del sindacato, che da sempre ha ritenuto tali meccanismi perversi ed inidonei a “misurare” le effettive potenzialità dei reparti e dei rispettivi colleghi. Pertanto, in coerenza con tale opinione, il sindacato non ha mai ravvisato la necessità di “mettere il becco” su quello che resta comunque un sistema premiante unilaterale e mai condiviso con l’azienda.

Questa organizzazione sindacale non può comunque ignorare un recente episodio che ha visto, nell’ambito del nord est , alcuni reparti 187 attribuire agli abbonati la ADSL Free in esenzione del contributo una tantum, nonostante diverse indicazioni aziendali che prevedevano il costo a carico del cliente. Il tutto ovviamente non su iniziative autonome degli addetti. Anche se sarà compito di altri ricercare le cause di questo malinteso, ci sentiamo comunque in dovere di denunciarne gli effetti: il probabile raggiungimento dei parametri canvass per i reparti che hanno impropriamente assegnato gratuitamente la ADSL, le ricadute in termini di reclami, la perdita di immagine aziendale (speriamo di non comparire per l’ennesima volta sulla solita trasmissione “mi manda raitre”). Non sappiamo se l’azienda avrà la capacità o la volontà di trovare una soluzione salomonica a sanatoria del tutto, certo è che questi episodi devono far riflettere tutti:

·         L’azienda, che dovrebbe prendere atto che, sempre più frequentemente, questi meccanismi inducono all’inosservanza di una corrente organizzazione del lavoro ed a un approccio distorto con il cliente, con conseguente calo di immagine e di fiducia

·         I lavoratori, che dovrebbero culturalmente prendere le distanze da un sistema premiante che porta a divisioni e dispute e che alimenta ulteriormente lo stress nei call center

·         Il sindacato, che ha il dovere morale di adoperarsi affinché, già dal prossimo rinnovo contrattuale, queste risorse vengano spostate sui minimi tabellari della busta paga mensile di tutti i lavoratori (anche di quelli che hanno la sfortuna di ammalarsi), per rilanciare il potere d’acquisto della categoria, oggi ridotto ad al minimo storico!

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Trieste, 15 settembre 2004

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