mercoledi 20 aprile 2005  notizie regionali          

SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO TELECOMUNICAZIONI
E RADIOTELEVISIONI

Palermo 16 aprile 2005

MOBBING CENTER TELECOM

La scrivente O.S., a seguito delle numerose segnalazioni di disagio e stress occupazionale, ricevute da alcuni operatori dei call center Telecom Italia, ha ritenuto necessario affrontare il problema.

Le continue ristrutturazioni in Telecom Italia, hanno introdotto un “mobbing strategico”, cioè una serie di iniziative aziendali mirate a deteriorare il clima lavorativo rendendolo sempre più incerto e destabilizzante attraverso gli appalti ad aziende e negozi ”Punto 187”, dismissioni, esternalizzazioni(veri e propri licenziamenti legalizzati), discutibili ed inutili accentramenti di attivita’ che, anziché ottimizzare le risorse, continuano a produrre centinaia di lavoratori pendolari disagiati (per i quali Telecom Italia volutamente ne osteggia il rientro, salvo qualche raro caso).

L’incremento del già elevato carico costrittivo individuale di “front-end” nei call center, con caratteristiche di ripetitività, monotonia, stress, ha incrementato negli operatori disturbi e patologie cosiddette “professionali”, oltre una generale disaffezione al lavoro.

Per gli operatori del 187, chiamate ed insulti dei clienti a “tempesta”, illecite pressioni ad evadere la conversazione entro 360 secondi(peraltro contrattualmente non previsto), mancanza di un tempo di lavoro prestabilito (back office), stabile programmato (a rotazione), garantito nel tempo e comunque, spesso gestito con criteri discutibili.

Inoltre ci risultano forme di mobbing verticale relativamente alla condotta di alcuni preposti, particolarmente “abili” nello strumentalizzare i discutibili comportamenti di qualche operatore, creandogli discredito e disistima fra i colleghi, al fine di giustificare e legittimare i vari soprusi aziendali.

Controlli individuali sistematici sull’attività degli operatori 187 attraverso il CRM-SIEBEL con il quale ad esempio, si effettuano una serie di illecite verifiche sull’attività del singolo operatore, addirittura neanche previste dal generoso accordo sul CRM-SIEBEL del 9/12/2003, siglato da cgilcisluil.

Ulteriori illecite forme di controllo al 187, vengono svolte telefonicamente da alcuni funzionari Telecom o di aziende esterne che spacciandosi per clienti, controllano l’operato degli addetti i quali, intuendo spesso le finalità dell’interlocutore, manifestano un comprensibile stato di ansia e preoccupazione, durante la conversazione.

L’introduzione dei turni spezzati nei Noda ed il pesante clima aziendale in cui versano, aggravato dalle recenti indiscrezioni su prossime esternalizzazioni, induce negli operatori stati di ansia, depressione e stress consistenti, con un sintomatico ricorso all’assenteismo, segnatamente per malattia.

Per concludere, alla luce della gravissima condizione di disagio psico-fisico degli operatori registrata nei call center, riteniamo doveroso promuovere una decisa vertenza che solo con il coinvolgimento dei lavoratori, costringerà Telecom Italia, a rivedere la pessima organizzazione del lavoro anche perché, un clima deteriorato produce sempre una cattiva qualità del lavoro ed una produzione non ottimale, causando una negativa immagine esterna che Telecom peraltro merita ampiamente e che non potrà continuare a contrastare, esclusivamente sperperando milioni di euro in dispendiose sponsorizzazioni, discutibili iniziative pubblicitarie o peggio, di pseudo beneficenza!

                                                                                       segreteria regionale
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