mercoledi 19 maggio 2004  notizie regionali            

ENNESIMA RISTRUTTURAZIONE DELLA RETE
ENNESIMA  FIGLIA DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE 2000

 

Non passa giorno, ormai, che i vertici di Telecom Italia non ne pensino una…… 

Ci riferiamo all’ennesima manovra di ristrutturazione che l’azienda intende realizzare nel settore Rete. 

Da tempo l’azienda dichiara che la ristrutturazione non può che continuare, adattarsi ai cambiamenti e continuamente evolvere. 

Non esiste struttura, appena costituita o modificata, che secondo l’azienda non abbia già bisogno di un qualche “ritocco”, spesso col risultato che non si sa neanche piu’ chi debba fare cosa. 

Riportiamo in sintesi le principali novità illustrate a livello nazionale, o sarebbe meglio dire somministrate, ad alcune organizzazioni sindacali senza la pretesa di essere precisi ed esaustivi, vista la complessità della ristrutturazione e anche in considerazione del fatto che ancora non ci sono stati incontri con l’azienda a livello locale. 

Tali incontri serviranno a valutare gli impatti delle modifiche organizzative sul personale della nostra regione. 

- Organico CSU: prossimo incremento di 400 unità (assunzioni).

- Assistenti Tecnici CSU: riduzione di 320  Assistenti Tecnici da reimpiegare in altre attività (da 800 a 480 unità).

- Costituzione di Fom Business che gestirà circa 900 tecnici ex CLPS.

- Spostamento delle attività di Current Planning (RTG ed ISDN) da CSA a Network Deployment e della manutenzione piastre d’utente a National Operations.

- Spostamento delle attività Collaudi (PDH-SDH-ADSL) da  National Operation a Network Deployment.

- Integrazione delle attività, in ambito Network Operation, di supervisione (Tecnico SPV) e dispacciamento (Analyst) con la liberazione di 60 unità da destinare ai CSU.

- Costituzione del Progetto CSA: spostamento attività da PCQ, SAI, CSL a CCC e CSU con cessione di centinaia di lavoratori all’attività on field (sul campo-CSU). 

Ci permettiamo qualche commento generale, non avendo appunto ancora avuto informativa dall’azienda su quelle che saranno le ricadute territoriali dell’annunciata ristrutturazione. 

Nonostante la positività delle assunzioni in ambito CSU, queste risultano poche, viste le massicce precedenti uscite di personale per pensionamento e mobilità. 

Anche questa volta la logica è quella di mantenere un sostanziale accentramento delle strutture a discapito di una seria presenza territoriale e lo dimostra il numero degli assistenti CSU (320 su 800) che passerebbero ad altra attività. 

Ancora una volta qualcuno dovrà “volontariamente” rinunciare alla propria professionalità!?.

Infatti l’azienda si accorge che mancano all’appello oltre mille tecnici e, oltre alle poche assunzioni, ritiene giusto impiegare anche personale di altra estrazione professionale nell’attività tecnica. 

Ancora una volta si prevedono trasferimenti che l’azienda, bontà sua, in qualche caso eviterà in cambio di volontari” demansionamenti!? 

Nulla di nuovo, tutto gìà visto e ripetuto e quasi tutto avallato da precedenti accordi e soprattutto da un contratto di lavoro che pochi margini spesso lascia alle tutele di chi lavora e vede ogni giorno modificarsi l’azienda senza capirne forse il motivo. 

Una società dove, per quanto uno lavori, si sente sempre dire che quello che fa non basta mai, neanche quanto si ottengono risultati economici che secondo la stessa azienda sono di eccellenza. 

Chissà perché a tanta eccellenza seguono ristrutturazioni continue, scarsa o inesistente formazione professionale, scarsi mezzi per lavorare, provvedimenti disciplinari, richiesta e pretesa di fare sempre di piu’ e anche quello che non è il proprio mestiere? 

Ancora una volta i lavoratori di questa azienda pagano le scelte di altri, ancora una volta si devono sacrificare per contribuire a sanare un debito colossale che non è dovuto a normale gestione ma a scelte puramente finanziarie che nulla hanno a che fare con il compito principale di un’azienda che ancora gestisce, malgrado tutto, un servizio pubblico nazionale. 

Azienda che non investe per mantenere veramente efficiente la rete telefonica e che chiede continui aumenti di produttività e sacrifici personali senza porre limiti realistici ai propri piani. 

Tutte le cosiddette ottimizzazioni aziendali vanno nell’ottica di un recupero estremo di produttività, anche a costo di rendere difficile la prestazione di lavoro: questo non è tollerabile in quanto scarica solo sui lavoratori gli effetti di tali scelte.

Per tutte queste ragioni la Segreteria Regionale Snater e le RSU elette nella lista “Cambia con Cobas FLMuniti Snater non possono che assumere una posizione critica nei confronti dell’ennesima ristrutturazione in atto, invitando comunque l’azienda a non procedere ad alcuna modifica organizzativa territoriale senza prima aver illustrato dettagliatamente le ricadute di tale ristrutturazione nei territori di competenza. Ciò è indispensabile per dar modo a sindacato e lavoratori di capirne i contenuti e poter quindi valutare la situazione con maggiore chiarezza. 

Si ha infatti a volte la sensazione, a volte la certezza, che i cambiamenti si attuino ancor prima di essere annunciati ufficialmente e che alcune manovre, soprattutto quelle per spostare a proprio piacimento il personale, anticipino tempi e modi di operare che hanno ancora qualche seppur blanda regola da rispettare. 

·        E sono proprio queste regole che nel Contratto Collettivo Nazionale vanno ricostruite e rafforzate. 

·        Il nostro contratto scade fra pochi mesi ed è bene che tutti cominciamo a pensare seriamente che solo migliorandolo si potrà cercare di evitare che l’azienda cerchi di disporre dei lavoratori a proprio uso e consumo. 

Trieste,                                                                                   La Segreteria Regionale Snater 

                                                                                                Le RSU Cobas FLMuniti Snater 

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