| lunedi 19 luglio 2004 notizie regionali |

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Ill.mo
Sig. Presidente |
Oggetto: disposizione di ferie collettive
La
scrivente Organizzazione Sindacale, relativamente alla disposizione Telecom
Italia di ferie collettive per il periodo dal 16 al 20 agosto p.v., rileva
quanto segue:
·
I lavoratori avevano redatto, come consuetudine, entro il 31 marzo scorso il
programma ferie, successivamente convalidato dai rispettivi responsabili nel
mese di aprile, ciò nel rispetto delle previsioni di legge e, pertanto,
nell’ottica di conciliare “le esigenze dell’impresa e gli interessi del
prestatore di lavoro”.
·
La disposizione di “chiusura per ferie collettive” non fa riferimento ad
alcuna motivazione tecnico-produttiva aziendale e non indica specificatamente le
“strutture aziendali non operative” eventualmente interessate;
·
Tale generica disposizione è stata diffusa entro la prima decade di giugno
e solo dopo circa venti giorni i lavoratori interessati sono stati avvisati
verbalmente dai rispettivi responsabili.
La
scrivente deve pertanto constatare che l’unilaterale disposizione aziendale:
·
compromette ogni criterio di ragionevole comportamento fra le esigenze
obiettive dell’impresa (peraltro mai esplicitate) e gli interessi personali e
familiari dei lavoratori.
·
Al di là di consentire un puro e semplice riposo dal lavoro, non assicura
ai lavoratori di svolgere attività ricreative, turistiche, culturali che
richiedono un congruo lasso di tempo libero e un’adeguata programmazione,
soprattutto sussistendo la necessità di godere delle ferie insieme ai propri
familiari
·
A causa della sua intempestività non consente la programmazione e
l’organizzazione da parte dei lavoratori per il godimento delle ferie
·
Potrebbe comportare un danno economico ai dipendenti.
Sarebbe
logico ritenere che, per un'azienda quale Telecom Italia, l'esigenza derivante
dalla disposizione in oggetto sia unicamente quella di contenere i costi
gestionali degli immobili. Dobbiamo però constatare che, per quanto riguarda il
Friuli Venezia Giulia, tale obbiettivo non verrebbe nemmeno a concretizzarsi, in
quanto i lavoratori dei cosiddetti settori non operativi prestano servizio
presso la sede di via dei Bonomo di Trieste, sede in cui insistono anche diversi
reparti (quali customers, e-commerce e centro di sorveglianza) non
assoggettabili a ferie collettive. Tale situazione ha quindi ingenerato fra i
lavoratori di Trieste la convinzione che l'iniziativa aziendale sia una mera
"prova di forza" fine a sé stessa.
E'
sicuramente inusuale e forse poco ortodosso per un'organizzazione sindacale
eludere i normali canali relazionali o conflittuali, ma questa nostra si è resa
necessaria poiché vi è la sensazione che alcune linee aziendali, pur di
raggiungere degli obiettivi non si preoccupano sufficientemente di garantire una
doverosa equità nei confronti dei lavoratori. Confidiamo quindi che Ella avrà
la sensibilità di conciliare le esigenze aziendali con le necessità dei
dipendenti, revocando la disposizione sulle ferie collettive o, quantomeno,
dando ai lavoratori delle motivazioni che, a tutt'oggi, nessuno si è premurato
di fornire.
Distinti
saluti.
Per la Segreteria Regionale
S.N.A.TE.R. FRIULI VENEZIA GIULIA
Fulvio Macchi
Trieste, 13 luglio 2004
SEGRETERIA
REGIONALE SNATER
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