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Segreteria Regionale LAZIO

Roma, 10 agosto 2005 

Servizi Telecom  = Correttezza e Buona Fede?

 

Art.1175 Codice Civile -  Comportamento secondo correttezza. Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza. 

Art.1375 Codice Civile -  Esecuzione di buona fede.  Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede. 

Art.1460 Codice Civile – Eccezione d’inadempimento.  Nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione se l’altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria . . .(ecc.)

 Il motivo di richiamare questi articoli del Codice Civile in un comunicato sindacale è dovuto alla peculiare attuale situazione di erogazione del servizio d’informazioni internazionali, dove al numero 4176 il cliente paga 6 scatti alla risposta, mentre al 412 paga per tutto il tempo che sta in linea con l’operatore.

i Fatti 

Da mesi gli operatori sono impossibilitati a raggiungere svariati paesi stranieri (es. Andorra, Afganistan, Bermuda, Bhutan, Comore, ecc.)  per potere contattare l’operatore e farsi dare l’informazione richiesta dal cliente italiano, ciò a causa di questioni legate a mancati rinnovi di contratti, per motivi economici, con le carriers telefoniche corrispondenti. 

L’operatore può solo avvisare il cliente dell’impossibilità di erogare il servizio richiesto e chiudere la linea con molte scuse.  

Il contratto in questione è l’offerta di un servizio, in concessione dallo stato italiano, a fronte di una tariffa pagata o alla risposta o a tempo, con la consapevolezza dell’erogatore del servizio dell’impossibilità di onorare quanto stipulato e reclamizzato alla clientela. 

LE VALUTAZIONI 

Questo atteggiamento di Telecom è censurabile non solo sotto il profilo della correttezza, ma anche sotto quello economico, rasentando il profilo penale, in quanto pur consapevole della situazione non fa nulla né per avvisare la clientela dell’impossibilità di erogare il servizio per i paesi in questione, né si premura di restituire la somma indebitamente percepita. 

Purtroppo questa mentalità emergente la si nota anche nella vendita dei prodotti Telecom con la conseguenza che  questo modo di rapportarsi alla clientela fa di Telecom la seconda società di comunicazioni dopo  Wind per numero di reclami (vedi recente indagine). 

Queste situazioni erano impensabili quando il servizio pubblico era gestito o controllato dallo stato, poi ………. grazie alle privatizzazioni ………!!! 

Non crede la Società che sia ora di ripristinare un rapporto corretto e rispettoso nei confronti dei lavoratori addetti e della clientela?????  

Seg. Regionale LAZIO settore Telecomunicazioni Via Macchia Palocco, 223 – 00125 Roma
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