venerdi 07 gennaio 2005  notizie regionali            

SCIOPERIAMO TUTTI PER SALVARE ASSILT E CRALT 

A fronte dell'indirizzo che stanno assumendo le trattative romane tra sindacati confederali e Telecom sulla revisione degli enti delle politiche sociali, in particolare ASSILT e CRALT, lo SNATER non può che esprimere la più viva preoccupazione per le sorti dei nostri organismi regionali di tali istituti.

Alla vigilia della chiusura di tale contrattazione, prevista entro gennaio, vediamo sempre più confermati i timori da noi sempre espressi, visto che le solite SLC-FISTEL-UILCOM sarebbero ormai pronte ad accettare supinamente i disegni aziendali di mera razionalizzazione e ridimensionamento di queste associazioni, a prescindere dalle esigenze dei loro iscritti e preoccupandosi unicamente della salvaguardia delle "poltrone" sindacali di questi organismi. Una ulteriore conferma in tal senso viene dalla piena condivisione (v. accordo 12/11/2004) della impostazione aziendale di far uscire tali attività dalla Telecom per affidarle ad una specifica società di servizi, per il momento facente parte del gruppo. Si tratterebbe in poche parole di una vera e propria esternalizzazione, operazione che, al momento ha causato solo disagi, difficoltà ed instabilità ai lavoratori. E' scontato inoltre il venire meno di quei principi associazionistici che da sempre sono stati la principale caratteristica di ASSILT e CRALT, poiché la società alla quale verrà affidata la gestione di queste politiche sociali avrà, giocoforza, fini di lucro.  

Ora si completerà l'opera, dando applicazione a quanto sottoscritto dai soliti nei vari accordi, a partire da quello del 28/3/2000, in cui è prevista la concentrazione delle attività in un numero limitato di sedi, con chiusura di tutte le altre, comprese purtroppo anche quelle del Friuli Venezia Giulia, e ciò con evidente grave danno per la qualità del servizio reso agli associati che si vedranno costretti a rivolgersi ad un Centro Servizi collocato, per bene che vada, nel Veneto. E' bene precisare che, già ad oggi, sono proprio le sedi ASSILT delle regioni più grosse ad accusare le maggiori sofferenze, visto che i tempi per i rimborsi superano spesso i sei mesi e, proprio per queste ragioni, la nostra sede regionale ha più volte supportato le altre regioni nello smaltimento delle pratiche arretrate.

A nostro avviso le alternative per salvaguardare questi organismi ci sono, basterebbe cercare la condivisione con i lavoratori, che, come al solito, continuano ad essere snobbati. Ecco qualche proposta concreta che, per l'ASSILT, potrebbe tranquillamente sopperire  all'annunciato disimpegno finanziario dell'azienda:

·        L'aumento della quota mensile a carico del lavoratore (basterebbero 2 euro medi)

·        Il riproporzionamento della quota associativa in base ai famigliari a carico (attualmente le quote sono uguali: chi non ha a carico nessuno paga come chi ha a carico 5 persone)

·        La previsione di una quota uguale fra lavoratori a tempo pieno e part time, considerando che, questi ultimi, fruiscono pienamente dei servizi previsti

·        Possibilità di adesione per i famigliari non a carico dietro versamento della quota intera (come avviene per i soci pensionati)

·        Abbattimento dei costi gestionali con la riduzione e l'accentramento dei soli organismi sindacali di controllo (Comitati Regionali e Consiglio Generale)

Non siamo peraltro i soli a nutrire tali preoccupazioni, infatti, il Comitato Regionale ASSILT del Friuli Venezia Giulia, dopo aver dichiarato a maggioranza inaccettabile e gravemente lesivo della correttezza statutaria l'ennesimo spostamento della data di rinnovo degli organismi sociali ASSILT, ha successivamente assunto all'unanimità un'importante delibera che impegna il proprio Presidente Regionale in  sede di Consiglio Generale, a votare contro qualsiasi modifica statutaria che preveda la soppressione della sede regionale ASSILT.

Di fronte a questo quadro che si sta delineando, possiamo solo che invitare i lavoratori della regione a partecipare compatti allo SCIOPERO NAZIONALE DI MARTEDI' 11 GENNAIO 2005.

Sarebbe inoltre più che mai opportuno che le segreterie regionali SLC-FISTEL-UILCOM, se veramente condividono la necessità di salvare questi istituti, si dissociassero per una volta dall'operato delle loro rispettive segreterie nazionali, aderendo anch'esse al nostro sciopero e togliendo di fatto alle segreterie nazionali stesse quella pericolosa delega in bianco, con cui si apprestano ad alienare un patrimonio di risorse e strutture tanto rilevante per i lavoratori ed i pensionati del Friuli Venezia Giulia.           

Trieste,  7 gennaio 2005

 

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