| martedi 21 dicembre 2004 notizie regionali |

Dunque
In Puglia, i tentativi di azione unitaria con
CGILCISLUIL
sono
finiti.
Questa Organizzazione dopo l’ultimo incontro unitario tenutosi alla Camera del Lavoro di Bari, ritiene inutile per l’interesse dei lavoratori, continuare a ricercare qualche minimo punto di convergenza con le altre sigle sindacali.
Le profonde divisioni al loro interno sono emerse ancora una volta in modo netto, tanto che il ricorso a mediazioni, seppur apprezzabili da parte CGIL, per arrivare ad una comune piattaforma contrattuale che fosse espressione della Puglia, emendando la loro ed avvicinandosi alla nostra è naufragato su preconcetti diktat posti dalle altre due sigle.
L’esperienza fatta in questi 3 anni, dalla elezione delle RSU, ci ha visto troppe volte soffocare responsabilmente le nostre indignazioni per una politica sindacale che richiedeva il nostro appoggio solo quando si trattava di mettere in campo forze determinate e consistenti per la buona riuscite delle vertenze.
Tutte le volte, nonostante i primi risultati ottenuti, si è sempre vanificato il lavoro svolto per l’atteggiamento insensato ora di una, ora dell’altra organizzazione confederale, rispondendo a logiche sovraterritoriali, chiaro inquinamento della lotta sindacale pugliese.
Nell’incontro del 16 dicembre ’04 abbiamo assistito a logorroiche manifestazioni di sciocca eloquenza a difesa della piattaforma confederale che sembra essere scritta direttamente da Confindustria e non da chi ha vissuto gli ultimi 4 anni in Telecom.
Quando si sente dire che bisogna portarsi degli eminenti avvocati del lavoro a scrivere il contratto in modo da evitare cavilli capestri, significa che non si ha una classe dirigente adeguata.
Quando si sente dire che la Legge Biagi è buona ed è più garantista di qualsiasi clausola di salvaguardia, significa distruggere i diritti dei lavoratori costati lacrime e sangue delle generazioni precedenti.
Evitiamo a questo punto di elencare tutte le altre c…..orbellerie espresse ed invitiamo a ricordare il padre del sindacato italiano G. Di Vittorio che non era senz’altro un grande oratore, ma di sicuro non era stupido né tanto meno ingenuo e certamente per il punto della piattaforma riguardante le esternalizzazioni e l’outsourcing non avrebbe cercato la formula più indolore per i lavoratori. L’avrebbe completamente eliminato dal contratto incitando i lavoratori alla lotta, promovendo tutti i legittimi referendum necessari per l’abolizione di tutte le leggi inique TREU BIAGI che siano.
La normativa contrattuale da sempre è stata per i lavoratori la parte più importante di una piattaforma perché da essa derivano diritti e doveri, ma oggi che l’arroganza aziendale ha polverizzando la forza lavoro sul territorio con telelavoro, progetto panda, outsourcing ecc., i momenti di aggregazione sono sempre più rari, tanto è che sono aumentati i ricorsi alla magistratura dei singoli lavoratori.
Oggi il lavoratore crede sempre più all’ineluttabilità delle norme capestro imposte dalla classe imprenditoriale, almeno fino a che non ci sarà un cambiamento di questa politica neoliberista di una società sempre più preda degli interessi del capitale e sempre meno attenta ai bisogni sociali.
I servizi sono ormai a quasi totale carico del singolo e non della collettività. Per pagarli c’è bisogno di reddito e con i mortificanti 100 euro proposti dai confederali si riuscirà a coprire a malapena l’aumento del bollo per il pagamento dei bollettini postali (€ 1.70) figuriamoci se riusciranno a risolvere il problema della 4 settimana.
I lavoratori l’hanno capito ed è per questo che dalle assemblee di tutta Italia emerge un risultato inequivocabile : bocciatura della proposta confederale e totale adesione alla nostra piattaforma che prevede mediamente 250 euro di aumento.
Quando il popolo è affamato fa la rivoluzione gli unici che non hanno ancora colto questi segni nella classe lavoratrice sono i confederali.
L’art. 4 dello statuto SNATER afferma la volontà di essere unito e solidale con tutti i lavoratori e a tale scopo si propone di stabilire con le altre OOSS rapporti ed intese per il perseguimento di obiettivi comuni.
Se gli obiettivi comuni configgono con gli interessi dei lavoratori non solo non ci può essere accordo, ma proprio per quegli interessi siamo disposti a lottare con i nostri iscritti e con tutti gli altri lavoratori e sono tanti che vogliono seguirci.
Invitiamo i lavoratori tutti a firmare per adesso la richiesta di referendum e poi il referendum stesso. Questa volta il contratto lo firmano i lavoratori altrimenti lo annullerà il magistrato.
20/12/2004
Segreteria Regionale
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