lunedi 11 ottobre 2004  snaterinforma               

S. N. A. TE. R.
               
   
Segreteria Generale 
Prot.  CO/
82
Roma,
06 ottobre 2004

RAI nel caos!!

La nuova organizzazione aziendale invece di far decollare la RAI la sta sprofondando nel caos più totale. 

Siamo stati facili profeti quando in precedenti comunicati abbiamo sostenuto che una riorganizzazione a ridosso della privatizzazione era stata congegnata solo per paralizzare l’azienda, favorire Mediaset e deprezzarla per favorirne l’acquisto da parte dei soliti noti. Quindi anche sul versante organizzazione, nomine e deleghe impera sovrana la più totale confusione ed un Sindacato come lo SNATER che intende svolgere correttamente il proprio ruolo non può avallare con il silenzio l’evidente crisi in cui la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo è precipitato.

Vediamo il perché:

il Consiglio di Amministrazione, orbato del suo Presidente da molti mesi, è stato sfiduciato dalla maggioranza della Commissione Parlamentare di Vigilanza che ha posto un termine perentorio alle sue attività. Le polemiche partitiche successive alla sfiducia non mutano la realtà dei fatti. in questa situazione non comprendiamo come l’attuale Consiglio possa procedere come se nulla fosse alla nomina di un centinaio circa di dirigenti necessari a coprire gli oltre 70 interim contenuti nelle disposizioni organizzative degli inizi dell’estate e per altre cose ancora. 

Si mormora che il giorno 11 ottobre 2004 si tenterà di aggirare l’ostacolo del Consiglio di Amministrazione distribuendo deleghe ai dirigenti in stand-by a cura e sotto la responsabilità del direttore delle risorse umane. Attribuendo le deleghe, di fatto, la nomina dei dirigenti delle Unità Organizzative viene sottratta in toto al Consiglio di Amministrazione che potrà a quel punto solo ratificare scelte fatte da altri. Si preannunciano a nostro avviso clamorosi aspetti di illegittimità giuridico-societaria ai quali ogni dipendente potrà richiamarsi. Per quanto ci riguarda il Consiglio e la Commissione Parlamentare potranno farsi esautorare quanto e quando vuogliono: noi del Sindacato (e crediamo anche i lavoratori) pretendiamo correttezza e validità delle varie controparti e rispetto dello Statuto Sociale. Questo per quanto riguarda l’aspetto formale e sostanziale di deleghe, nomine e quanto altro.

Vediamo poi come saranno organizzate le relazioni sindacali.

Rispetto al sistema attuale il futuro si presenta negativissimo per i molteplici filtri che vengono posti e per lo spaventoso accentramento decisionale che si prospetta. tutte le figure impiegatizie di tutte le strutture, di tutte le Sedi, di tutti i Centri di Produzione, saranno gestite (promozioni, aumenti, gratifiche, spostamenti e quanto altro) a Roma dalla Direzione delle Risorse Umane.  

Tutti i programmisti-registi di qualsiasi Sede e/o livello appartengono saranno ugualmente gestiti dalla Direzione delle Risorse Umane.

Tutto il personale della ex-Divisione Produzione e della Radiofonia inquadrato nel ruolo di Quadro od al livello apicale della specifica figura professionale, compresi i capi-operaio, verrà sempre gestito dalla Direzione delle Risorse Umane a Roma.

I livelli inferiori delle figure professionali della produzione saranno gestite dalle Unità Organizzative Personale delle Direzioni Produzione e Radiofonia. L’ultima parola comunque spetterà alla Direzione delle Risorse Umane.

Il personale delle sedi, ad eccezione degli impiegati, programmisti-registi e livelli apicali, verrà così gestito: 4 sedi regionali pilota verranno gestite dal Coordinamento Sedi e le altre Sedi saranno gestite (fino a giugno?) dalla Direzione Produzione TV.

Il personale delle ex-Direzioni (SEIM, APA, …) sembra (!) sarà gestito centralmente dalla Direzione delle Risorse Umane.

La confusione, come tutti potranno capire, è e sarà totale. Le RSU che ruolo avranno se tutte le decisioni verranno concentrate a Viale Mazzini? 

Quanto tempo dovrà attendere un lavoratore per vedere riconosciuta la capacità professionale, un passaggio di categoria, l’applicazione di un semplice comporto, stante l’assurdo iter burocratico? 

Quanti dirigenti, giustamente demotivati, conserveranno lo spirito giusto e la partecipazione nella gestione a fronte della grave dequalificazione subita?

L’Adrai cosa ha da dire in merito a ciò?
Risultato finale da noi ampiamente previsto

sarà la totale paralisi della RAI.

LA SEGRETERIA GENERALE
 LA SEGRETERIA NAZIONALE